Primi sintomi di gravidanza: quali sono e come riconoscerli

Come si riconosce precocemente una gravidanza? Quali sono i segnali che possono far sospettare che il concepimento è avvenuto? Scopriamo i primi sintomi di una gravidanza e a cosa fare attenzione.

L’inizio della gravidanza è un evento che desta sempre molta eccitazione (o preoccupazione) nelle donne e nei rispettivi partner. È una realtà cercata (o evitata) che si desidera riconoscere fin dai primi segnali per poterla gestire correttamente. Da una parte iniziando a seguire uno stile di vita e un regime alimentare adeguato (e informandosi sulle visite e i controlli da fare), dall’altra valutando le diverse forme di interruzione volontaria disponibili e praticabili.

In tutti i casi è importante conoscere e riconoscere i primi sintomi di gravidanza. Questo sia per decidere cosa fare, ma anche per capire quando è il caso di eseguire un test di gravidanza che possa confermare o smentire il sospetto.

Per avere un approccio corretto sui primi sintomi di gravidanza è doveroso fare chiarezza anche sul significato del termine sintomo. Questo, etimologia alla mano, indica qualcosa che “accade insieme al paziente”; ovvero che è una realtà soggettiva che varia da donna a donna.

La sintomatologia della gravidanza, specialmente i primi segnali che la possono accompagnare, è molto variabile sia perché ogni organismo (ma anche ogni gravidanza) è diverso dagli altri, ma anche perché la percezione di un dolore, di un fastidio o di qualsiasi altra realtà considerabile come sintomo di gravidanza è estremamente variabile. Tanto che in alcuni (rarissimi e particolari) casi si parla addirittura di gravidanza senza sintomi.

Nella maggior parte dei casi, i primi sintomi di gravidanza dipendono sostanzialmente dalle importanti modificazioni che questo evento provoca sull’organismo femminile. Il corpo della donna cambia e reagisce a una novità importante come quella del concepimento e queste modificazioni determinano numerose conseguenze che è possibile percepire ancora prima di eseguire il test di gravidanza. Anzi, specialmente nei casi in cui la gravidanza non è volutamente cercata, questi sintomi possono essere propedeutici a cercare una conferma tramite il test (sulle urine o sul sangue) della beta hCG, una frazione della gonadotropina corionica umana.

Quali sono i primi sintomi di gravidanza nelle prime settimane?

I primi sintomi della gravidanza, quindi, sono molto variabili e nella maggior parte dei casi anche confondibili con altre condizioni, come ad esempio la sindrome premestruale, motivo per cui in caso di sospetto il test di gravidanza è l’unico strumento per confermare o escludere l’inizio del concepimento.

1. Il primo sintomo: l’assenza delle mestruazioni

Uno dei primi sintomi della gravidanza è l’amenorrea, ovvero l’assenza delle mestruazioni nelle donne che sono in età riproduttiva. L’assenza o il ritardo del ciclo può essere normale fino ad almeno 10 giorni da quello in cui sarebbero dovute arrivare e, specialmente nelle donne con ciclo mestruale irregolari, può essere un indicatore poco affidabile.
Parallelamente la comparsa di sanguinamenti può essere confusa con il ciclo quando in realtà si tratta delle perdite da impianto che, contrariamente a quanto si pensi, rappresentano un segnale dell’avvenuto inizio della gravidanza in quanto la blastocisti (una delle primissime forme di embrione) si è impiantato all’interno della parete uterina.

2. Cambiamenti al seno

L’inizio della gravidanza (e sarà una costante per tutta la gestazione) è caratterizzato da una serie di cambiamenti ormonali. Questi possono determinare anche un aumento del volume, un indolenzimento e una maggiore sensibilità del seno. Nelle donne più sensibili questo sintomo può essere particolarmente percepito, ma anche in questo caso può essere confuso con i cambiamenti che si verificano prima della comparsa del ciclo mestruale e che danno luogo alla sindrome premestruale.

3. Nausea e vomito

La nausea è tra i primi sintomi più comuni dell’inizio di una gravidanza e in più della metà dei casi è anche associato a vomito e, occasionalmente, diarrea. Condizioni, queste, che rimangono generalmente costanti per tutto il primo trimestre di gravidanza e, sebbene le cause restano sconosciute, è un fenomeno che in un terzo delle donne inizia a manifestarsi già entro le prime quattro settimane dopo il ciclo mestruale.

4. Rifiuto del cibo

Parallelamente al senso di nausea una donna incinta può constatare una maggiore sensibilità agli odori e al gusto di alcuni alimenti.

5. Bruciore di stomaco

Quello che comunemente viene chiamato bruciore di stomaco per spiegare uno dei comuni primi sintomi di gravidanza è in realtà un disturbo particolare, noto con il nome di pirosi gastrica, che interessa la zona retrosternale e quella dell’esofago e può essere associata anche a reflusso esofageo.

6. Minzione frequente

Anche la necessità di dover andare più frequentemente in bagno è considerato un primo sintomo di gravidanza in quanto l’aumento dei livelli di progesterone determina un rilassamento delle pareti della vescica con una maggiore incapacità di contenere le urine.

7. Stipsi

Il rallentamento della motilità intestinale, noto con il nome di stipsi gravidica, è un fenomeno probabilmente legato all’aumento dei livelli di progesterone e genera quella condizione di stitichezza e costipazione.

8. Stanchezza e sonnolenza

L’attività del progesterone, uno dei principali protagonisti dell’inizio della gravidanza, provoca il rallentamento delle attività dell’organismo femminile in vista dello sviluppo del feto. Questo “cambio di priorità” provoca inevitabilmente un maggior senso di fatica, una sensazione di stanchezza e sonnolenza nelle donne.

9. Sbalzi d’umore

La maggiore sensibilità emotiva delle donne in gravidanza è uno dei più noti sintomi di inizio della gravidanza, tanto che spesso è associata anche a (spesso discutibili) ironie sulla tendenza a piangere “per qualsiasi motivo” o passare da un eccesso di tristezza a uno di entusiasmo. Anche in questo caso la responsabilità è da ascrivere all’attività ormonale che intervengono sul sistema nervoso materno.

10. Congestione nasale

I cambiamenti ormonali possono provocare anche un gonfiore, un sanguinamento e una maggiore secchezza delle mucose del naso, determinando la fastidiosa percezione di naso chiuso.

11. Mal di testa e mal di schiena

Anche un aumento dei dolori alla schiena e del mal di testa possono essere associati all’inizio della gravidanza.

12. Vertigini e svenimenti

La dilatazione dei vasi sanguigni con parallelo abbassamento della pressione, tipici all’inizio della gravidanza, possono provocare anche delle vertigini e degli svenimenti.

Quando compaiono i primi sintomi di gravidanza?

Come abbiamo avuto modo di approfondire sono tanti e diversi i primi sintomi che possono accompagnare l’inizio di una gravidanza. L’estrema eterogeneità dei sintomi è legata alle differenze dell’organismo di ogni donna; questo vale anche per le tempistiche con cui si manifestano.

Generalmente i sintomi precoci di una gravidanza compaiono già nelle prime settimane dopo il concepimento (nella terza o nella quarta settimana) e sono poi una realtà con la quale ogni donna, specialmente nella prima fase della gestazione, dovrà convivere.

Come confermare la gravidanza dopo i primi sintomi

In presenza di un segnale che fa sospettare la presenza di una gravidanza la conferma può avvenire solamente dal test di gravidanza. Questi test misurano la quantità di beta hCG presente nell’organismo femminile (che all’inizio della gravidanza cresce esponenzialmente) e possono essere di due tipi: urinari o ematici.

Nel primo caso sono i tradizionali test che si acquistano in farmacia (o in tanti altri centri) e che vengono eseguiti autonomamente a casa. I test ematici, invece, avvengono tramite prelievo di sangue presso un laboratorio specializzato.

L’esito positivo di un test di gravidanza è poi il primo passo per tutta una serie di accertamenti, soprattutto presso lo studio del proprio ginecologo, per verificare che l’inizio della gestazione sia avvenuto correttamente e non ci siano condizioni particolari da monitorare o sulle quali intervenire.

Articolo originale pubblicato il 5 gennaio 2022

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