Non tutti i gemelli sono uguali, similitudini e differenze nei parti gemellari

Non tutti i gemelli sono uguali; possono infatti essere identici (monozigoti) o fraterni (eterozigoti). Scopriamo da cosa dipende la differenza e come questa incide nei parti gemellari.

Oggi nel nostro Paese il 3% delle nascite proviene da gravidanze multiple. Un dato curioso e allo stesso tempo interessante figlio (in tutti i sensi) del diffondersi e nel perfezionarsi negli ultimi anni delle tecniche mediche di fecondazione medicalmente assistita.

Questa fotografia ci permette di porre l’attenzione sia sul parto gemellare in sé che, soprattutto, sul tipo di differenze che ci sono tra i due (o più) bambini nati da queste gravidanze. È il fenomeno dei cosiddetti gemelli eterozigoti e monozigoti.

Non tutti i gemelli, nonostante il termine sia utilizzato per indicare tutti i bambini nati dallo stesso parto, sono uguali, ma sono distinguibili in monozigoti e eterozigoti. Conosciamone le caratteristiche, le differenze e cosa determina una gravidanza di questo tipo.

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L’origine delle gravidanze gemellari

Ogni gravidanza ha inizio nel momento del concepimento, ovvero quando il gamete maschile (lo spermatozoo) incontra il gamete femminile (la cellula uovo) e la feconda. Successivamente l’embrione nato da questo incontro dovrà impiantarsi e iniziare l’iter di sviluppo che lo porterà a essere poi un feto e, finalmente, un bambino pronto per la nascita.

Questo è l’evento “classico” e più comune, ma possono capitare due varianti:

  • la prima è quella per cui vi è un’ovulazione multipla, per la quale vengono rilasciate due cellule uovo e non una sola e due diversi spermatozoi fecondano le due cellule uovo;
  • la seconda variante è quella che vede l’unica cellula uovo fecondata, dividersi in due o più embrioni che porteranno, quindi, allo sviluppo di due bambini.

Nonostante entrambi siano considerati gemelli, il loro patrimonio genetico non è sempre lo stesso ed è qui che sorge la differenza tra eterozigoti e monozigoti.

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Tra le cause che determinano l’aumento del numero delle gravidanze gemellari c’è, oltre alle tecniche mediche contro la sterilità cui abbiamo già fatto riferimento, anche l’età della donna. Rimanere incinta a più di trent’anni, infatti, è un fattore che aumenta la probabilità di avere dei gemelli.

Un altro fattore, che è legato alla possibilità di una gravidanza gemellare, è la familiarità. Se il papà o la mamma hanno avuto in famiglia episodi di questo tipo la probabilità che questo accada anche nelle gravidanze successive è più alta che negli altri casi.

Gemelli eterozigoti e monozigoti

I gemelli eterozigoti

Quando si parla di gemelli eterozigoti (o dizigoti), come indica la parola stessa, si utilizza l’espressione di “gemelli fraterni” in quanto rappresentano l’esito della fecondazione di due cellule uovo da parte di due differenti spermatozoi.

Questo significa che nonostante nascano nello stesso parto e quindi comunemente vengono chiamati gemelli, dal punto di vista dei geni sono diversi tra loro in quanto non condividono il medesimo patrimonio genetico. In questo caso la gravidanza sarà caratterizzata da due o più feti separati che avranno la propria placenta e il proprio sacco amniotico.

I gemelli fraterni (dizigoti) possono essere anche di sesso diverso.

I gemelli monozigoti

Diversamente da quanto detto per i gemelli eterozigoti quelli monozigoti (o omozigoti) sono detti anche “gemelli identici”. Questo perché la cellula uovo originaria (e il relativo patrimonio genetico) è unico e solo successivamente si è divisa in due parti portando alla formazione di embrioni identici tra loro.

Per questo i gemelli monozigoti hanno gli stessi tratti somatici e sono sempre dello stesso sesso. In questi casi le caratteristiche della gravidanza (condivisione della placenta, del sacco amniotico, eccetera) dipende dai tempi in cui l’ovocita si è separato.

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Differenze tra gemelli eterozigoti e monozigoti

Alla luce di quanto sottolineato si può dire che tra i gemelli eterozigoti c’è una similitudine, ma non un’uguaglianza. I gemelli monozigoti, invece, hanno lo stesso patrimonio genetico, ma i due bambini sono comunque diversi, tanto che è spesso possibile registrare differenze nelle impronte digitali o, ancora, nel modo in cui questi bambini rispondono alle influenze dell’ambiente.

Alcuni studi recenti mostrano come nei monozigoti le modifiche delle cellule durante lo sviluppo determinano le differenze genomiche tra i gemelli, ovvero le differenze della struttura, del contenuto e della funzione del genoma (l’insieme dei cromosomi). È stato anche rilevato come le diverse forme alternative dello stesso gene (espressione allelica) sono determinata geneticamente.

I gemelli monozigoti hanno lo stesso gruppo sanguigno e sono uguali anche per il colore degli occhi, i capelli e gli altri caratteri somatici. Questo non preclude che con il passare degli anni i due gemelli possano sviluppare importanti differenze esteriori che sono causate dall’influenza che l’alimentazione, le malattie e gli altri fattori esterni hanno sul DNA.

I monozigoti sono identici e difficilmente distinguibili, mentre quelli eterozigoti sono esteriormente come due fratelli con le somiglianze e le similitudini che si possono notare anche in bambini nati da diverse gravidanze.

Le gravidanze gemellari sono sempre da monitorare con attenzione in quanto sono maggiori i rischi a esse associati. Anche per questo è importante capire fin da subito se i gemelli sono eterozigoti o omozigoti in quanto anche la gravidanza risente di queste differenze. Avere lo stesso gruppo sanguigno o meno, condividere la placenta o il sacco amniotico e tutte le altre caratteristiche è essenziale per garantire l’esito positivo della gravidanza per i gemelli così come per la mamma.

Un discorso a parte va fatto per le malattie genetiche. Tutto dipende dal tipo di malattia: nel caso di quelle che si trasmettono tramite un gene dominante è quasi certo che l’eterozigote contragga quella malattia. Per le malattie a gene recessivo, invece, la trasmissione della malattia non è certa e se contratta potrebbe manifestarsi in forma meno grave.

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