Come nascono i gemelli: tutto su gravidanza e parto gemellare

Un'eventualità rara ma negli ultimi anni più frequente: scopriamo cause, rischi e differenze di una gravidanza multipla rispetto a una singola.

Una costante negli ultimi decenni è l’aumento delle gravidanze gemellari. Un’eventualità che fino a qualche tempo fa era una rarità e che invece ultimamente sta aumentando di incidenza. La gravidanza e il parto gemellare sono una condizione molto particolare che comporta un maggior numero di rischi per la donna, ma anche per i feti stessi, specialmente in base a come evolve la loro crescita.

Considerando la particolarità dell’evento, ma anche la sua maggiore incidenza, è bene comprenderne le cause e le differenze rispetto a una gravidanza e un parto singolo.

Le cause della gravidanza gemellare

Le gravidanze gemellari (dette propriamente gravidanze multiple) sono più frequenti nelle donne con più di 35 anni e soprattutto nei concepimenti avvenuti tramite tecniche si procreazione medicalmente assistita (PMA).

I dati, infatti, mostrano come l’incidenza delle gravidanze gemellari sia più del doppio nelle donne che hanno seguito trattamenti di fecondazione assistita tra i trenta e i quarant’anni rispetto a quelle tra i venti e i trent’anni. L’incidenza è ancora maggiore (quindici volte superiore) rispetto alle donne la cui gravidanza è avvenuta con concepimento naturale.

Le cause principali, quindi, sono l’impiego di tecniche di procreazione assistita e di farmaci per la fertilità, così come l’aumento dell’età della donna. A incidere in quello che è considerato come un rischio da evitare, c’è anche una precedente gravidanza gemellare (o plurigemellare) o la discendenza africana occidentale.

Nel caso di transfer di embrione, invece, l’unico metodo per evitare gravidanze multiple prevede “l’impiego del transfer di un singolo embrione in cicli a fresco, sebbene tale procedura si associ a tassi più bassi di nati vivi rispetto al transfer di due embrioni”.

Cosa cambia in una gravidanza gemellare?

Ci sono differenze importanti tra una gravidanza gemellare e una singola. La Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica e Metodologie Biofisiche (SIEOG) sottolinea come esistano due tipologie di gravidanza: dizigotiche o monozigotiche. I gemelli, infatti, possono essere monozigoti o eterozigoti, ovvero perfettamente identici anche dal punto di vista del patrimonio genetico (monozigoti e sempre dello stesso sesso) o eterozigoti, che sono sostanzialmente due fratelli, ma non identici come due gemelli.

Questa differenza incide anche sul numero di placente presenti. Nelle gravidanze monozigotiche, infatti, in base a quando è avvenuta la separazione dell’ovulo, è possibile che si formino due placente e due sacchi amniotici (e si parla di gravidanza bicoriale biamniotica) o che vi sia una sola placenta e due sacchi amniotici (gravidanza monocoriale biambiotica).

Molto più raramente i gemelli possono avere in comune sia il sacco amniotico sia la placenta (gravidanza monocoriale monoamniotica).

Un’altra importante differenza di cui tenere conto è che le diagnosi prenatali invasive sono nelle gravidanze multiple più rischiose rispetto a quelle eseguite su gravidanze singole. Una differenza molto importante tra gravidanze multiple e gravidanze singole è che per le prime, specialmente a partire dalla diciannovesima settimana, è consigliato eseguire controlli ecografici ogni 4-6 settimane.

Come anticipato una gravidanza e un parto gemellare è più rischioso sia per la mamma, sia per i bambini. Per la donna i rischi maggiori sono quelli di sviluppare il diabete gestazionale, di avere emorragie intrapartum, ma anche di essere esposta a fenomeni di ipertensione gestazionale e preeclampsia.

Per il feto, invece, è maggiore il rischio di aborto spontaneo, sindrome di trasfusione feto-fetale, parto prematuro, ritardo di crescita, basso peso neonatale e morbilità che si possono manifestare anche oltre il periodo neonatale. Quest’ultime sono determinate dal basso peso alla nascita e dalla prematurità del parto che possono provocare disturbi nell’alimentazione e nella respirazione tali da creare le condizioni per lo sviluppo di altre patologie.

Parto gemellare: come funziona?

Il parto gemellare è, fino alla nascita del primo bambino, identico a un parto singolo. Il travaglio, infatti, è uguale, così come la fase espulsiva del primo bambino. I due parti non differiscono tra loro nemmeno per quel che riguarda la richiesta dell’anestesia epidurale che può essere somministrata, se ci sono i requisiti, senza alcun tipo di problema.

Le differenze cominciano con la nascita del secondo bambino, che dipende dalla posizione in cui questo si trova. Se infatti si trova in posizione cefalica il parto naturale avviene come il primo e come qualsiasi parto spontaneo per cui il bambino discende nel canale del parto.

Se, invece, il bambino è in posizione podalica, a differenza di quanto avviene con un parto podalico singolo, ci sono meno rischi e problemi, in quanto il passaggio del primo figlio ha posto le condizioni per cui il passaggio del secondo sia meno complicato.

In una gravidanza e un parto gemellare la dilatazione del collo dell’utero è unica per tutti i bambini. Per quel che riguarda la fase di espulsione, invece, c’è una breve attesa tra la prima e le successive durante la quale l’utero si adatta alle misure del secondo gemello che, generalmente, è di dimensioni minori rispetto al primo; questo rende anche meno difficoltosa la sua nascita.

La fase di secondamento avviene invece in maniera unica, anche nei laddove ce ne fossero più di una.

Parto gemellare: naturale o cesareo?

Il parto gemellare avviene sempre in maniera prematura, generalmente entro la trentasettesima settimana e non oltre, in quanto la placenta potrebbe non riuscire a resistere oltre questo tempo. In questi casi la prematurità del parto è lieve e meno rischiosa del protrarsi di una condizione, come abbiamo visto, maggiormente rischiosa sia per la mamma che per il feto.

A differenza di quanto si possa pensare, laddove possibile, anche per il parto gemellare si tenta di eseguirlo in maniera spontanea. Il parto vaginale è possibile solamente se il primo gemello è in posizione cefalica, se il bacino della donna è sufficientemente ampio e, soprattutto, se il suo stato di salute generale è buono.

In alternativa si opta per il parto cesareo. Questa è l’unica modalità di parto qualora entrambi i gemelli sono in posizione podalica o se la gravidanza multipla riguarda più di due gemelli.

Si ricorre al cesareo anche:

  • qualora uno dei gemelli ha un peso molto diverso rispetto all’altro feto;
  • se presenta già un significativo ritardo nella crescita;
  • per tutte quelle circostanze in cui il parto vaginale, anche in gravidanze singole, sarebbe rischioso o impossibile, come per esempio è nel caso della placenta previa.

L’allattamento dopo un parto gemellare

Come cambia, invece, l’allattamento? L’allattamento dei gemelli è possibile e anzi, se possibile, quello al seno è ancora più raccomandato che nelle gravidanze singole. Questo perché i benefici dell’allattamento al seno sono enormi (per il bambino così come per la mamma) e insostituibili e per i bambini nati prematuri, come quelli delle gravidanze gemellari, e rappresentano un grande contributo per la loro crescita sana.

I 5 consigli dell'ostetrica per allattare i gemelli

I meccanismi di produzione e stimolazione del latte sono sempre gli stessi e anzi l’indicazione è quella di farli poppare insieme contemporaneamente. Questo non indebolisce la produzione di latte che viene invece stimolata dal gemello più forte che in questo modo permette un afflusso di latte regolare anche per l’altro bambino.

Le poppate sono generalmente precoci (ogni due o tre ore) e laddove la produzione di latte non fosse sufficiente è da organizzarsi per tirare il latte tra una poppata e l’altra in modo da averlo sempre a disposizione.

Nel caso di allattamento artificiale è consigliato che sia sempre la madre a somministrare il latte a tutti i suoi figli. La ragione è che l’allattamento non è solo una questione nutritiva, ma anche il momento in cui si stabilisce il legame tra mamma e bambino, fondamentale per lo sviluppo della personalità dei neonati.

È chiaramente un impegno che richiede l’acquisizione di ritmi e abitudini diversi per i quali è spesso necessario avere un maggior sostegno rispetto al solito.

I primi mesi dei gemelli

È doveroso ricordare che i bambini nati da gravidanze multiple sono soggetti a maggiori controlli anche dopo la nascita. Controlli di follow-up che devono essere eseguiti anche dopo i primi anni di vita, in quanto è possibile che si verifichino difficoltà nei processi legati allo sviluppo linguistico e cognitivo. Questi controlli sono fondamentali anche per intraprendere tempestivamente i relativi percorsi riabilitativi.

I primi giorni e mesi di vita dei gemelli sono indubbiamente più faticosi per i genitori, e specialmente per le mamme che allattano, in quanto il carico di lavoro è raddoppiato (se non triplicato in casi di gravidanze di tre gemelli) e il cui peso aumenta in maniera esponenziale. Le coppie che vivono questo tipo di esperienza devono poter avere un sostegno morale e materiale costante tale da consentire di affrontare con serenità e fiducia una situazione profondamente destabilizzante e rivoluzionaria.

Parliamo infatti di un’eventualità che richiede maggior impegno e pazienza e che se sebbene non costituisca un dramma in quanto la prima fase di novità più difficile può essere tranquillamente vissuta e superata, è altrettanto vero che necessita di un impegno nettamente superiore.

Parti gemellari record

Come abbiamo anticipato negli ultimi anni è aumentato il numero di gravidanze multiple. L’esempio più recente è quello di Halima Chisse che ha avuto 9 gemelli, tutti nati sani.

Il parto record (di 10 gemelli) della donna sudafricana non sarebbe mai avvenuto

Parliamo ovviamente di casi molto rari e che proprio per questo raggiungono gli onori della cronaca (e l’attenzione del Guinness World Record) ma che dimostrano come, sebbene molto difficili ed estremamente impegnativi, sono possibili e si può imparare a convivere con l’abitudine di occuparsi (e preoccuparsi) di tanti bambini contemporaneamente.

Parto gemellare in acqua

Nonostante non vi siano studi scientifici che ne dimostrino la criticità, il parto gemellare in acqua è sconsigliato e non praticato. Questo perché il parto in acqua si svolge in condizioni che aumentano i rischi in un parto gemellare che è, come abbiamo visto, già molto delicato di suo.

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