Amenorrea, cause e conseguenze dell'assenza di mestruazioni

Cosa succede quando il ciclo mestruale non arriva per più tempo? Quando si può parlare di amenorrea e quando, questa, è una condizione di cui preoccuparsi? Scopriamo cause, sintomi e conseguenze dell'amenorrea.

Dall’inizio della pubertà e fino all’arrivo della menopausa ogni donna sperimenta regolarmente (pur nella sua irregolarità) la comparsa del ciclo mestruale. Ci sono realtà, periodi e condizioni in cui il ciclo mestruale non arriva per più tempo e in questi casi si parla di amenorrea. Propriamente l’amenorrea non è una malattia ma, in base alla causa sottostante che provoca l’assenza delle mestruazioni, può essere il segnale di un fenomeno da monitorare e in alcuni casi trattare e curare.

Nonostante la comparsa delle mestruazioni è biologicamente propedeutica a preparare l’organismo femminile a un eventuale concepimento l’attenzione verso i complessi meccanismi che lo regolamentano non sono legati solamente alla fertilità femminile e al relativo orologio biologico. Questo perché tanto le cause, quanto i sintomi della comparsa o dell’assenza delle mestruazioni può essere il segnale di un problema di salute indipendente da un’eventuale gravidanza e che va considerato e trattato come tale.

Amenorrea: cosa significa e come si definisce

L’amenorrea è quindi l’assenza delle mestruazioni, un fenomeno che può essere temporaneo o permanente in base alla causa sottostante. Non sempre l’amenorrea è una condizione critica in quanto ci sono circostanze nelle quali l’assenza del ciclo mestruale è normale.

Il ciclo mestruale, infatti, non si verifica prima della pubertà, durante la gravidanza, generalmente durante l’allattamento al seno e dopo la menopausa. Negli altri casi l’amenorrea può essere il sintomo di un disturbo grave.

Le tipologie di amenorrea

Tipologie di amenorrea
Fonte: iStock

Esistono due diverse tipologie di amenorrea che differiscono tra loro per la comparsa, i sintomi e la durata. Si parla infatti di amenorrea primaria e secondaria.

Amenorrea primaria

Si parla di amenorrea primaria quando le mestruazioni non sono mai comparse in una ragazza di 15-16 anni e nella quale lo sviluppo dei caratteri secondari è iniziato da almeno tre anni. È una condizione dovuta alle modificazioni negli organi, nelle ghiandole e negli ormoni che regolamentano le mestruazioni. Questa è la forma più rara che interessa circa lo 0,3% della popolazione generale.

Amenorrea secondaria

L’amenorrea secondaria si verifica dopo un periodo più o meno lungo di mestruazioni che cessano di verificarsi. Per parlare di amenorrea l’assenza deve essere di almeno tre mesi nelle donne con cicli mestruali regolari e di sei mesi per quelle con cicli irregolari. In questo caso l’amenorrea può essere causata da stress, gravidanza o una malattia. Anche in relazione al maggior numero di cause l’amenorrea secondaria è più diffusa di quella primaria e interessa circa il 3-4% delle donne.

Le cause dell’amenorrea

Per quel che riguarda l’amenorrea primaria le cause possono includere un problema genetico a carico delle ovaie, un disturbo ormonale dell’ipotalamo, della ghiandola pituitaria o degli organi del sistema riproduttivo. Discorso diverso per le più comuni cause di amenorrea secondaria che comprendono la gravidanza, l’allattamento, la menopausa, l’utilizzo di alcuni metodi contraccettivi come i dispositivi intrauterini o alcune pillole anticoncezionali, i trattamenti per il cancro (chemioterapia e radioterapia) o come conseguenza di un intervento chirurgico all’utero che ha causato una cicatrizzazione.

Inoltre l’amenorrea secondaria può dipendere anche da un eccesso di stress, una cattiva alimentazione, cambiamenti di peso (in difetto o in eccesso come nel caso dell’obesità), una costante e particolarmente intensa attività fisica, l’assunzione di alcuni farmaci (antipsicotici, antidepressivi, farmaci contro le allergie e quelli per la pressione sanguigna) o una malattia.

Tra queste le principali che hanno come effetto l’assenza del ciclo mestruale rientrano l’insufficienza ovarica primaria, i disturbi dell’ipotalamo, quelli dell’ipofisi, la sindrome dell’ovaio policistico, l’ipotiroidismo, i disturbi surrenali e altri problemi ormonali, così come un tumore all’ovaio o l’intervento chirurgico di rimozione dell’utero o delle ovaie.

Le conseguenze dell’amenorrea

Oltre all’evidenza assenza prolungata del ciclo mestruale possono esserci altri sintomi che accompagnano e possono far sorgere il sospetto di amenorrea. Tra questi rientrano le vampate di calore, la secchezza vaginale, il mal di testa, l’acne, l’irsutismo (la crescita eccessiva di peluria sul corpo e sul viso), cambiamenti alla vista, dolore pelvico, caduta di capelli, una compromissione del senso dell’olfatto e la perdita di latte dal capezzolo.

Essendo molto ampia e variabile sia la sintomatologia che la causa responsabile dell’amenorrea è importante comprendere quando è necessario rivolgersi a un medico. Molto dipende, ovviamente, dal momento in cui l’assenza delle mestruazioni si verifica. Nelle ragazze che entro i 13 anni di età non hanno ancora manifestato i segni della pubertà e in quelle che entro 15 anni non è ancora iniziato il ciclo mestruale può essere utile sottoporsi a un controllo medico.

Per le donne in età fertile (quelle che, quindi, non sono in menopausa) è utile il consulto con un medico nel caso in cui il ciclo mestruale non si verifichi per tre periodi consecutivi, si hanno meno di 9 cicli l’anno o la frequenza delle mestruazioni cambia improvvisamente.

Oltre all’anamnesi della paziente il medico, in relazione ai sintomi riferiti, il medico esegue un test di gravidanza o prescrive degli esami del sangue, dei test genetici o una risonanza magnetica per individuare la causa dell’amenorrea. Per perfezionare la diagnosi può essere utile che le donne, specialmente per i casi di amenorrea secondaria, tengano traccia della durata e delle caratteristiche degli ultimi cicli mestruali e dello stile di vita degli ultimi mesi.

L’assenza delle mestruazioni, soprattutto se prolungata, non va mai sottovalutata in quanto può essere, come abbiamo visto, segno di una condizione più grave. Inoltre l’amenorrea può essere la causa di altri problemi e complicazioni come la compromissione della fertilità ed essere responsabile di un ulteriore stress psicologico. Inoltre l’insufficiente presenza di estrogeni può essere responsabile di malattie cardiovascolari e osteoporosi.

Amenorrea: come uscirne?

Il trattamento e la cura dell’amenorrea dipendono, ovviamente, dalla causa responsabile, ma anche dall’età della paziente, del suo stato di salute, delle preferenze personali e della tolleranza al tipo di terapie. Il trattamento può prevedere una modifica dello stile di vita e delle abitudini assicurando all’organismo il riposo e il nutrimento necessari.

Parallelamente può rivelarsi utile acquisire tecniche di gestione dello stress e di riduzione delle tensioni, fondamentali anche in un’ottica di prevenzione dell’amenorrea. Per le cause che lo richiedono può inoltre essere necessario il ricorso a un trattamento ormonale a base di progesterone ed estroprogestinici e, in rari casi, l’intervento chirurgico per le malattie dell’ovaio, le malformazioni e i tumori.

Articolo originale pubblicato il 23 maggio 2022

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