Perdita del tappo mucoso, le indicazioni del ginecologo su cosa fare quando accade

La perdita del tappo mucoso è assolutamente normale in ogni gravidanza, ma può verificarsi in diverse condizioni. Ne abbiamo parlato con il ginecologo per rispondere a tutti i dubbi delle future mamme.

Al pari della placenta (seppur con funzioni e importanza completamente diversa) anche il tappo mucoso è un elemento la cui utilità nasce e si esaurisce con l’inizio e la fine della gravidanza. Da parte sua anche questo piccolo pezzo di muco ha un ruolo fondamentale per l’esito positivo della gravidanza, tanto che la perdita del tappo mucoso avviene solamente a ridosso (ma non necessariamente immediatamente prima) dell’inizio del travaglio e del parto.

È interessante e utile conoscere meglio sia le caratteristiche del tappo mucoso, sia le condizioni che portano alla sua perdita per rassicurare tutte le donne in gravidanza, spesso allarmate da qualsiasi cambiamento che avviene nell’organismo durante i mesi di gestazione.

Per avere una panoramica completa sull’argomento abbiamo intervistato il Dottor Luca Zurzolospecialista in ginecologia e ostetricia, che ha risposto alle nostre domande e curiosità sulla perdita del tappo mucoso.

Cos’è e come dovrebbe essere il tappo mucoso?

Dottor Zurzolo cos’è il tappo mucoso e come lo si riconosce?

È una sostanza gelatinosa che si trova davanti al collo dell’utero. Ha la funzione di proteggere la borsa amniocoriale e il feto dall’ambiente esterno. È quindi una sorta di sigillante che impedisce agli agenti esterni di penetrare all’interno dell’utero e portare infezioni.

Il tappo mucoso è solitamente inodore e può avere una consistenza variabile che va da una consistenza più spessa a una più liquida e filamentosa. Anche il suo aspetto non è uguale per tutte le donne, tanto che può essere accompagnato da perdite vaginali di colore chiaro e, in alcuni, anche dalla presenza di striature di sangue. Questo, se lievi, non rappresentano un motivo di allarme ma sono il risultato del fisiologico cambiamento della cervice uterina.

Il tappo mucoso in gravidanza

Questa sostanza mucosa si forma nelle prime fasi di gestazione, indicativamente entro la settima settimana di gravidanza e per tutta la gestazione protegge il feto da quegli agenti esterni che possono costituire un pericolo. Cosa cambia nell’ultimo periodo di gravidanza che porta alla famosa perdita del tappo mucoso?

Quando l’utero inizia a prepararsi al travaglio, il collo dell’utero, la cervice, comincia a raccorciarsi e poi a dilatarsi per permettere il passaggio del feto. Questo cambiamento fa perdere il sostegno al tappo mucoso che quindi si distacca dando origine alla perdita gelatinosa che può essere immediata o prolungato nel tempo.

È proprio questa attività di assottigliamento e dilatazione, del tutto normale e necessaria per prepararsi al passaggio del bambino, che può provocare la rottura di alcuni capillari e comportare la comparsa delle striature di sangue. Non è scontato che ci siano, ma qualora insieme al tappo si notassero delle lievi macchie di questo tipo non è necessario preoccuparsi.

La perdita del tappo mucoso

Tutti i segnali che si verificano nelle ultime settimane di gravidanza rappresentano per le donne un motivo di attenzione, valutazione e, in alcuni casi, preoccupazione. Vale lo stesso anche per il tappo mucoso? La sua caduta è un segnale d’allarme di cui preoccuparsi perché espone il feto al rischio di infezioni?

È un fenomeno del tutto naturale che non merita alcun tipo di accorgimento da parte della donna. Di solito quando si verifica la perdita del tappo mucoso le donne informano il proprio ginecologo che le rassicura che l’evento è normale e non bisogna fare assolutamente nulla di particolare.

È la rottura delle acque e non la perdita del tappo mucoso che indica che c’è la necessità di recarsi in ospedale per procedere con le ultime fasi del parto. È importante anche distinguere la caduta del tappo mucoso vera e propria dalle normali normali perdite vaginali tipiche della gravidanza. Le perdite di questo periodo sono solitamente di colore bianco o giallo chiaro e con una consistenza più liquida; il tappo mucoso risulta essere più denso, filamentoso e gelatinoso e facilmente distinguibile nei casi in cui si fosse distaccato in maniera più consistente.

Quando si verifica la perdita del tappo mucoso?

Dottor Zurzolo, ci ha anticipato che la perdita del tappo mucoso può avvenire in un’unica volta tutta insieme o piano piano nei giorni e nelle settimane precedenti il travaglio e il parto; quali differenze ci sono?

Si può perdere completamente tutto insieme e in questi casi ci si accorge in maniera evidente di questo fenomeno. Altrimenti possono volerci giorni per distaccarsi del tutto e la perdita del tappo si percepisce tramite delle goccioline, come delle piccole perdite normali. In questi casi può capitare anche che le donne non si accorgano della perdita del tappo mucoso, essendo minima la parte che si distacca.

Questa differenza nella perdita del tappo mucoso si riflette anche nel modo in cui le donne percepiscono l’evento. Ci sono alcune, infatti, che neanche se ne accorgono, essendo questo disciolto in maniera lieve nelle tipiche perdite vaginali di questo periodo, oppure risultare visibile sulla biancheria intima o sulla carta igienica. La vista del tappo mucoso o di una sua parte piuttosto grande suscita spesso allarme e apprensione, ma risulta essere una fase del tutto normale, anche se non uguale per tutte le donne.

La perdita, infatti, può avvenire diversi giorni prima dell’inizio del travaglio e del parto (solitamente mai prima della trentasettesima settimana di gravidanza, altrimenti è doveroso rivolgersi al proprio ginecologo per verificare che non ci siano segni di travaglio precoce o complicazioni), ma anche durante le contrazioni del travaglio. Questo fenomeno può verificarsi anche durante la visita ginecologica e, ancora, in concomitanza con un rapporto sessuale (e in questo caso è più probabile che si verifichino anche le lievi perdite di sangue).

Va inoltre precisato come, dopo la perdita del tappo mucoso, possa comunque capitare di assistere ad altre perdite di una sostanza gelatinosa simile a quella del tappo mucoso. Questo è del tutto normale in quanto l’organismo femminile in gravidanza produce continuamente muco e nel tempo che trascorre prima del parto questo può riformarsi e ricadere sempre a causa dei movimenti del collo dell’utero.

Perdita del tappo mucoso: cosa fare?

Abbiamo visto che la perdita del tappo mucoso è del tutto normale e, anzi, indica che la gravidanza sta procedendo e volgendo verso il suo termine. Tra i falsi miti sul parto naturale c’è anche quello di pensare che questo sia uno dei segnali d’inizio del travaglio; è così?

Assolutamente no, in quanto possono passare ore, ma anche diversi giorni, prima che il travaglio inizi. Quindi la perdita del tappo mucoso non significa che bisogna andare in ospedale.

Come abbiamo avuto modo di vedere non c’è una tempistica precisa che separi la perdita del tappo mucoso e l’inizio del travaglio. Quando ci si rende conto della perdita del tappo, quindi, non bisogna fare altro che mantenere la calma e proseguire con le normali attività quotidiane in attesa dell’inizio del travaglio vero e proprio. La perdita del tappo, infatti, non ha alcun tipo di effetto collaterale e non ci sono ripercussioni sulla gravidanza o sulla donna.

Discorso diverso, invece, se con la perdita del tappo mucoso si registra un aumento delle perdite, se queste sono maleodoranti e di colore giallastro; questi sono sintomi di una probabile infezione che è sempre fondamentale monitorare con grande attenzione e tempestività.

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