Perdite da impianto: cosa sono, come riconoscerle e quando preoccuparsi

Dopo il concepimento e l'impianto dell'embrione possono verificarsi delle perdite di sangue, un fenomeno solitamente normale che è bene conoscere per distinguerlo da eventuali problemi da monitorare.

È la fecondazione (l’unione dell’ovulo femminile rilasciato dalle ovaie con uno spermatozoo maschile) a dare inizio alla gravidanza. Circa 6 giorni dopo l’embrione che si è formato si impianta nell’utero, prendendo nutrimento dall’endometrio nel quale si è annidato e darà origine all’abbozzo della placenta. Questo processo di annidamento dell’embrione può provocare le cosiddette perdite da impianto, ovvero delle perdite di sangue che potrebbero indicare che l’embrione è penetrato nello spessore endometriale e che la gravidanza è iniziata correttamente.

Parliamo di un fenomeno il più delle volte nemmeno percepito e solo in alcuni casi desta preoccupazione come, comprensibilmente, qualsiasi perdita di sangue. Per approfondire l’argomento, specialmente capendo di cosa si tratta, come riconoscere e come gestire le perdite da impianto (distinguendole da fenomeni di altra natura) abbiamo intervistato il Dottor Andrea CiardulliMedico Chirurgo Ostetrico Ginecologico ed esperto in attività clinica per problemi di infertilità di coppia a Roma e Caserta. Con il suo contributo abbiamo potuto comprendere e precisare diversi elementi.

Cosa sono le perdite da impianto?

Innanzitutto, dottor Ciardulli, cosa sono propriamente le perdite da impianto?

Le perdite da impianto sono una condizione che viene definita come parafisiologica nel momento in cui si osservano delle piccole perdite ematiche qualche giorno dopo l’ovulazione. Questo fenomeno sta a indicare che verosimilmente si è formato il prodotto del concepimento, l’embrione, ed è avvenuto l’annidamento all’interno dell’endometrio (la mucosa che riveste l’utero e che determina il primo contatto materno-fetale).

Quando si verificano le perdite da impianto?

perdite da impianto

Cosa causa queste perdite?

È bene innanzitutto ricordare che non è detto che le perdite da impianto si verifichino necessariamente, infatti non sempre sono conseguenti all’annidamento dell’embrione e l’eventuale loro assenza non significa che l’impianto non sia avvenuto.

Tali perdite si verificano perché l’attecchimento dell’embrione a livello dell’endometrio può provocare la fuoriuscita di sangue. È un fenomeno che, anche in relazione all’abbondanza della perdita, può essere scambiato per qualcosa di più o meno preoccupante, tanto che a volte, proprio perché più abbondanti, possono essere simili a una mestruazione.

Perdite da impianto: come si presentano

Come si possono riconoscere? Ci sono delle caratteristiche e dei sintomi che le accompagnano?

Quello delle perdite da impianto è un fenomeno che può andare dallo spotting, quindi delle piccole perdite di sangue, a perdite più cospicue che possono verosimilmente avere una colorazione differente, a volte anche rosso vivo.

Le perdite da impianto non sono particolarmente preoccupanti ma è anche vero che spesso è difficile fare una diagnosi in quanto l’embrione in questa fase è troppo piccolo per essere visualizzato in un’eventuale ecografia e, salvo nei casi di procreazione medicalmente assistita nei quali a seguito di un transfer embrionario ci aspettiamo un fenomeno di questo tipo, non è possibile approfondire questo tipo di evento.

Quanto durano le perdite da impianto?

Cosa possiamo dire, invece, sulla durata delle perdite da impianto?

La durata può essere molto variabile in quanto può esserci un singolo episodio o pochi episodi a condizioni più articolate per le quali, come le cosiddette gravidanze biochimiche, si ha l’attecchimento con il rialzo delle beta hCG e immediatamente dopo un’abbondante mestruazione.

Perdite da impianto: il colore

Una differenza tra le perdite da impianto e le normali mestruazioni è data anche dal possibile differente colore di queste perdite. Esse possono essere rosa, rosse o marroni. Dottor Ciardulli, parlando dei sintomi che accompagnano le perdite da impianto ha fatto riferimento ai diversi colori che queste possono assumere. Può spiegarci le differenze?

Sicuramente il colore del sangue ci indica da quanto tempo si trova lì perché bisogna sempre ricordare che la vagina è una cavità virtuale, quindi può capitare che le perdite di sangue possano non fuoriuscire e non farlo immediatamente e quindi raccogliersi all’interno della vagina, coagularsi ed essere digerito dagli enzimi presenti nella mucosa vaginale ed è questo che determina una differenza nella colorazione del sangue.

Scopriamo cosa indica la differente colorazione e cosa significa.

Perdite da impianto rosse

Il colore rosso vivo indica una perdita fresca e questa è la perdita più facilmente confondibile con il flusso mestruale, sebbene le perdite sono generalmente molto più lievi e meno durature.

Perdite da impianto rosa

Le perdite da impianto con un colore più chiaro, tendente al rosa, sono quelle provocate dalla rottura dei capillari dell’endometrio e sono innocue perché di minima quantità.

Perdite da impianto marroni

Cosa dire, invece, delle perdite marroni? Perché questo tipo di colore?

Quando è tendente al marroncino non necessariamente è sangue, ma molto spesso si confondono con perdite dovute a un eccesso di secrezione mucosa da parte della mucosa vaginale soprattutto nelle donne che fanno uso di progesterone (orale, sottocutanea o in forma di ovuli vaginali) e che possono essere scambiate per delle perdite di origine sanguigna.

Perdite da impianto o spotting premestruale: come distinguerle

Oltre alla differente colorazione come è possibile distinguere le perdite da impianto dallo spotting premestruale anche per altre caratteristiche.

  • Innanzitutto per il periodo nel quale avvengono le perdite. Lo spotting premestruale, infatti, arriva a ridosso delle mestruazioni, mentre le perdite da impianto in qualsiasi momento a seguito di un rapporto non protetto.
  • Anche la quantità della perdita è un indicatore, in quanto le perdite da impianto sono generalmente molto lievi, mentre quelle da spotting premestruale più abbondanti.
  • Stesso discorso per la durata: le perdite da impianto non durano più di un paio di giorni (e possono durare anche poche ore), mentre le perdite premestruali durano più a lungo.

In presenza di queste perdite è possibile (e consigliato) eseguire subito un test di gravidanza o bisogna aspettare qualche giorno?

È sempre preferibile aspettare qualche giorno in quanto più tempo si aspetta maggiore è il tempo che le beta hCG hanno  a disposizione per aumentare ed essere quindi non solo rilevate dal test, ma anche permetterci di capire l’evoluzione della gravidanza.

Il consiglio è quindi quello di aspettare qualche giorno non solo per capire se c’è una gravidanza o meno, ma anche lo stadio di evoluzione; per questo motivo l’indicazione è quella di dosare le beta hCG dopo 48 ore dal precedente prelievo. Se la donna è alla ricerca di una gravidanza non è utile anticipare il test di gravidanza, ma aspettare per valutare il tempo di raddoppiamento delle beta hCG e avere informazioni importanti sull’evolutività della gravidanza.

Le perdite abbondanti, qualunque sia la condizione, il colore e la durata, sono sempre da monitorare, specialmente se accompagnate da altri sintomi dolorosi o fastidiosi.

Quello delle perdite ematiche è un fenomeno che può dipendere da tanti fattori. Noi parliamo di perdite di sangue in relazione alla gravidanza, ma queste perdite possono dipendere anche da fattori che esulano dalla gestazione. È il caso, solo per fare degli esempi, della rottura dei capillari della mucosa vaginale e cervicale (anche a seguito di un rapporto sessuale) a quello dei polipi endometriali o cervicali che presentano un segno simile alle perdite da impianto, ma non sono fenomeni legati alla gravidanza.

In caso di dubbi, dolori o fastidi anomali rivolgersi al medico specialista è sempre la prima cosa da fare per monitorare il fenomeno e individuare eventuali cause da trattare.

Articolo originale pubblicato il 21 febbraio 2022

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