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Occupiamoci, senza pregiudizi o moralismi, di sbalzi d'umore durante la gravidanza e di cosa fare per ridurne l'impatto sulla propria quotidianità.
Il primo, riprendendo quanto indagato da questo studio pubblicato sul BMC Pregnancy and Childbirth, è che non ci sono evidenze sull’associazione tra sintomi prenatali dell’umore ed esiti neonatali avversi.
Il secondo è che non vogliamo appesantire ulteriormente l’esperienza delle donne in gravidanza (e delle donne in generale) già oggetto di pregiudizi e commenti (anche) sulla loro emotività.
C’è poi un terzo motivo altrettanto importante. Provare emozioni tristi e negative, per quante socialmente inaccettabile, non è una colpa. E andrebbe finalmente superata l’idea per cui bisogna, uomini e donne, essere sempre felici. Tanto più durante una fase così delicata e piena di cambiamenti (non tutti transitori) com’è quello della gravidanza.
Vogliamo quindi comprendere meglio cosa accade anche da questo punto di vista durante le settimane della gestazione e, soprattutto, cosa si può fare per stare meglio.
Che cos’è l’umore? Rispondere a questa domanda può risultare utile per comprendere meglio il fenomeno degli sbalzi d’umore in gravidanza. Gli stati d’animo sono definiti come degli stati affettivi diffusi e non focalizzati, cioè non diretti verso un oggetto specifico, che sono continuamente presenti e modellano la nostra esperienza quotidiana.
Si tratta di una realtà complessa da definire, anche dal punto di vista scientifico. È possibile distinguere l’umore dalle emozioni da diversi punti di vista così da riuscire a comprendere meglio cosa si intende per umore.
Questo studio pubblicato su ScienceDirect individua queste caratteristiche distintive degli stati d’animo (umore):
Tornando ora agli sbalzi d’umore in gravidanza si possono individuare diverse cause. L’American Pregnancy Association indica i cambiamenti fisici, quelli del metabolismo e dei livelli ormonali (soprattutto estrogeni e progesterone). Gli sbalzi d’umore si verificano prevalentemente nel primo trimestre con una maggiore incidenza tra la sesta e la decima settimana di gestazione per poi attenuarsi e ripresentarsi nel terzo trimestre.
Il National Childbirth Trust pone anche attenzione alla dimensione emotiva. Durante la gravidanza, anche per effetto dei cambiamenti ormonali (ma non solo), è comune provare ansia e diverse preoccupazioni. Preoccupazioni legate alla salute del feto e del bambino, sul proprio corpo e stato di salute, sulle conseguenze professionali, sociali e private, sull’impatto delle proprie scelte (come quelle alimentari), eccetera.
Le tensioni e le preoccupazioni (che possono aumentare in chi ha una storia di aborti spontanei o problemi di fertilità) non riducono l’emozione, la contentezza e la convinzione della scelta fatta per quella gravidanza, ma fanno parte di quel mix di sensazioni che quotidianamente si provano. E che possono quindi spiegare gli sbalzi d’umore.
Oltre alla dimensione psicologica ed emotiva c’è poi quella fisica. I cambiamenti più significativi avvengono all’inizio e alla fine della gravidanza, con il primo e il terzo trimestre comunemente considerati (per motivi diversi) i più delicati. Ed è proprio in questi momenti che gli sbalzi d’umore in gravidanza sono più frequenti e potenzialmente più intensi.
Infine, come evidenziato dalla Fondazione Veronesi, c’è da tenere conto anche della personalità di ogni donna e dell’ambiente in cui vive. Le relazioni e il contesto familiare, sociale e professionale condizionano l’assetto biopsichico delle persone e in gravidanza possono contribuire ai cambiamenti d’umore.
I cambiamenti nell’umore hanno un impatto importante sulla vita quotidiana, sia personale che sociale e professionale. Un “pessimo” umore può complicare le relazioni interpersonali con il partner, i familiari, gli amici ed eventuali figli, ma anche nel lavoro con i colleghi.
Si può andare incontro a fraintendimenti e conflitti e sul lavoro anche a una riduzione della propria produttività e capacità di portare a termine adeguatamente i propri compiti.
I cambiamenti nell’umore possono avere conseguenze anche sulla capacità di gestire lo stress e le emozioni rendendo tutto più complesso e difficile di quello che a volte effettivamente è. C’è poi da considerare come un umore altalenante può andare anche a minare la fiducia in sé stessi con tutte le conseguenze del caso.
La gestione degli sbalzi d’umore è una questione prettamente personale e ciascuno può trovare beneficio in un rimedio e non in un altro. In linea generale è importante investire innanzitutto nella consapevolezza di una situazione, la gravidanza, di maggiore fragilità e come tale che necessita di maggiore attenzione.
Praticamente è fondamentale sviluppare una routine quotidiana nella quale sia previsto un tempo per il riposo e lo svolgimento di attività piacevoli (dall’esercizio fisico al tempo con gli amici passando per il relax e qualsiasi altra cosa di proprio gradimento). Ogni giorno è necessario mangiare bene seguendo un’alimentazione equilibrata e variegata (la monotonia alimentare non aiuta l’umore). Quindi può essere utile fare attività fisica (yoga, passeggiate, nuoto, eccetera) e imparare tecniche di rilassamento, respirazione e gestione delle tensioni.
Infine è fondamentale vivere e vivere la gravidanza in una dimensione sociale sana e virtuosa fatta di persone di riferimento capaci di non esasperare ogni minima tensione. Dal partner al gruppo di amici è importante circondarsi e trascorrere il proprio tempo con le persone con cui si sta bene, con cui si può parlare liberamente e, soprattutto, con cui si possa anche essere non di buon umore.
Sperimentare gli sbalzi d’umore in gravidanza è normale e possiamo dire fisiologico. La preoccupazione su possibili sintomi e fattori di rischio per condizioni gravi quali la depressione sorge quando vi è una costante di umore basso (o non positivo) o quando gli sbalzi d’umore stessi vanno a condizionare negativamente la propria vita.
È importante in questi casi chiedere aiuto rivolgendosi a un professionista e fuggire dalla tentazione (promossa da una certa cultura in cui siamo immersi) di pensare che bisogna resistere per qualche mese perché poi si risolve tutto. Non solo non necessariamente è così, ma non è neanche giusto e sano rinunciare a stare bene (o meglio) durante la gravidanza.
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