Il calendario della gravidanza settimana per settimana - GravidanzaOnLine

Il calendario della gravidanza settimana per settimana

I cambiamenti che avvengono nel tuo corpo, le analisi e gli esami necessari e le prassi burocratiche durante la gravidanza, settimana per settimana.

Una gravidanza, è noto, dura 9 mesi, 40 settimane circa. Un periodo di tempo in cui succedono molte cose straordinarie nel corpo della donna e che portano alla nascita di un bambino. Vediamo cosa accade, nel dettaglio, settimana per settimana.

La prima settimana di gravidanza

Anche se verrà indicata come la prima settimana di gravidanza il conto delle settimane inizia dal primo giorno delle ultime mestruazioni. Strano? Non proprio: è necessario prendere un punto di riferimento fisso e facile da ricordare, a dispetto della data del concepimento che non è possibile da conoscere con esattezza.

In questo momento (ma anche prima) se hai scelto di cercare una gravidanza è utile prenotare una visita con il tuo ginecologo per effettuare gli esami preconcezionali che consentono di inquadrare il tuo stato di salute e quello del tuo compagno e eventualmente pianificare gli interventi terapeutici necessari nel caso siano presenti patologie.

La seconda settimana di gravidanza

In questo periodo, più o meno intorno alla metà del tuo ciclo mestruale, si verifica l’ovulazione. Se hai effettuato gli esami preconcezionali, in questa settimana riceverai l’esito e saprai se nel passato hai contratto la toxoplasmosi, la rosolia, il citomegalovirus o altri virus che potrebbero essere dannosi per lo sviluppo del tuo bebè. Nel caso in cui tu risultassi negativa, dovrai accertarti ogni mese, attraverso gli esami del sangue, di non averle contratte nel corso della gravidanza.

La terza settimana di gravidanza

Intorno al 14° giorno del ciclo mestruale si è verificata l’ovulazione, e l’ovulo è stato fecondato da uno spermatozoo con un rapporto sessuale completo non protetto. In questa settimana sei già incinta ma ancora non lo sai: sarà nel corso della prossima settimana che il mancato arrivo delle mestruazioni ti faranno sospettare una gravidanza.

La quarta settimana di gravidanza

L’ovulo si è attaccato alla parete dell’utero, e potresti avere osservato delle leggere perdite da impianto. A questo punto le cellule dell’embrione continuano a moltiplicarsi. Le mestruazioni attese per questa settimana non arrivano, così effettui un test di gravidanza per scoprire se sei incinta oppure no. I test di gravidanza si basano sull’individuazione della gonadotropina corionica umana, la Beta hCG, nelle urine. Se invece vuoi avere la certezza matematica di essere in dolce attesa e vuoi anche sapere all’incirca di quante settimane sei, potresti fare un prelievo per valutare la presenza dello stesso ormone nel sangue.

La quinta settimana di gravidanza

Cominciano a formarsi il cuore, il cervello e gli altri organi dell’embrione. Durante questa settimana, se hai già fatto visita al tuo ginecologo, probabilmente comincerà a prescriverti gli esami di routine. Molto probabilmente ti verrà prescritto l’emocromo completo, il test per l’HIV, l’esame delle urine e il gruppo sanguigno.

Inoltre saranno richiesti ulteriori esami per controllare il tuo stato di immunità verso la toxoplasmosi, la rosolia e il citomegalovirus. Nel caso in cui dovessi fare anche una ecografia, sappi che potresti visualizzare solo la camera gestazionale ed il sacco vitellino, una sacca piena di liquido che servirà nelle primissime settimane per il nutrimento dell’embrione.

La sesta settimana di gravidanza

Il cuore del feto sta già battendo e cominciano a comparire i primi abbozzi di braccia e gambe. Tra la sesta e la decima settimana di gravidanza effettuerai la prima ecografia, che probabilmente sarà una ecografia transvaginale, perché l’embrione è ancora troppo piccolo per essere visibile con l’ecografia addominale. In questi giorni potresti dover ripetere il dosaggio delle beta-HCG nel sangue per verificare che stiano crescendo in maniera regolare.

La settima settimana di gravidanza

L’embrione assomiglia a un girino, con la testa e la “coda” che lentamente si spostano allungandosi. Si formano anche gli occhi, le orecchie e la bocca. Tra i sintomi che potresti avvertire in questo periodo si trova un inconsueto aumento dell’appetito, accompagnato però da nausea soprattutto dopo ore di digiuno.

L’ottava settimana di gravidanza

La testa del feto si sta allargando, diventando più grande rispetto al corpo, e cominciano a formarsi le orecchie e le dita delle mani e dei piedi. Piano piano abbandona la forma del “girino”.

Puoi continuare ad avvertire i primi inequivocabili sintomi di gravidanza come nausea, stanchezza, tensione al seno, sensibilità agli odori.

La nona settimana di gravidanza

In questa settimana presumibilmente farai i primi esami del sangue che ti ha prescritto il tuo ginecologo. La lista è piuttosto lunga, a partire dall’emocromo completo, il prelievo per stabilire il gruppo sanguigno, le transaminasi, il toxo-test, il rubeo-test, il test per l’HIV, il test per la sifilide, il glucosio, l’esame delle urine e il test di Coombs indiretto.

La decima settimana di gravidanza

Le braccia e le gambe del veto sono più lunghe e flesse e il suo corpo si allunga, mentre il suo cuore continua a battere molto velocemente. In questo periodo gestazionale il ginecologo può vedere con un’ecografia la camera gestazionale datando con maggiore precisione la gravidanza, e segnare quindi la data presunta del parto.

L’undicesima settimana di gravidanza

In questa settimana potrai eseguire la prima serie di esami del sangue se ancora non le hai ancora fatte. Dall’11^ alla 13^ settimana potrai anche scegliere se effettuare il test combinato, uno screening non invasivo per la diagnosi di anomalie cromosomiche del feto, come la sindrome di Down o la Trisomia del cromosoma 18.

Il test si basa sull’esecuzione di un’ecografia particolare, detta translucenza nucale, durante la quale il medico misura la plica nucale, ossia la zona compresa fra la cute e la colonna vertebrale del feto, a livello della nuca: maggiore è la misura di questo spazio, maggiore è il rischio di difetti genetici (cromosomopatie).

A questo si aggiunge l’esame del sangue materno alla ricerca di due particolari sostanze, la Free Beta-HCG e PAPP-A, presenti in tutte le gravidanze e riscontrabili in quantità alterata nella maggioranza dei casi che presentano delle anomalie alla nascita.
Per elaborare il rischio specifico per la Sindrome di Down e per la Trisomia 18, i risultati dell’esame del sangue e dell’ecografia vengono combinati statisticamente, fornendo un indice di rischio verso le due malattie: non una diagnosi dunque, per cui è invece necessario effettuare esami specifici come l’amniocentesi o la villocentesi.

La dodicesima settimana di gravidanza

La testa del feto è ora più rotonda e ha già un profilo. Comincia ad aprire la bocca. Ora è possibile anche ascoltare il battito del suo cuore e i calcetti con un apposito rivelatore.

In questa settimana, oltre agli esami elencati nella settimana precedente, nel caso in cui ci sia una valida indicazione medica, come ad esempio la presenza di anomalie cromosomiche in famiglia o se hai un’età superiore ai 35 anni, potrai eseguire la villocentesi. Questo esame consiste nel prelevare una piccolissima parte dei villi coriali (frammenti tessutali della placenta) che vengono analizzati per determinare la possibile presenza di malattie cromosomiche nel feto come la sindrome di Down e per cercare eventuali malattie genetiche.

La tredicesima settimana di gravidanza

In questo periodo il tuo corpo inizia a mostrare i primi segni evidenti di una gravidanza in corso: la pancia inizia a ingrossarsi, e in modo più marcato nel caso non si tratti di una prima gravidanza. Anche i fianchi potrebbero iniziare a farsi più rotondi. Nel caso di gravidanza gemellare l’utero inizia a essere più grande e può far nascere il sospetto che non si aspetti un solo figlio.

La quattordicesima settimana di gravidanza

Gli occhi del feto si stanno spostando verso la parte più centrale del viso e cominciano a svilupparsi le corde vocali. Questa è solitamente l’ultima settimana utile per effettuare la translucenza nucale con cui calcolare in termini probabilistici l’eventualità che il feto presenti alcune anomalie cromosomiche come la sindrome di Down.

La quindicesima settimana di gravidanza

Dalla quindicesima alla diciottesima settimana potrai eseguire l’amniocentesi, un esame definito invasivo poiché consiste nel prelevare una piccola quantità di liquido amniotico, aspirandola con un ago apposito, per individuare alcune anomalie cromosomiche che portano a malattie genetiche come la sindrome di Down o la fibrosi cistica.

Questo test è consigliato in linea generale alle donne con età superiore ai 35 anni, a chi presenta familiarità con alcune malattie genetiche o nel caso in cui si è già avuto un figlio con malattia genetica.

La sedicesima settimana di gravidanza

Nel corso della sedicesima settimana di gravidanza potresti sentire il primo movimento fetale, anche se si tratta di un fenomeno raro a quest’epoca gestazionale: i movimenti inizieranno ad avvertirsi più avanti, a partire dalla 20^ settimana di gravidanza. Potrebbero verificarsi perdite ematiche dal naso e potrebbero comparire le prime smagliature, specie sulla pancia. Per prevenirle il più possibile sono utili i massaggi con creme o olii idratanti.

La pancia inizia a “tirare” sempre di più all’esterno, ma anche all’interno: l’utero continua ad ingrossarsi per creare l’ambiente idoneo alla crescita del feto.

La diciassettesima settimana di gravidanza

Nel corso della diciassettesima settimana di gravidanza potresti eseguire la seconda serie di esami che il tuo ginecologo ti ha prescritto: emocromo, esame urine e urinocoltura, Candida, Chlamydia, Mycoplasma, tampone vaginale per ricerca dello Streptococco B, test di Coombs indiretto, Toxoplasmosi, Rosolia e Citomegalovirus se negativi precedentemente, controllo pressione arteriosa e peso corporeo.

La diciottesima settimana di gravidanza

Si sta formando uno strato di grasso sotto la pelle del feto. Anche le unghie dei piedi cominciano a formarsi.

Questa è l’ultima settimana in cui potrai eseguire l’amniocentesi, il prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico per individuare alcune anomalie cromosomiche.

La diciannovesima settimana di gravidanza

La pelle del feto è coperta dallo strato di grasso noto come vernice caseosa e da una sottile peluria detta lanugine, da cui trae energia.

Dalla 19^ settimana potrai eseguire l’ecografia morfologica, un esame che viene eseguito da un operatore esperto, con una strumentazione di elevata tecnologia, finalizzato soprattutto alla diagnosi delle malformazioni fetali e durante il quale è quasi sempre possibile conoscere anche il sesso del nascituro.

La morfologica si esegue in questo periodo specifico perché il feto è nelle migliori condizioni per essere studiato, in quanto il rapporto fra le dimensioni del feto e la quantità di liquido amniotico è ottimale e perché, secondo la legge, è ancora possibile l’interruzione della gravidanza con il cosiddetto aborto terapeutico (fino alla 22^ settimana), se il feto fosse affetto da gravi malformazioni e se la prosecuzione della gestazione può compromettere la salute della donna.

La ventesima settimana di gravidanza

Le orecchie del bimbo sono quasi posizionate lateralmente alla testa. C’è più grasso sotto lo strato cutaneo. Il tuo bimbo comincia a muoversi molto di più, e a partire da questo momento (può succedere anche prima, o più tardi) potresti avvertire i primi movimenti fetali: tali movimenti si faranno più intensi con il passare delle settimane, per poi diminuire in prossimità del parto per il restringersi dello spazio a disposizione del feto, ma non smetteranno mai del tutto.

La ventunesima settimana di gravidanza

In questa settimana potresti eseguire la terza tornata di esami che prevedono l’esame completo delle urine, emocromo, test di Coombs indiretto, toxo-test, test per la rosolia e il citomegalovirus, controllo pressione arteriosa e del peso corporeo.

Se svolgi un’occupazione particolarmente gravosa o che rientra tra quelle considerate a rischio puoi avere diritto alla maternità anticipata.

Per la fine di questa settimana la pelle sarà completamente rivestita da un involucro protettivo. Le sopracciglia e le unghie delle dita si stanno sviluppando e i muscoli diventano più forti.

L’aumento della pressione del sangue potrebbe dare qualche fastidio: è bene tenerla sotto controllo per monitorare anche la possibile insorgenza di disturbi come la preeclampsia, che può verificarsi a partire dalla 20^ settimana di gravidanza e che può manifestarsi anche con ipertensione.

La ventitreesima settimana di gravidanza

A partire da questa settimana potrebbe essere utile, in presenza di una glicemia elevata o di glucosio nelle urine o di soggetti diabetici in famiglia, eseguire la curva glicemica, che consiste in un prelievo di base (con valutazione della glicemia a digiuno), successiva assunzione di 50 grammi di glucosio diluiti in acqua e secondo prelievo a distanza di un’ora (con valutazione della glicemia). Questo test serve per diagnosticare precocemente uno stato di intolleranza agli zuccheri o il diabete gestazionale per trattarlo opportunamente. La curva breve è alterata quando i valori sono superiori a 95-140 mg/dl.

Il diabete gestazionale è una complicanza che si verifica piuttosto raramente in gravidanza e si manifesta con un eccesso di zuccheri nel sangue (elevata glicemia); tale eccesso viene trasferito al feto, che rischia quindi di crescere troppo e in modo non armonico (ad esempio si ha una maggiore crescita del tessuto adiposo).

La ventiquattresima settimana di gravidanza

Il feto ora sente la tua voce e il battito del tuo cuore. È ora molto attivo e risponde al tuo tocco. Iniziano a crescere anche le cellule della corteccia celebrale, mentre i suoi cicli di sonno e veglia sono più regolari: il feto trascorre ancora la maggior parte del tempo dormendo.

La venticinquesima settimana di gravidanza

Probabilmente il tuo bimbo comincerà a singhiozzare e lo puoi sentire distintamente.

Da questa settimana potresti anche eseguire la quarta serie di analisi di routine che prevede esame delle urine e urinocoltura in caso di elevata presenza di batteri rilevata nell’esame precedente, IgG e IgM per toxoplasma, rosolia, citomegalovirus se negativi precedentemente, glicemia, flussimetria doppler delle arterie uterine (se l’ecografia morfologica ha rilevato anomalie) e il controllo della pressione arteriosa e dell’incremento del peso corporeo.

La ventiseiesima settimana di gravidanza

Il feto riesce a percepire la luce e reagisce a forti rumori. A partire da questa epoca gestazionale la percentuale di sopravvivenza nel caso di parto prematuro aumenta di settimana in settimana, ed è legata soprattutto alla maturazione dei polmoni.

Potresti iniziare anche ad avvertire delle contrazioni: nessun allarme, si tratta delle cosiddette contrazioni di Braxton-Hicks, che non indicano l’approssimarsi del parto ma aiutano a preparare l’utero per il travaglio.

La ventisettesima settimana di gravidanza

La crescita del feto è regolare, il suo corpo si sta sviluppando più velocemente rispetto alla testa. I suoi occhi adesso si aprono e si chiudono.

Questi sono gli ultimi giorni utili per effettuare la minicurva da carico di glucosio e le analisi di routine su sangue e urine.

La ventottesima settimana di gravidanza

Il cervello sta crescendo rapidamente e i polmoni stanno completando il loro sviluppo. Il feto apre e chiude gli occhi e reagisce agli stimoli luminosi e sonori che provengono dall’esterno.

Da questa settimana ti potrebbe venire richiesto di eseguire una ecocardiografia fetale, un esame che permette la valutazione del cuore del feto attraverso la pancia, e mettere in evidenza, qualora ve ne fossero, delle cardiopatie congenite. Alcuni ginecologi lo richiedono solo se ci sono indicazioni di rischio, altri invece lo ritengono un esame da eseguire comunque per approfondire la conoscenza dell’anatomia del cuore fetale.

La ventinovesima settimana di gravidanza

Sulle palpebre del feto iniziano a formarsi le ciglia, mentre si allena a respirare, inspirando ed espellendo liquido amniotico.

L’aumento del volume del sangue (dal 30 al 50% durante tutta la gravidanza) può portare una forte sensazione di affaticamento. Più dell’aumento di peso è bene prestare attenzione poi alla dieta seguita durante la gravidanza: l’aumento di peso varia da donna a donna, e sarà il medico a indicare quello più adatto. Una corretta alimentazione rimane fondamentale per garantire alla mamma e al feto l’apporto dei nutrienti necessari.

La trentesima settimana di gravidanza

Con l’aumento del peso della pancia e lo spostamento degli organi interni potrebbero comparire o accentuarsi alcuni disturbi a carico del tratto gastrointestinale: potresti soffrire di stitichezza, oppure emorroidi.

Se compaiono disturbi del sonno è possibile provare alcune tecniche di respirazione e rilassamento, oltre a utilizzare un cuscino aggiuntivo per trovare la posizione più comoda. In genere è sconsigliato alle donne a partire dal terzo trimestre dormire a pancia in giù (cosa che risulta anche piuttosto complicata), mentre anche la posizione supina può essere particolarmente scomoda e può rendere più difficoltoso l’afflusso del sangue. Se il medico non lo sconsiglia durante tutta la gravidanza è utile continuare a praticare una moderata attività fisica.

La trentunesima settimana di gravidanza

Il tuo bambino comincia a prendere peso rapidamente, gli occhi sono ora aperti. a questa epoca gestazionale viene effettuata la terza e ultima ecografia prevista di routine nel caso di una gravidanza fisiologica, la cosiddetta ecografia di accrescimento che serve a valutare dimensioni del feto e posizione (se cioè si trova già in posizione cefalica oppure è ancora podalico).

La trentaduesima settimana di gravidanza

In questo periodo è bene informarsi sul congedo di maternità. Quello obbligatorio è di 5 mesi: due prima del parto e tre dopo la nascita del bambino.

Oltre alla maternità obbligatoria la legge prevede un periodo di congedo facoltativo: è utile informarsi per tempo sui diritti delle donne in gravidanza. Il medico potrebbe consigliare già da questo momento di rimanere a riposo oppure di diminuire il carico di ore lavorative soprattutto per le mansioni che richiedono uno sforzo fisico.

La trentatreesima settimana di gravidanza

corso preparto

Il bambino aumenta di circa 30 grammi al giorno. La sua attività probabilmente diminuirà dal momento che c’è sempre meno spazio per muoversi. A questo punto avrai già seguito un corso preparto, dove il personale specializzato fornisce tutte le informazioni utili per il parto e le prime settimane di vita del bambino.

La trentaquattresima settimana di gravidanza

In questa settimana la testa del bambino si posiziona verso il basso. Se ha cambiato posizione lo sentirai più attivo, specialmente di notte. Avvertirai i suoi calci in diversi punti. Dormire potrebbe essere particolarmente difficile e i sogni possono diventare particolarmente vividi.

In questa settimana potresti effettuare alcuni dei seguenti esami di routine: esame delle urine e urinocoltura in caso di elevata presenza di batteri rilevata nell’esame precedente, emocromo, virus epatite B (antigene HbsAg), virus Epatite C (anticorpi), test di Coombs indiretto (se RH negativo), esami previsti per mancata immunità al Toxoplasma, Rosolia e Citomegalovirus; tampone vaginale e rettale per ricerca Streptococco B, Mycoplasma e Clamidia, oltre a elettrocardiogramma, controllo della pressione arteriosa e dell’incremento del peso corporeo.

La trentacinquesima settimana di gravidanza

Se il feto non ha ancora cambiato posizione, lo dovrebbe fare durante questa settimana. Le unghie delle mani raggiungono ora l’estremità delle dita.

Il tuo seno nel frattempo si sta ingrossando ancora e si sta preparando a produrre il latte, che in questa fase potrebbe anche iniziare a farsi vedere con delle leggere fuoriuscite di un liquido giallastro, il colostro.

La trentaseiesima settimana di gravidanza

Il peso del feto sta rapidamente aumentando e lo spazio per muoversi diminuisce sempre di più.

È il momento di preparare la valigia per l’ospedale e verificare di avere a disposizione tutto l’occorrente per il ricovero, sia per la mamma che per il bambino: il travaglio arriva spesso inaspettato, ed è bene avere già pronto l’indispensabile per andare in ospedale.

La trentasettesima settimana di gravidanza

La pelle del tuo bambino sta diventando sempre più rosa. Anche i depositi di grasso sotto la pelle sono aumentati e questo spiega anche il sempre più veloce aumento di peso.

In questa fase oltre alle contrazioni di Braxton-Hicks potresti osservare delle leggere perdite vaginali, oltre alla perdita del tappo mucoso, che consiste nella “caduta” della sostanza che sigillava l’ingresso del collo dell’utero. Può trattarsi del primo sintomo dell’avvio del travaglio, ma, in assenza di altri sintomi specifici (contrazioni, rottura delle acque) perché il travaglio inizi possono volerci anche giorni.

La trentottesima settimana di gravidanza

Il travaglio potrebbe cominciare in qualsiasi momento: si entra infatti nella cosiddetta “zona parto”, può essere questione di giorni o (ancora) di qualche settimana prima che il bambino nasca. Le contrazioni di Braxton-Hicks si fanno più frequenti, e somigliano ai crampi mestruali.

La trentanovesima settimana di gravidanza

Molto rapidamente il tuo bambino sta continuando a prendere peso. Le unghie dei suoi piedi hanno raggiunto l’estremità delle sue dita.

Farai l’ultima visita di controllo dal ginecologo che effettuerà una cardiotocografia, detta anche monitoraggio, attraverso la quale si otterranno informazioni utili sullo stato di ossigenazione fetale, permettendo di rilevare precocemente, in gravidanza ed in travaglio di parto, eventuali stati di sofferenza fetale.

La quarantesima settimana di gravidanza

Il travaglio può avere una durata molto diversa da donna a donna, e anche da una gravidanza all’altra: in genere con il primo figlio il travaglio è più lungo. In prossimità della data presunta del parto la donna può sentire lievi dolori localizzati sul basso ventre: tali sintomi possono iniziare molto prima dell’inizio del travaglio vero e proprio, possono essere frequenti oppure distanziati nel tempo e durano in genere pochi secondi.

Nel momento in cui le contrazioni sono più forti e regolari e si presentano a intervalli di 5 minuti inizia la cosiddetta fase dilatante. Se il sacco amniotico non è ancora rotto e non ci sono altri sintomi si può attendere per andare al pronto soccorso, se invece le acque si rompono bisogna recarsi in ospedale poiché l’ambiente uterino non è più sterile. In ospedale sarai assistita dalle ostetriche e dal ginecologo, che ti aiuteranno a partorire.

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