L’utero setto è una malformazione congenita, presente cioè sin dalla nascita, che è caratterizzata dalla presenza di un setto che divide la cavità uterina. Non è chiaro se possa essere la causa diretta di problemi di infertilità di alcune coppie, anche se in molti di questi casi viene riscontrata la presenza dell’anomalia.

Nelle donne che si sono sottoposte all’intervento di rimozione del setto, e che avevano avuto precedenti casi di aborto spontaneo, è stato osservato un miglioramento nel numero di gravidanze portate a termine.

Utero setto: cosa significa?

L’utero è un organo muscolare cavo che, insieme alle ovaie, alle tube di Falloppio (anche dette salpingi), alla vagina e alla vulva costituisce l’apparato riproduttivo femminile. All’interno dell’utero verrà accolto l’ovulo dopo la fecondazione e crescerà il feto.

Proprio durante lo sviluppo fetale, prima della nascita del bambino, può comparire una malformazione uterina congenita che viene indicata come utero setto. Il setto non è altro che una membrana di tessuto fibroso che divide l’utero in due parti.

La lunghezza del setto può essere variabile, ed estendersi per tutta la lunghezza dell’utero (viene definito in questo caso setto completo), o essere limitato a una porzione dell’organo (setto parziale). Si ritiene che l’utero setto sia la più comune causa di anomalie uterine.

Utero setto: cause e sintomi

Si tratta di una malformazione congenita, presente cioè già dalla nascita. Si forma in seguito al mancato riassorbimento della membrana che separa i cosiddetti dotti mulleriani, ovvero delle strutture embrionali dalle quali si formeranno varie componenti dell’apparato riproduttivo femminile, tra cui ovaie e utero.

Per quanto riguarda i sintomi, questa condizione ne è priva. Per cui, una donna con setto uterino può non accorgersi di averlo. Sono riportati solo rari casi di donne con questa malformazione uterina che avvertono dolore durante i rapporti sessuali.

Utero setto: le conseguenze

L’utero setto viene solitamente diagnosticato in seguito ad accurati esami ambulatoriali, eseguiti di solito per approfondire le cause dei problemi di infertilità.

Ѐ stata osservata una maggiore prevalenza di problemi di fertilità in donne che presentano l’utero setto ma, dato che l’infertilità può dipendere da molteplici fattori, è difficile stabilire se sia una diretta conseguenza della presenza di questa anomalia uterina.

Utero setto e gravidanza

Malgrado l’assenza di una sintomatologia severa, l’utero setto può rappresentare un problema durante la gravidanza. Diversi studi hanno mostrato una più alta incidenza di aborti spontanei in donne che presentano questo tipo di malformazione uterina.

Inoltre, ci sono prove che mostrerebbero un’associazione con i casi di parto pretermine. Secondo alcune statistiche, in circa il 13% dei casi di aborto spontaneo sarebbe stata riscontrata questa anomalia uterina. Per quanto riguarda il rischio di un aborto, sembrerebbe più alto del 46% nei primi cinque mese di gravidanza.

La presenza del setto uterino potrebbe determinare anche altre complicanze legate alla gravidanza, quali:

  • presentazione errata del neonato al momento del parto;
  • limitata crescita intrauterina;
  • distacco della placenta;
  • mortalità perinatale.

Utero setto: trattamento e intervento

Come si può intervenire in caso di setto uterino? Questa anomalia può essere trattata con un intervento chirurgico chiamato metroplastica. Si tratta di una procedura che viene ora realizzata mediante un’isteroscopia, che evita l’incisione addominale esterna a cui si ricorreva fino a qualche anno fa e che presentava un rischio di complicanze maggiore.

Con la metroplastica isteroscopica, l’intervento viene fatto direttamente all’interno dell’utero: lo strumento per recidere e rimuovere il setto viene fatto passare nella vagina, poi attraverso la cervice e quindi nell’utero. Questa tecnica è minimamente invasiva e di solito richiede circa un’ora. I tempi di guarigione, invece, sono stimati in circa due mesi dall’intervento.

In generale, le indicazioni per ricorrere alla metroplastica comprendono la ripetuta interruzione della gravidanza e cause di infertilità altrimenti inspiegabili. Gli studi hanno mostrato che, dopo l’intervento chirurgico, più della metà delle donne con storia precedente segnata da aborti spontanei ricorrenti è riuscita a portare a termine la gravidanza.

Articolo originale pubblicato il 1 settembre 2020

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