Tempo fa la Dottoressa Giulia Spina, psicologa dell’età evolutiva specialista nell’area dell’infanzia e dell’adolescenza e nostra collaboratrice, assieme ad altri colleghi, e con la collaborazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha invitato i genitori italiani a rispondere a un questionario per valutare l’impatto psicologico ed emotivo che la pandemia di Covid-19, e il lockdown, hanno avuto su mamme, papà e bambini.

Come stanno affrontando la pandemia i bambini?

Al questionario hanno partecipato oltre 1000 genitori, raccolti su gruppi di genitori di bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni, presenti nei social network (Facebook e Whatsapp). Per ogni famiglia è stato chiesto, nella compilazione del questionario, di fare riferimento a un solo figlio.

Si tratta di un campione estremamente numeroso e rappresentativo di una parte importante della popolazione, che ha permesso ai ricercatori di raccogliere una mole importante di dati sul benessere psicologico di genitori e figli durante la quarantena.

I risultati parlano chiaro – spiega la Dottoressa Spina –  il Covid-19 ha generato sofferenza psichica nei bambini e negli adolescenti. In sintesi, coloro che sono risultati essere maggiormente colpiti a livello emotivo sono i bambini più piccoli, in particolare nell’area della socialità, della relazione con i pari e della condotta. Anche i figli dei genitori che hanno continuato a lavorare durante la quarantena sembrano aver sofferto di più, probabilmente a causa della loro assenza in un momento per loro difficile e senza precedenti.

Anche i genitori, in particolare le mamme, hanno riportato alti livelli di stress e malessere durante la quarantena rispetto a quando non c’era, soprattutto coloro che non possedevano supporto familiare e un atteggiamento ottimistico, ossia delle risorse che in tema di resilienza consentono di fronteggiare gli eventi traumatici e/o stressanti.
Un dato degno di interesse clinico e sociale è che il 68% dei genitori abbia evidenziato la presenza di un cambiamento durante la quarantena nella relazione con il/la proprio/a figlio/a, di cui il 50% ha riportato un ‘miglioramento’ (in termini di ‘più tempo’, ‘dialogo’, ‘vicinanza’, ‘complicità’, ‘comprensione’, ‘condivisione’ di attività come il gioco e i compiti). I genitori che, invece, hanno riferito un ‘peggioramento’ nella relazione lo riconducono, per il 40%, a difficoltà emotive o comportamentali dei figli.

I risultati di questo studio, a oggi, costituiscono un dato importante per consentire a psicologi e psicoterapeuti di strutturare interventi mirati per migliorare la qualità della vita delle famiglie italiane che in seguito al Covid-19 hanno sviluppato disagi psicologici significativi.

Scarica qui l’articolo divulgativo per conoscere nel dettaglio lo studio sull’Effetto psicologico della pandemia e della quarantena per Covid-19 sulle famiglie.

Articolo originale pubblicato il 9 settembre 2020

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