Insulina alta o bassa in gravidanza e diabete - GravidanzaOnLine

Insulina in gravidanza: i valori e i rischi legati al diabete gestazionale

L'insulina è un ormone di grande importanza che, se non prodotto in quantità sufficiente o non assunto correttamente, può provocare seri problemi, sia per la mamma che per il feto.

Si dice che quanto accade durante la gravidanza dipenda “tutto dagli ormoni”. Ma gli ormoni non incidono meramente sull’umore, ma hanno compiti importantissimi per la vita sia della mamma che del feto. Il caso del livello di insulina in gravidanza è uno dei più eloquenti, che merita di essere affrontato con chiarezza per comprenderne l’importanza e i rischi a esso collegati.

Cos’è l’insulina?

Per capire qual è la questione intorno ai livelli di insulina in gravidanza è utile andare alla radice e capire cos’è l’insulina. La definizione è che l’insulina è un ormone prodotto dal pancreasche consente al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica”.

In caso di alterazioni di questo processo “il glucosio si accumula nel circolo sanguigno”. L’insulina, quindi, ha il compito di regolare i livelli di glicemia e di contribuire a mantenere un metabolismo corretto.

Insulina in gravidanza

Con l’avvento della gravidanza molto del corpo materno cambia per accogliere, nutrire, proteggere e far crescere il feto che è stato concepito. Uno dei primi effetti del concepimento è la maggiore sensibilità dell’organismo materno all’azione dell’insulina.

È fondamentale monitorare i livelli di insulina in gravidanza in quanto sia un’alta che una bassa concentrazione, possono indicare la presenza di un problema, per la madre come per il bambino.

L’analisi dei livelli di insulina in gravidanza avviene tramite semplice prelievo di sangue, con l’accortezza di evitare di assumere questo ormone nelle 8 ore precedenti il prelievo, per evitare di alterare il test. Indicativamente vengono considerati normali questi livelli di insulina:

  • minori di 19 mu/L a digiuno;
  • 50-130 mu/L (1 ora dopo l’assunzione di 75 g. di glucosio);
  • minori di 100 mu/L (2 ore dopo l’assunzione di 75 g. di glucosio).

I valori standard vanno contestualizzati al tipo di test utilizzato. Infatti possono variare e per leggerli correttamente vanno contestualizzati con i valori di riferimento utilizzati dal laboratorio di analisi.

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Insulina alta in gravidanza

Livelli di insulina alta in gravidanza possono essere indicativi di:

  • obesità;
  • insulinoma;
  • acromegalia;
  • sindrome di Cushing;
  • distrofia mioclonica;
  • ipertiroidismo;
  • intolleranza al galattosio e al fruttosio.

Anche l’inizio della gravidanza stessa provoca un aumento dell’insulinemia (la quantità di insulina presente nel sangue).

Insulina bassa in gravidanza

Nel caso in cui l’insulinemia sia bassa, invece, le cause più comuni sono:

  • diabete di tipo 1;
  • diabete di tipo 2 in fase avanzata;
  • malnutrizione.

Insulina e diabete gestazionale

insulina in gravidanza

Abbiamo visto come i livelli bassi di insulina in gravidanza siano spesso associati al diabete, la malattia che determina un aumento dei livelli di glucosio (zucchero) nel sangue. Il diabete gestazionale è quella particolare forma di diabete che viene diagnosticato nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. Nel caso in cui una donna affetta da diabete rimanga incinta, si parla di diabete pre-gestazionale.

Il diabete si forma nel caso in cui le cellule non rispondano efficacemente all’insulina. Solitamente si risolve poco dopo il parto, ma se non identificato e trattato correttamente può essere associato può portare a:

  • malformazioni congenite;
  • trauma ostetrico;
  • morbilità del neonato;
  • ipoglicemia neonatale;
  • obesità e diabete nel bambino.

In alcuni casi, il diabete gestazionale può anche portare alla morte perinatale.

La diagnosi del diabete mellito gestazionale (GDM) avviene tramite l’analisi della glicemia e attraverso l’anamnesi familiare della donna, per individuare l’eventuale presenza di un parente di primo grado affetto da diabete di tipo 2. Inoltre la diagnosi si fonda sul monitoraggio di alcuni dei principali fattori di rischio, come un’età superiore ai 35 anni, un Indice di Massa Corporea più alto di 25, un’etnia ad alto rischio (principalmente Asia Minore e Medio Oriente) o la presenza di un diabete gestazione o di una macrosomia fetale in una precedente gravidanza.

Per la terapia è fondamentale che il controllo dei livelli di glucosio nel sangue sia costante. Sia durante la gravidanza che dopo, fino a un periodo di tempo di circa tredici settimane dopo il parto. Per controllare il diabete gestazionale è importantissimo seguire una dieta a base di alimenti a basso contenuto glicemico, con un numero di pasti regolari e con particolare attenzione a non assumere bevande e cibi ricchi di zucchero.

Inoltre insieme alla dieta è utile praticare una moderata ma regolare attività fisica. Solo “se dieta e attività fisica non sono sufficienti per controllare il diabete gestazionale, è necessario assumere insulina”. Ovviamente tali terapie devono essere sempre indicate dal medico. Egli ha il compito di valutare il tipo di farmaco e il dosaggio, calibrandolo durante il corso della gravidanza.

Articolo originale pubblicato il 19 giugno 2020

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