
Le perdite di sangue in gravidanza possono avere diverse cause: non sono da sottovalutare, ma non sempre sono il segnale di qualcosa di grave.
Può verificarsi durante il ciclo mestruale oppure indicare l'inizio di una gravidanza, e in alcuni casi accompagna anche i rapporti sessuali: i segnali del dolore alle ovaie (più correttamente dolore pelvico) da tenere in considerazione.
Le ovaie sono due ghiandole di circa 4 centimetri di lunghezza che si trovano accanto all’utero, una a sinistra e una a destra. Producono ovociti (che possono essere fecondati dallo spermatozoo oppure espulsi con le mestruazioni) e ormoni, durante il ciclo mestruale e soprattutto nel corso di una gravidanza.
Il dolore pelvico si può manifestare sul lato destro, sinistro o entrambi al basso ventre. Viene definito dolore pelvico acuto se si manifesta come una fitta improvvisa e acuta, oppure dolore pelvico cronico se prolungato e di minore intensità: vediamo
quali sono le possibili cause e come comportarsi.
Non esiste una sola causa del dolore pelvico, che è sperimentato da molte donne: può verificarsi in primo luogo durante l’ovulazione, cioè intorno alla metà del ciclo mestruale (che dura in media 28 giorni), quando l’ovulo si stacca dai follicoli e, se non avviene la fecondazione, viene poi espulso con il flusso mestruale.
Se durante le mestruazioni il “dolore alle ovaie” fosse particolarmente intenso può essere il sintomo di disturbi come endometriosi oppure ovaio policistico.
Tale dolore può anche essere uno dei primi sintomi che indicano l’instaurarsi di una gravidanza, ed è dovuto generalmente all’aumento del volume dell’utero e alla maggiore irrorazione sanguigna utero-ovarica.
Se al dolore si accompagnano anche perdite vaginali di muco oppure di sangue è bene effettuare dei controlli per escludere eventuali problemi, poiché potrebbe indicare la presenza di cisti, fibromi, polipi endometriali o di una gravidanza extrauterina.
Le perdite di sangue in gravidanza possono avere diverse cause: non sono da sottovalutare, ma non sempre sono il segnale di qualcosa di grave.
In alcuni casi il dolore pelvico può invece essere sintomo della presenza di malattia infiammatoria pelvica, che va diagnosticata e curata tempestivamente.
La sensazione di fastidio o dolore che si avverte prima dell’arrivo delle mestruazioni a livello ovarico è fisiologica, ed è dovuta allo “scoppio” del follicolo da cui deriva il rilascio dell’ovocita maturo che viene captato dalle tube di Falloppio.
Si osserva in genere intorno alla metà del ciclo mestruale, cioè al 14° giorno di un ciclo regolare di 28 giorni, quando si verifica l’ovulazione e l’ovocita rilasciato dai follicoli si sposta attraverso le tube di Falloppio.
Anche il flusso mestruale può presentarsi con dolore più o meno intenso, dovuto alla contrazione dell’utero e alla formazione del corpo luteo, una ghiandola che si forma dopo lo scoppio del follicolo e che produce progesterone ed estrogeni in preparazione ad una eventuale gravidanza.
Se non si verifica la fecondazione il corpo luteo va incontro ad un riassorbimento; quando invece di riassorbirsi aumenta di volume sino a generare una cisti (cisti luteinica) può provocare dolore o fastidio: fino a una certa soglia (che varia da donna
a donna) tale dolore è fisiologico finché il corpo luteo non si riassorbe e non dovrebbe destare preoccupazione.
Se non si verifica la fecondazione il corpo luteo viene espulso e può provocare dolore o fastidio: fino a una certa soglia (che varia da donna a donna) tale dolore è fisiologico e non dovrebbe destare preoccupazione.
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Se al contrario il dolore risultasse particolarmente intenso o se il flusso mestruale fosse particolarmente abbondante è utile rivolgersi a un ginecologo, che potrà prescrivere alla donna gli esami da fare per indagarne la causa: una visita ginecologica e un’ecografia pelvica (meglio se transvaginale) possono aiutare a riconoscere eventuali anomalie, come la presenza di corpo luteo emorragico, che quasi sempre, salvo rare eccezioni, si risolve da solo.
A volte il dolore alle ovaie può verificarsi anche nei giorni immediatamente successivi alle mestruazioni, e anche in questo caso può trattarsi di una condizione del tutto normale dovuta alla maturazione di nuovi follicoli.
Potrebbe trattarsi anche di un’ovulazione anticipata, dal momento che anche un ciclo “perfettamente” regolare è soggetto a tali possibilità. Nel caso il dolore fosse intenso o non accennasse a diminuire è bene effettuare una visita ginecologica.
Se il dolore pelvico si avverte in modo molto intenso durante la gravidanza può trattarsi, come anticipato, di una gravidanza extrauterina: spesso in questo caso la donna non sa ancora di essere incinta, ma l’embrione si è impiantato in una sede anomala, spesso in una delle tube, e non nella sede corretta (la cavità uterina).
Questa anomalia può provocare dolore intenso: nel caso in cui si sospetti una gravidanza bisogna segnalare tempestivamente al proprio medico la presenza del dolore pelvico.
Anche un aborto spontaneo può presentarsi con un forte dolore alle ovaie: si presenta con crampi simili a quelli mestruali, che aumentano di intensità e si accompagnano a perdite di sangue. Anche in questo caso bisogna andare tempestivamente in ospedale per i necessari controlli del caso.
Alcune donne provano dolore alle ovaie durante o subito dopo il rapporto sessuale: escludendo la presenza di una possibile ovulazione in corso o di patologie vulvo-vaginali, potrebbe trattarsi di sintomi dell’endometriosi, una patologia dovuta alla presenza di tessuto endometriale, il tessuto che normalmente riveste la cavità uterina, in sede extrauterina, come ad esempio a livello delle ovaie, delle tube e dell’intestino.
Quando il dolore pelvico si accompagna a gonfiore addominale è possibile (ma non sempre è così) che si tratti di uno dei primi sintomi di gravidanza: il corpo luteo ha iniziato a produrre ormoni e l’ovulo è stato fecondato, provocando gonfiore e altri disturbi tipici dei primi periodi della gestazione.
Anche l’impianto dell’embrione nell’utero può associarsi a dolore pelvico, anche se più raramente. Si tratta in molti casi di sintomi che si possono facilmente scambiare per quelli della sindrome premestruale, per questo un’eventuale gravidanza dovrà essere individuata tramite un test sulle urine e confermata poi dalla misurazione delle Beta hCG nel sangue.
Data la varietà di condizioni associate al dolore sarà il ginecologo a valutare, caso per caso, il suo significato.
Articolo originale pubblicato il 19 giugno 2019
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