Diabete in gravidanza, dieta e prevenzione - GravidanzaOnLine

Diabete in gravidanza? No grazie. I consigli per non rischiare

Si tratta di una patologia spesso silente ma non priva di rischi: i consigli del biologo nutrizionista per prevenire il diabete durante la gravidanza.

Il 14 novembre si tiene la Giornata mondiale del diabete: una patologia che ha esiti diversi a seconda della tipologia e della gravità con cui si manifesta. Una condizione a cui le donne in gravidanza sono maggiormente esposte: si stima che circa l’8% di gestanti sviluppi un tipo particolare di diabete, il diabete mellito gestazionale.

Tra i rischi per una donna con il diabete gestazionale si trova anche la maggiore probabilità di sviluppare una forma vera e propria di diabete in età avanzata. Abbiamo chiesto all’esperto, il biologo nutrizionista dottor Paolo De Vita, di aiutarci a fare chiarezza sui consigli per la salute della donna e del nascituro.

Diabete in gravidanza: perché il peso è importante?

Per tracciare un quadro del diabete in gravidanza è necessario fare una premessa riguardo l’aumento di peso consigliato durante i nove mesi: se una donna è normopeso è più difficile che sviluppi il diabete durante la gestazione, a meno che non ci si trovi in presenza di altre condizioni particolari o non ci siano “eccessi” alimentari.

Normalmente, innanzitutto, durante la gravidanza si indica come corretto un aumento di peso da 7 a 11 kg nel caso di donne normopeso, mentre se si è in presenza di sovrappeso non bisognerebbe aumentare oltre i 9 kg al termine della gestazione.

Come prevenire il diabete in gravidanza

diabete in gravidanza

In gravidanza il diabete può venire anche nel caso ci sia una predisposizione per abitudini scorrette o per familiarità. Per evitare derive rischiose con l’insorgere del diabete bisogna fare attenzione in primo luogo all’alimentazione in gravidanza, poi anche all’attività fisica.

Le indicazioni cambiano, ovviamente, a seconda dei fattori di rischio, se, ad esempio, la donna si trova in una condizione di peso (e di salute) ottimale oppure se è in sovrappeso o presenta obesità.

I consigli se la futura mamma è normopeso

Se una donna è normopeso è difficile, come anticipato, che sviluppi il diabete gestazionale. Anche in questo caso è importante fare attenzione alle proprie abitudini: appurato che in gravidanza non è vero che bisogna mangiare per due, ma l’aumento di fabbisogno è di circa 300 kcal, bisogna anche prestare attenzione al tipo di alimentazione che si predilige.

I pasti principali vanno composti con tutti i macronutrienti: a partire dai carboidrati, a cui si fa tanta guerra ma non devono mancare (nelle giuste quantità), come pure i secondi, in primis la verdura che rallenta l’assorbimento degli zuccheri e lo rende costante senza provocare dei “picchi” potenzialmente dannosi poiché stimolano la produzione di insulina e possono aumentare il rischio di sviluppare diabete.

La peggiore abitudine è la sedentarietà: in gravidanza non è necessario diventare atleti, ovviamente, ma bisogna muoversi il più possibile, salvo diverse indicazioni del proprio medico. In linea generale si sconsiglia di fare sport nei primi 3 mesi di gravidanza, ma, una volta superato il periodo critico, l’attività fisica fa bene anche con il pancione. Ci si può iscrivere in palestra dove si trovano corsi ad hoc per donne incinte, o anche mantenere l’abitudine di una bella camminata, eccetera.

Muoversi fa bene anche perché la dieta da sola risulta meno efficace, ma se abbinata all’attività fisica può aiutare a bruciare gli zuccheri nel sangue e ad allontanare il rischio di diabete gestazionale.

Da evitare invece i prodotti dolci di origine industriale, le classiche “merendine” che spesso colmano una improvvisa “voglia”. Meglio, se la voglia di dolce è proprio irresistibile, puntare su qualcosa di fatto in casa, dove conosciamo gli ingredienti, sempre limitando l’aggiunta di zucchero. Ricordiamo che tutto ciò che compriamo, anche gli alimenti salati, contengono zucchero.

A questo proposito è bene controllare sempre le etichette dei prodotti, e diffidare di quelli definiti “senza zuccheri”: gli zuccheri ci sono anche lì, vengono chiamati con un nome diverso e meno riconoscibile. Le peggiori nemiche per una donna in gravidanza (ma non solo) sono le bevande zuccherate.

Da preferire invece alimenti ricchi di fibre, come legumi e cereali: grano, farro e orzo avendo più fibre hanno meno zuccheri semplici in percentuale, sono molto nutrienti ma danno picchi glicemici più bassi.

Se la futura mamma è in sovrappeso

diabete in gravidanza sovrappeso

Nel caso di chi affronta una gravidanza in una condizione di sovrappeso o obesità bisogna assolutamente controllare il peso: in questo caso l’aumento massimo è di 9 kg per tutta la gravidanza. Considerando che il bimbo peserà circa 3,5 kg, 2 kg sono per il liquido amniotico e la placenta rimane poco margine.

Il peso va decisamente controllato, e può essere ancora più difficile perché se ci si trova in sovrappeso possono già essere presenti abitudini sbagliate e quindi più difficili da correggere: è tuttavia necessario farlo perché la deriva verso il diabete gestazionale può essere maggiore.

I consigli alimentari delle donne normopeso valgono anche per chi è sovrappeso, ma sono più stringenti: anche in questo caso i carboidrati non sono il male assoluto, ma uno degli stratagemmi che consigliamo in gravidanza alle donne obese è di iniziare i pasti con la verdura, cruda o cotta.

La verdura determina un ingombro nello stomaco e non solo porta a mangiare meno, ma, richiamando acqua, crea una sorta di “gel” che dovrebbe inglobare le sostanze nutrienti: in teoria parte dei nutrienti viene inglobata e assorbita meno, spalmando così il picco glicemico nel sangue.

Per chi è in sovrappeso i dolci sono da evitare del tutto: se non si è diabetici non bisogna essere trattati come tali, ma spesso ci si può trovare in una fase prediabetica, che dura anche diversi anni, e – come nel caso di presenza di diabete in famiglia – bisogna stare più attenti.

Sono fondamentali poi, durante la gravidanza, gli esami diagnostici di approfondimento, come la curva da carico di glucosio (o curva glicemica). In presenza di fattori di rischio è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista anziché intraprendere regimi alimentari fai da te, poiché in alcuni casi il problema è silente e nascosto ma c’è e va affrontato in modo serio e tempestivamente.

Ti è stato utile?
Rating: 5.0/5. Su un totale di 2 voti.
Attendere prego...

Categorie

  • Alimentazione
  • Benessere
  • Patologie in gravidanza