Tutto sulle perdite gialle in gravidanza nel primo, secondo e terzo trimestre

Le secrezioni (perdite) in gravidanza destano sempre una grande preoccupazione e quelle di colore giallo sono spesso l'indice di un'infezione. Scopriamo quando è il caso di rivolgersi al proprio medico.

Ogni donna è abituata al fenomeno delle secrezioni vaginali, ovvero della produzione di sostanze nella zona della vagina, ed è quindi portata a riconoscere quando queste sono fisiologiche (quindi innocue) e quando patologiche (quindi segno di un problema). Questo perché quelle che comunemente vengono chiamate perdite (e che in realtà altro non sono che, appunto, la produzione di secrezioni da parte della cervice uterina in risposta ai cambiamenti ormonali) possono avere diversa consistenza, colorazione e odore.

Le differenze, ovviamente, possono rappresentare un buon indicatore per la valutazione di tali secrezioni e la comprensione del fenomeno sottostante, in modo da comprendere quando è il caso di preoccuparsi.

L’attenzione verso queste fenomeno aumenta nel caso delle perdite in gravidanza, ovvero quelle che si verificano in quel particolare periodo della vita di ogni donna nel quale l’intero organismo femminile è orientato alla crescita del feto.

Cosa fare quando si verificano delle perdite gialle in gravidanza? A cosa è dovuta quella colorazione? È il caso di preoccuparsi?

Perdite gialle in gravidanza: le possibili cause

Possiamo fin da subito indicare come le perdite gialle in gravidanza, a differenza delle perdite bianche (o leucorrea gravidica) e a volte delle perdite marroni, siano sempre un segnale d’allarme. Questo perché le perdite vaginali di questa colorazione indicano nella stragrande maggioranza dei casi la presenza di un’infezione.

È la gravidanza stessa a determinare un aumento delle secrezioni vaginali, ma se queste sono di colore giallastro è sempre importante non sottovalutarle. Tali perdite, infatti, possono essere il sintomo di un’infezione a trasmissione sessuale come la tricomoniasi o la clamidia, ma anche la gardnerella, la vaginosi batterica, l’infezione da lievito, la candida e la gonorrea. Nel caso della tricomoniasi la perdita gialla è di tipo schiumoso, mentre è più cremosa in caso di gonorrea.

Un aspetto da non trascurare, specialmente con il passare delle settimane, è quello di confondere le perdite giallastre in gravidanza con le perdite di urina. Questo infatti è un fenomeno comune che si verifica con l’aumentare del volume dell’utero che produce una maggiore pressione sulla vescica provocando in alcuni casi fenomeni di incontinenza.

Perdite gialle in gravidanza nel primo trimestre

Nel primo trimestre di gravidanza il fenomeno delle perdite vaginali è molto comune, ma per quelle di colore bianco. Eventuali perdite gialle sono sempre da monitorare e sottoporre all’attenzione del ginecologo che, effettuando le analisi del caso, verificherà la presenza di un’infezione e stabilirà l’eventuale terapia antibiotica.

Queste perdite non sono mai da ignorare in quanto, in base al tipo di patologia che le provoca, possono generare diverse complicanze, sia per la mamma che per il feto. A titolo esemplificativo possiamo ricordare il rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita, rottura delle membrane e aborto spontaneo.

Perdite gialle in gravidanza nel secondo trimestre

Durante il secondo trimestre si possono verificare delle perdite di liquido amniotico, che possono essere confuse con le perdite di colore giallo. In realtà queste non hanno un cattivo odore e generalmente sono molto lievi.

In questi casi il fenomeno non desta preoccupazione, mentre se aumentano di frequenza e abbondanza è urgente recarsi in ospedale per verificare la situazione.

Perdite gialle in gravidanza nel terzo trimestre

L’ultimo trimestre è il più delicato in quanto le perdite vaginali possono essere scambiate per la rottura delle acque. Le perdite gialle in gravidanza propriamente dette possono essere anche in questo caso l’effetto di un’infezione, ma anche l’incontinenza (maggiore in questo periodo) e la fuoriuscita di liquido amniotico.

L’attenzione deve essere sempre elevata e tale da distinguere la secrezione e rivolgersi al proprio medico in caso di necessità.

Perdite gialle in gravidanza: quando preoccuparsi?

A questo proposito è lecito domandarsi quando è il caso di rivolgersi al proprio medico e, quindi, di preoccuparsi e quando invece è possibile considerare innocuo il fenomeno delle perdite gialle in gravidanza.

Le secrezioni vaginali si considerano anomale quando, oltre alla colorazione giallastra (ma anche grigia, verde o con tracce di sangue), sono più abbondanti, dense e purulente del solito. Nel caso delle perdite gialle in gravidanza, quindi, sono da monitorare anche la densità e l’abbondanza di tali secrezioni, il loro odore e l’eventuale presenza di bruciori, pruriti, indolenzimenti ed eruzioni cutanee che possono accompagnare tali perdite.

La valutazione medica è fondamentale sia per risolvere l’infezione (laddove presente) che per alleviare i sintomi quando l’infezione non può essere immediatamente risolta. Durante la gravidanza è importante, ancora più del solito, evitare l’autosomministrazione di farmaci o antibiotici che possono essere pericolosissimi per il feto e per la salute della donna stessa.

È allo stesso tempo fondamentale avere un’attenta e regolare cura della propria igiene intima per evitare di favorire la creazione delle condizioni per la diffusione di un’infezione.

Seguici anche su Google News!
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...

Categorie

  • Patologie in gravidanza