Subito dopo il concepimento il corpo della donna inizia a produrre un nuovo ormone, fino a quel momento quasi del tutto assente: si chiama Gonadotropina Corionica Umana, detta anche Beta hCG.

È il cosiddetto “ormone della gravidanza”, ed è quello di cui i test di gravidanza (sia quelli fai da te che si acquistano in farmacia e sono da fare sulle urine sia gli esami del sangue) vanno alla ricerca per stabilire se c’è una gravidanza in corso.

Cos’è l’ormone Beta hCG?

La Beta hCG è un ormone che viene prodotto essenzialmente durante la gravidanza al formarsi della camera gestazionale. Proprio per questo viene utilizzato come indicatore di positività della presenza della gravidanza.

L’ormone cresce inizialmente al crescere delle settimane, ma è importante non attribuire un valore assoluto a questo dato perché possiamo avere una beta, tanto per fare un esempio, di 2000 o 5000, ma trovarci sempre alla settima settimana di gravidanza.

Beta hCG: come si misura?

Come anticipato, la misurazione delle Beta hCG dà conto innanzitutto della presenza della gravidanza, e approssimativamente anche la sua datazione. Tale misurazione viene chiamata dosaggio delle Beta hCG. La presenza delle beta si può rilevare dalle urine (la beta HCG urinaria) oppure nel sangue (beta hCG plasmatica).

Beta hCG: i test ematici

Il dosaggio effettuato su un prelievo di sangue è invece di tipo quantitativo: la risposta è un valore numerico compreso tra zero e 300.000 mUI/ml circa. Se viene effettuato un secondo e quindi un terzo prelievo a distanza di pochi giorni si può ottenere una certa quantità di informazioni riguardo l’andamento iniziale della gravidanza: un aumento troppo lieve può indicare la presenza di problemi.

Il valore delle Beta hCG va poi associato a un’ecografia transvaginale, che consente di stabilire l’effettivo stato della gravidanza: dalle 5/6 settimane consente di vedere anche la camera gestazionale e riconoscere l’embrione al suo interno.

Nel caso in cui la camera gestazionale risultasse vuota l’esame delle Beta è importante perché conferma la presenza dell’embrione anche se non si vede: ciò potrebbe essere dovuto ad una errata datazione della gravidanza, che verrà confermata da una successiva ecografia da effettuare alcuni giorni dopo.

Beta hCG: gli esami delle urine

La misurazione sulle urine è qualitativa e la risposta che dà può essere “positiva” oppure “negativa”, ma non sono fornite ulteriori informazioni circa l’andamento della gravidanza: non viene data alcuna indicazione cioè sulla loro quantità, un elemento molto importante a gravidanza in corso. Gli esami delle urine a volte possono dare risultati falsamente positivi o falsamente negativi.

Quando il test di gravidanza risulta positivo è bene fare l’esame del sangue per dosare la Beta hCG per avere la certezza che la gravidanza è in atto. Il test sulle urine è utile per confermare o meno il sospetto di una gravidanza: il test si può acquistare in farmacia o al supermercato.

Beta hCG: i valori normali

Durante la gravidanza, e in particolare nelle fasi iniziali, è importante valutare la presenza dell’ormone Beta hCG attraverso regolari prelievi del sangue, che consentono di rilevarne la quantità e quindi di controllare, insieme all’ecografia, che la gravidanza proceda per il meglio.

La misurazione delle Beta hCHG risponde a valori precisi, che variano a seconda del periodo della gestazione. Con la crescita dell’embrione aumenta anche il livello delle beta nel sangue, che, come anticipato, dovrebbero raddoppiare ogni due o tre giorni. Indicativamente, in assenza di gravidanza, i valori della Beta hCG si attestano tra 0 e 5 mlU/ml.

Ormone Beta hCG: i valori in gravidanza

Troppo spesso si dà eccessiva importanza al valore della Beta hCG perché se è troppo bassa ci si preoccupa che c’è qualcosa che non sta andando bene, così come se fosse troppo alta ci si preoccupa che si tratti di una gravidanza gemellare con l’esito che l’ossessione su questo valore genera solo preoccupazione.

È invece opportuno ricordare che si tratta solamente di un indicatore estremamente variabile e non c’è un valore buono o uno cattivo, tranne nel caso di valori estremamente alti o estremamente bassi in quanto potrebbero essere il segnale che realmente una gravidanza non sta andando bene o, addirittura, di una patologia legata alla gravidanza stessa. Si tratta però di valori evidentemente elevati che vengono valutati dal medico.

In sintesi possiamo riassumere che in caso di Beta hCG positiva c’è la presenza di una gravidanza, ne monitoriamo l’andamento ripetendola ogni 2/3 giorni fino a che supera il valore di 1000; quindi si inizia con le ecografie e accantoniamo il valore della Beta hCG per fare riferimento esclusivamente alla datazione ecografica della gravidanza e tramite esse si stabiliscono le effettive settimane di gestazione.

Questo è un indicatore incompleto, mentre può risultare molto utile in caso di aborto monitorare la beta hCG ogni 15 giorni per valutarne l’azzeramento per essere sicuri che la procedura dell’aborto sia effettivamente completata.

Inoltre è utile nei casi di fecondazione assistita per monitorare la crescita nelle prime settimane di gravidanza, ma anche in questo caso una volta che la Beta hCG ha superato il valore di 1000 non ha più importanza sapere quante sono visto che poi si procede con l’indagine e la valutazione ecografica.

Se le Beta hCG sono basse

Se l’aumento delle beta hCG non è quello considerato sufficiente per la fase della gravidanza in cui la donna si trova può significare che sono insorti alcuni problemi. Tra questi un aborto spontaneo oppure una gravidanza extrauterina. Può succedere infatti che la gravidanza si interrompa spontaneamente, e uno dei segnali è proprio il mancato aumento della concentrazione delle beta hCG nel sangue.

Se le Beta hCG sono alte

Se al contrario la concentrazione dell’ormone beta hCG risulta più alta del normale rispetto all’epoca gestazionale in cui ci si trova può indicare la presenza di una gravidanza gemellare: in questo caso il valore può essere superiore anche della metà rispetto ad una gravidanza singola.

Beta hCG: tabelle e valori settimana per settimana hanno senso?

Le tabelle che si utilizzano danno un’indicazione, ma queste non sono sempre così rigide e precise. Per questo motivo non è utile misurarla continuamente e fare riferimento alle tabelle. Tanto per fare un esempio una gravidanza a 37 settimane e una a 12 hanno gli stessi valori, a conferma di come in questo senso non ha interesse controllare i livelli di questo ormone.

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