La sonnolenza e l’affaticamento sono non solo tra i primi sintomi della gravidanza, ma anche condizioni che, specialmente nel primo e terzo trimestre, accompagnano tutta la gestazione.

È importante, anche considerando come il sonno rientra tra i falsi miti sulla gestazione, capire quando la sonnolenza in gravidanza è normale e quando, invece, può essere il segno di una condizione medica da approfondire.

Le cause della sonnolenza in gravidanza

stanchezza in gravidanza
Fonte: iStock

La sonnolenza in gravidanza è normale ed è una delle conseguenze dell’azione degli ormoni e l’effetto dei tanti cambiamenti cui va incontro l’organismo femminile. L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù spiega come il progesterone, tra le altre cose, favorisca il rallentamento di tutte le attività con l’obiettivo di concentrare le energie sullo sviluppo del feto.

Questo “spostamento di risorse” condotto dagli ormoni ha un’azione sulle pareti dei vasi sanguigni che determina una riduzione del tono vascolare e una dilatazione dei vasi per favorire l’afflusso di sangue verso la placenta e l’utero. Questa vasodilatazione ha però l’effetto di causare la riduzione della pressione sanguigna responsabile della sensazione di stanchezza e spossatezza costante e di sonnolenza.

Se durante il secondo trimestre tendenzialmente si andrà incontro a un miglioramento e ci si sentirà più energiche e attive (anche per una sorta di “stabilizzazione” generale), il terzo trimestre può essere caratterizzato da un nuovo stato di affaticamento. Tra l’aumento del peso provocato dalla crescita del feto e tutti gli altri cambiamenti associati (minzione frequente, disturbi del sonno, eccetera) si può sperimentare un’ulteriore fase di sonnolenza e stanchezza costante.

Sonnolenza in gravidanza: è normale o è preoccupante?

Se è vero che la sonnolenza in gravidanza è di per sé normale e causata dai cambiamenti ormonali e che non tutte le donne la sperimentano allo stesso modo è altrettanto vero che ci sono situazioni in cui essa è il segnale di un problema medico. A questo proposito l’International Forum for Wellbeing in Pregnagncy suggerisce alcune importanti indicazioni per distinguere quando la stanchezza, l’affaticamento e la sonnolenza sono da considerare normali e quando no.

Una sensazione di stanchezza è normale e lo è non solo in gravidanza, ma alla fine di qualsiasi giornata intensa. Questa la si percepisce come una sensazione di costante mancanza di energia che però si risolve dopo un sonno adeguato. L’affaticamento e la sonnolenza “cronica” che non scompare dopo aver riposato o dormito possono compromettere la qualità della vita delle donne in gravidanza. Il sonno e il riposo, infatti, non solo optional cui poter rinunciare, ma rappresentano parte della spina dorsale di una vita che si possa definire normale e sana.

Uno studio ha indagato l’associazione tra il sonno, i sintomi depressivi e la percezione della stanchezza nelle donne in gravidanza evidenziando come, seppur raramente, l’affaticamento può essere associato a un aumento del rischio di ipertensione, diabete, parto pretermine e depressione post-partum e prenatale.

Inoltre, come riportato dal portale WebMD, la stanchezza responsabile della sonnolenza può essere il segno di un problema medico come l’anemia, un’infezione, la fibromialgia, l’ipotiroidismo e la sindrome da stanchezza cronica.

Va inoltre considerato che i cambiamenti anatomici, ormonali, fisiologici e psicologici provocati dalla gravidanza le donne possono andare incontro a un aumento dei disturbi respiratori notturni. Questi, come riportato dal Bollettino dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche possono provocare nel feto, tra gli altri, un ritardo di crescita e un danno cerebrale ipossico.

5 rimedi e consigli per gestire stanchezza e sonnolenza in gravidanza

Se nella maggior parte dei casi la stanchezza e la sonnolenza in gravidanza sono normali e una realtà con cui dover convivere è utile riuscire ad adottare delle strategie che, tenendo conto delle proprie caratteristiche e necessità quotidiane, possa apportare dei benefici.

1. La qualità del sonno

È innanzitutto doveroso investire sul sonno modificando la propria routine. Nelle settimane in cui ci si sente più stanche, spiega l’American Pregnancy Association, è utile andare a letto prima o, laddove possibile, fare un pisolino durante la giornata. Si consiglia anche di evitare di bere a ridosso dell’addormentamento in modo da non interrompere il sonno per dover andare in bagno.

2. Ridurre gli impegni

Nella frenetica vita quotidiana è un miraggio anche solo pensare di poter ridurre gli impegni. Tra il lavoro e la sfera privata ogni giornata è un incastro di cose da fare. Con la collaborazione del partner o di qualche familiare o amico è utile riuscire a liberarsi di qualche impegno per concedersi del tempo per riposare.

3. Alimentazione adeguata

Così come avviene anche per chi non è in gravidanza, la cura dell’alimentazione determina un miglioramento delle proprie energie. Stanchezza e sonnolenza, infatti, possono aumentare se non si sono assunti i nutrienti adeguati così come se non si idratati. Pianificare una dieta specifica a questo scopo può rivelarsi estremamente benefico.

4. Esercizio fisico

Anche l’inserire l’attività fisica moderata (come una passeggiata o il fitness e lo yoga), preferibilmente all’aria aperta, nella propria routine quotidiana aiuta a migliorare il proprio stato energetico. Senza dimenticare come consenta di scaricare la tensione, ritrovare un po’ di tranquillità e accedere a tutti i benefici fisici propri dell’esercizio fisico regolare.

5. Esercizi di rilassamento

Far diventare il sonno e i riposini una delle tante “cose da fare” rischia di vanificarne l’efficacia e la piacevolezza. Ecco quindi che è preferibile arrivarci rilassati e pronti. Anche in un’ottica di prevenzione e contrasto all’insonnia può essere utile imparare delle pratiche di respirazione e degli esercizi di rilassamento. Si possono eseguire prima di andare a letto per favorire l’addormentamento ma anche nel corso della giornata quando i livelli di stress e tensione aumentano e si ha bisogno di liberarsi.

Quando è utile consultare un medico?

Se la stanchezza risulta invalidante e tale da compromettere la qualità della vita, non si risolve o riduce con il riposo o compare improvvisamente, è preferibile rivolgersi al proprio medico.

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