Complicanze in gravidanza e l'importanza della prevenzione dei fattori di rischio

Ogni gravidanza è esposta a una serie di rischi che, se non trattati, possono evolvere in problemi di salute per la donna e il bambino. Conosciamoli meglio scoprendo quali sono i fattori che ne aumentano le probabilità e come prevenirne lo sviluppo.

Intorno all’evento della gravidanza negli ultimi anni è aumentata considerevolmente l’attenzione per quello che nei decenni e secoli scorsi era considerato o un evento naturale per il quale non poter fare nulla o un evento medicalizzato da trattare a furia di protocolli.

L’attenzione intorno alla gravidanza nasce dalla consapevolezza che sono tanti, tantissimi, i fattori – biologici tanto quanto psicologici e sociali – che possono incidere sul suo inizio, sul suo decorso e sul suo termine. Per questo si parla spesso delle complicanze della gravidanza, ovvero quei problemi di salute che possono coinvolgere la madre, il feto o la gravidanza stessa e che possono manifestarsi sia durante le settimane di gravidanza che durante il travaglio e il parto.

Potremmo dire che ogni fase della gravidanza ha le sue complicanze, intendendo con questo che ci sono inevitabilmente dei rischi legati a questa particolare condizione. I rischi ci sono ed è doveroso conoscerli, ma è altrettanto vero che non bisogna considerare la gravidanza come un evento pericoloso per la donna o per il bambino. Gli esiti tragici sono, specialmente nel nostro Paese, nettamente crollati rispetto al passato e il più delle volte le complicanze sono legate a condizioni pregresse della donna, condizioni del feto o a eventi improvvisi.

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Ci sono anche situazioni legate all’evoluzione della gravidanza stessa che possono portare all’insorgere di problemi di salute per la madre e il bambino, ma con il miglioramento (e la diffusione) delle diagnosi precoci e dell’assistenza prenatale la maggior parte di questi eventi viene monitorato e gestito tranquillamente. Iniziare una gravidanza, quindi, non è un evento che espone le donne a rischi per la loro sopravvivenza o per la loro salute.

Conoscere le principali complicanze che possono manifestarsi nel corso della gravidanza è un modo per prevenirle e saperle trattare tempestivamente, comprendendo come esse siano il più delle volte legate a comportamenti, abitudini, stili di vita e patologie che non precludono la possibilità di avere un figlio, ma che per assicurarsi che tutto proceda per il meglio devono essere gestite con maggior attenzione e cura.

Le complicanze della gravidanza: quali sono le più frequenti?

Qualsiasi problema di salute che coinvolge la donna durante la gravidanza può potenzialmente rappresentare un rischio per la sua salute e quella del bambino, in quanto l’organismo femminile è principalmente orientato allo sviluppo e al nutrimento del feto e qualsiasi evento avverso può essere uno squilibrio a questo complesso sistema.

Esistono però eventi più frequenti che possono manifestarsi all’inizio, durante o alla fine della gravidanza. Scopriamo quali sono e quali sono le cause che li determinano.

Le complicanze dell’inizio della gravidanza

Le prime settimane della gravidanza sono le più delicate dell’intero periodo in quanto non solo devono esserci tutte le condizioni perché la fecondazione avvenga, ma anche che l’embrione formatosi si impianti correttamente. Una volta che questo è avvenuto le principali complicanze che si possono verificare in questo periodo sono:

Le perdite di sangue

In gravidanza qualsiasi tipo di perdita desta preoccupazione, in realtà il più delle volte si tratta di eventi fisiologici che non destano preoccupazione. Anche le perdite di sangue possono essere innocue e la loro gravità dipende dall’epoca gestazionale. All’inizio della gravidanza sono frequenti e si può trattare di perdite da impianto, ma anche di eventi più seri legati alla placenta o alla forma dell’utero e in tutti i casi è consigliabile richiedere il consulto del proprio ginecologo.

Aborto spontaneo

Nelle prime settimane di gravidanza può capitare anche che si vada incontro a un aborto spontaneo che si può manifestare senza sintomi. Per questo tipo di condizione non necessariamente ci deve essere una causa chiara e diretta, ma è un evento che può essere ascritto alla fisiologia per cui non tutti gli embrioni che si sono formati riescono a proseguire il loro processo di sviluppo.

Patologie a carico della placenta

La placenta, l’organo che si forma proprio durante la gravidanza per nutrire e far crescere il feto, può andare incontro a patologie che ne compromettono le funzionalità. La più frequente è quella che riguarda il trofoblasto, il tessuto da cui si forma la placenta e che è associata a vomito e nausea. Sono diverse le ricerche per definire degli esami per valutare precocemente le anomalie legate alla placenta e ridurre tutti i rischi associati per la madre e per il feto.

Gravidanza extrauterina

Un’altra delle principali complicanze di questo periodo è quella della cosiddetta gravidanza extrauterina. È una complicanza gravissima, che non prevede una risoluzione per la sopravvivenza dell’embrione. L’urgenza nel diagnosticare questa condizione è legata all’evitare che l’embrione cresca nelle tube di Falloppio portando a una loro rottura e richiedendo un intervento chirurgico d’urgenza.

Gravidanza multipla

Anche la gravidanza gemellare è da considerare una complicanza, in quanto l’utero è predisposto per ospitare un solo feto e la presenza di due o più gemelli crea una serie di rischi aggiuntivi. I principali rischi per i feti sono legati all’aborto spontaneo o a un ritardo di crescita. Per la donna, invece, c’è un rischio maggiore di emorragia post-partum, diabete gestazionale e disturbi ipertensivi.

Le complicanze durante la gravidanza

Passato il primo trimestre di gravidanza cambiano le complicanze cui è possibile andare incontro. Alcune rimangono, come l’aborto spontaneo, sebbene molo più raro, altre invece non sono più possibili proprio perché associate all’inizio della gestazione. Tra le principali complicanze del secondo e terzo trimestre di gravidanza troviamo:

  • anemia;
  • infezioni;
  • depressione prenatale;
  • ipertensione;
  • diabete gestazionale;
  • obesità;
  • malattie sessualmente trasmissibili.

Anemia

L’anemia è una condizione legata alla carenza di ferro e che durante la gravidanza è molto pericolosa perché può provocare seri problemi sia per il bambino che per la mamma. I bambini nati da madri anemiche possono presentare difetti del tubo neurale e ritardi nell’apprendimento. Per le donne c’è invece anche il rischio di andare incontro a una preeclampsia, un’emorragia post-partum e un distacco della placenta.

Infezioni

In gravidanza le infezioni sono molto comuni e possono riguardare sia il tratto urinario che qualsiasi altra parte del corpo. Anche un “semplice” raffreddore influenzale, infatti, può rappresentare un rischio. In gravidanza risultano essere pericolose anche infezioni quali varicella, herpes simplex, epatite, toxoplasmosi e rosolia. Tra le principali infezioni del tratto urinario troviamo la batteriuria asintomatica, la cistite e la pielonefrite che possono provocare un parto pretermine, un basso peso alla nascita e un insieme di disagi per la donna.

Depressione prenatale

Quando si parla di complicanze della gravidanza si è soliti concentrarsi solamente sugli aspetti biologici, come se la donna fosse una mera incubatrice che deve assicurare l’esclusivo sviluppo e benessere del bambino. L’attenzione sulla gravidanza va posta anche e soprattutto sull’aspetto psicologico, che può essere minato sia dalle modificazioni ormonali proprie della gestazione, ma anche dai cambiamenti sociali, fisici e relazionali, così come tutte le criticità che le donne devono ancora subire dal punto di vista professionale.

Questo complesso di condizioni è un terreno fertile per fenomeni di depressione, più o meno gravi, ma tutti da prevenire e gestire prontamente. La depressione prenatale, che può colpire anche i partner, è una realtà seria tanto quanto la depressione post-partum e non va mai banalizzata o sottovalutata come, invece, troppo spesso ancora accade.

Quando si parla di depressione, sebbene il termine clinico sia piuttosto preciso, è opportuno anche considerare tutti quei fenomeni di tristezza, svogliatezza, perdita di interesse, eccetera che, seppur non sono ancora considerabili come una depressione vera e propria, ledono la serenità della donna e possono evolvere in fenomeni più gravi e drammatici.

Ipertensione

L’ipertensione in gravidanza può essere di diverso tipo e a volte può evolvere in preeclampsia o addirittura in eclampsia, che può essere letale. In tutti i casi si tratta di una condizione seria, tanto che è una delle cinque cause di morte materna. Inoltre può essere associata a edema polmonare, problemi al cuore, danni al fegato, ai reni, agli occhi o al cervello, così come a un maggior rischio di emorragie durante il parto.

Diabete gestazionale

Il diabete durante la gravidanza è una condizione molto seria che va monitorata durante tutto il corso della gestazione perché può provocare un aumento eccessivo del liquido amniotico o una macrosomia fetale, che provocano anche maggiori difficoltà per l’espletamento del parto.

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Obesità

Durante ogni visita ginecologica vengono misurati diversi valori, tra cui il peso della donna, monitorando che non aumenti eccessivamente in quanto può essere associato a diabete, gestosi e un maggior rischio di parto pretermine.

Malattie sessualmente trasmissibili

Discorso a parte meritano le infezioni di natura sessuale (che possono essere di origine batterica, virale o parassitaria) e che durante la gravidanza possono provocare non solo fastidi e dolori, ma anche danni al feto e la prematura rottura delle membrane.

Le complicanze del travaglio e del parto

Gli eventi dell’ultimo periodo di gravidanza sono da distinguere tra quelli che si manifestano prima della trentasettesima settimana di gravidanza e quelli successivi. Questa distinzione è infatti utilizzata per considerare il parto pretermine o a termine e indica se lo sviluppo del bambino si è completato e se è pronto per sopravvivere fuori dall’utero. Tra le principali complicanze di questa fase troviamo:

  • travaglio pretermine;
  • preeclampsia;
  • natimortalità.

Travaglio pretermine

L’inizio del travaglio prima del tempo è una complicanza in quanto, in base alla settimana in cui avviene, il bambino, ma anche il corpo della donna, può non essere pronto per il parto. Anche per questo motivo il travaglio pretermine è la principale causa di morte infantile e disabilità del sistema nervoso dei bambini.

Preeclampsia

La preeclampsia, che abbiamo già menzionato, è una condizione grave legata alla pressione materna che solitamente si “cura” con il parto. Se si verifica troppo presto espone la donna e il bambino a tutti quei rischi legati a una nascita prima del termine naturale della gravidanza.

Natimortalità

Più che una complicanza è un esito tragico della gravidanza, ma per completezza d’informazione è doveroso segnalare come ci sia il rischio che una scarsa crescita fetale, delle patologie alla placenta o delle anomalie cromosomiche possano determinare una mortalità neonatale (natimortalità).

I fattori di rischio per l’insorgenza di complicanze

Come abbiamo visto il settore delle complicanze della gravidanza è molto vasto e articolato e coinvolge diversi fenomeni fisici e psicologici. Tali condizioni possono essere improvvise (come tante altre malattie e patologie) o legate a traumi accidentali, ma esistono anche una serie di fattori di rischio che ne possono favorire l’insorgenza. Tra i principali troviamo l’età della donna (superiore ai 35 anni), avere disturbi alimentari, fare uso di droghe, abusare di bevande alcoliche, fumare sigarette e assumere farmaci per il trattamento di patologie che possono costituire un problema per la gravidanza.

Sono poi da considerare anche tutte quelle condizioni e patologie a carico dell’apparato riproduttivo femminile che possono creare delle complicanze durante la gravidanza. È il caso delle anomalie strutturali dell’utero (utero bicorne, utero retroverso, utero setto, eccetera) e quelle della cervice (fibromi uterini, insufficienza cervicale, eccetera) e quelli legati al malposizionamento della placenta (placenta previa, eccetera) che determinano che la gravidanza sia ad alto rischio o la presentazione podalica del bambino.

Quando appena detto non riguarda solamente le prime gravidanze, ma anche quelle successive. Anzi in questi casi l’aver avuto problemi nelle precedenti gravidanze espone le donne a un maggior rischio di andare incontro agli stessi problemi.

Infine, ma non meno importante, c’è da porre l’attenzione sugli aspetti sociali. La qualità della vita della mamma, il tipo di lavoro che svolge e la rete di affetti che la accompagnano durante la gravidanza hanno un ruolo fondamentale sull’esito della stessa e sul mantenimento dello state di salute materno. Questo sia per aver accesso alle visite di controllo e alle eventuali terapie necessarie, ma anche per poter contare su tutto quel supporto umano, relazionale e sociale che è fondamentale tanto quanto una terapia farmacologica.

Complicanze della gravidanza: come prevenirle ed evitarle

La prevenzione delle complicanze passa inevitabilmente per un’assunzione di consapevolezza di tutti quelli che sono i rischi legati a questa condizione.

Senza voler semplificare troppo parlando di un generico “stile di vita sano ed equilibrato” è doveroso comprendere che, perché la gravidanza non crei problemi, bisogna decidere di modificare le proprie abitudini. Sia quelle alimentari (con una dieta adeguata) che quelle nutrizionali (con l’assunzione dell’acido folico e delle eventuali vitamine prenatali), ma anche quelle legate al contrasto alla sedentarietà e all’instaurare di abitudini virtuose capaci di rendere questo periodo il più sereno, tranquillo e stabile possibile.

Avendo cura a non cadere nell’eccesso di medicalizzare il periodo della gravidanza con il comprensibile desiderio di prevenire le complicanze, ma con l’effetto di ridurre i mesi di attesa della nascita del proprio figlio come un problema sanitario da trattare con medicine, visite e protocolli medici. La gravidanza è innanzitutto un cambiamento di vita da accogliere, considerandone tutte le implicazioni e vivendo questa novità con la consapevolezza, nella gioia e nella responsabilità, che le compete.

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