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30ª settimana di gravidanza

La donna può soffrire di mal di schiena, conseguenza dei cambiamenti posturali con cui cerca di bilanciare l'aumento di peso e una diminuita capacità muscolare. Le cose da sapere sulla trentesima settimana di gravidanza.

Mancano 10 settimane alla data presunta del parto, ed è iniziato l’ottavo mese di gravidanza. Vediamo cosa succede durante la trentesima settimana di gestazione nel corpo della donna e al feto, e quali sono le informazioni utili.

Trentesima settimana di gravidanza: la mamma

Le contrazioni di Braxton Hicks possono essere più frequenti, ma non indicano l’arrivo del travaglio: l’utero si sta preparando al parto e si indurisce (per pochi secondi) causando tali movimenti che possono essere dolorosi: sono false contrazioni che partono dalla parte anteriore dell’addome e si percepiscono più chiaramente quando la donna è in attività.

Alcune donne non le percepiscono affatto, altre le avvertono durante la seconda o la terza gravidanza. Il bambino avverte a sua volta tali contrazioni, ma non gli fanno male: se si verificano sporadicamente sono normali, mentre se la loro frequenza aumenta è bene avvertire il proprio medico e fare un controllo.

Il peso della pancia inizia ad avere ripercussioni evidenti sul resto del corpo, a partire dalla schiena e dalle gambe. In questo periodo la postura assunta è ancora più importante per mantenere il benessere fisico: una corretta postura aiuta la futura mamma ad alleviare e in alcuni casi a prevenire il mal di schiena tipico della gravidanza. Il dolore è provocato in genere dai cambiamenti posturali della futura mamma, che cerca di bilanciare l’aumento del peso corporeo con una diminuita capacità muscolare.

Trentesima settimana di gravidanza: il bambino

Il feto sta prendendo confidenza con il senso della vista, e oltre a conoscere l’ambiente che lo circonda riesce a distinguere la luce e il buio. Anche il tatto si sta sviluppando, e usa le mani per esplorare l’ambiente intorno a lui, oltre a toccarsi il viso e il corpo. Può anche succhiare il pollice, e così facendo si prepara alla suzione del latte materno.

Nel corso della trentesima settimana di gravidanza la donna solitamente riconosce i cicli di veglia e di sonno del feto, che non sempre coincidono con quelli della mamma, anzi.

Nel caso di gravidanza gemellare la crescita dei fratellini inizia a cambiare rispetto a quella delle gravidanze singole: se fino ad ora i gemelli si sono sviluppati come i bambini singoli il loro peso, da questo momento, sarà più basso, dal momento che dovranno dividere spazio e risorse. Diventa ancora più importante dunque in questa fase mantenere una corretta alimentazione e integrare l’apporto di vitamine e minerali, secondo le eventuali indicazioni del medico. Da ricordare che anche nel caso di una gravidanza gemellare il peso va tenuto sotto controllo per evitare il rischio dell’insorgere di complicazioni e patologie.

Sempre nel caso di gemelli intorno alla trentesima settimana aumenta la possibilità di parto prematuro ed è necessario che la mamma rimanga il più possibile a riposo.

Trentesima settimana di gravidanza: gli esami da fare

Tra la 30esima e la 32esima settimana di gravidanza viene effettuata la terza e ultima ecografia di routine, che serve per controllare la crescita fetale e individuare alcune anomalie della placenta e del liquido amniotico, oltre a possibili patologie degli organi interni del feto.

Durante la terza ecografia viene anche osservata la posizione del nascituro, che può essere cefalica (cioè a testa in giù) oppure podalica.

Trentesima settimana di gravidanza: le cose da sapere

Gli “aggiustamenti posturali” possono essere un valido aiuto per alleviare il mal di schiena: esistono alcuni esercizi mirati per allenare il proprio corpo sia a sostenere il peso della pancia che a prepararsi al parto. Prima di praticare attività fisica è però sempre consigliabile chiedere il parere del proprio medico e non fare sforzi eccessivi.

In questa fase della gestazione può essere utile iniziare a pensare alla donazione o alla conservazione del sangue del cordone ombelicale, ricco di cellule staminali importanti nella cura di alcune patologie.

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