Sulla diffusione e sugli effetti del coronavirus è tutto in divenire: giorno dopo giorno conosciamo sempre di più il virus e le sue conseguenze, e gli esperti mettono in fila le evidenze scientifiche per avere un quadro più chiaro della situazione.

Le preoccupazioni, è evidente, non mancano: fondamentale in questa fase è il contenimento della diffusione del virus e una riduzione dei contagi, soprattutto per non “intasare” gli ospedali già messi a dura prova dall’emergenza degli ultimi giorni.

Tra le molte domande che riguardano il virus ci sono quelle legate alla trasmissione dalla donna incinta al feto, e sui possibili effetti. Vediamo allora quali sono le 10 domande più comuni tra le donne in gravidanza e le mamme.

Coronavirus in gravidanza: domande e risposte

1. Sono incinta: sono più a rischio di contrarre l’infezione da coronavirus?

Come spiega l’Istituto superiore di sanità non ci sono dati su una maggiore suscettibilità delle donne in gravidanza al virus, anche se, sottolinea l’Iss

La gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, tra cui quella da SARS-CoV-2. Inoltre le donne in gravidanza potrebbero mostrare un rischio maggiore di sviluppare una forma severa di infezioni respiratorie virali.

2. Quali sono i sintomi del coronavirus?

I sintomi più comuni includono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e morte.

Alcune persone poi risultate positive al virus non presentano tuttavia alcun sintomo.

3. Ho contratto il virus: posso trasmetterlo al feto?

Al momento non ci sono prove di una trasmissione verticale, cioè dalla donna al feto, durante la gravidanza. Come spiega l’Iss

Dai dati presenti in letteratura, limitati, non sono stati riportati casi di trasmissione dell’infezione da altri coronavirus (MERS-CoV e SARS-CoV) da madre a figlio. I dati recenti riguardo bambini nati da madri con COVID-19 indicano che nessuno di essi è risultato positivo. Inoltre, il SARS- CoV- 2 non è stato rilevato nel liquido amniotico.

4. Ci sono casi di donne incinte con il coronavirus?

Sì, alcune donne incinte hanno contratto il coronavirus, anche nel nostro Paese. La moglie del “paziente 1” di Codogno, positiva al test e incinta all’ottavo mese di gravidanza, è stata di recente dimessa dall’ospedale Sacco dove si trovava in osservazione e, come ha annunciato il presidente della Regione Lombardia, lei e la bimba che aspetta stanno bene.

C’è anche la notizia di una donna positiva al coronavirus che ha partorito all’ospedale di Piacenza pochi giorni fa. Il parto è andato bene, e i test effettuati sul neonato non hanno mostrato la presenza del virus.

I neonati e i bambini, poi, sembrano molto più resistenti all’infezione: ci sono alcuni casi di bambini risultati positivi al coronavirus, e nessuno di loro è in gravi condizioni.

5. Cosa succede se prendo il coronavirus in gravidanza?

Come ricorda anche in questo caso l’Istituto superiore di Sanità non sono disponibili dati sugli effetti del coronavirus in gravidanza:

In caso di infezione in corso di gravidanza da altri coronavirus correlati [SARS-CoV e MERS-CoV] sono stati osservati casi di aborto spontaneo mentre la presenza di febbre elevata durante il primo trimestre di gravidanza può aumentare il rischio di difetti congeniti.

6. Sono prossima al parto: dovrò fare il cesareo?

coronavirus in gravidanza

Al momento, come spiega il Ministero della Salute, non ci sono indicazioni sull’obbligatorietà di effettuare un parto cesareo se la donna è positiva al coronavirus:

Per quanto riguarda la gestione ospedaliera dei casi sospetti o certi si rimanda a quanto raccomandato per la gestione delle condizioni infettive incluso, se necessario, l’isolamento di mamma e neonato. Questa scelta deve essere attentamente ponderata dal team ospedaliero insieme alla madre, valutando i rischi e i benefici di questa scelta.

Coronavirus dopo il parto e in allattamento: domande e risposte

7. Vorrei allattare mio figlio al seno: ci sono rischi?

Anche in questo caso le evidenze scientifiche che abbiamo oggi a disposizione non mostrano una trasmissione del virus attraverso il latte materno.

Nel caso in cui, tuttavia, la mamma fosse positiva al virus o pensasse di esserlo, è raccomandato il ricorso a precauzioni durante l’allattamento per non trasmettere il virus attraverso goccioline di saliva (che è una modalità di trasmissione certa).

Coronavirus e allattamento al seno: le indicazioni degli esperti

Per le donne che allattano al seno la raccomandazione è di chiedere il parere del personale sanitario. Se la donna è positiva al coronavirus o si trova sotto osservazione,  raccomanda il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, “dovrebbe prendere ogni precauzione utile a evitare di trasmettere il virus al suo bambino, come lavare le mani prima di toccarlo e indossare una mascherina, se possibile, mentre allatta al seno”.

8. Cosa succede a mio figlio se prende il virus?

Come sappiamo, le autorità sanitarie di tutto il mondo stanno lavorando per la gestione dell’epidemia da coronavirus, e condividono scoperte e misure precauzionali. Il CDC statunitense, nell’elenco delle domande frequenti sul virus in gravidanza, spiega ancora:

Basandoci sui pochi casi riportati conseguenze negative come il parto prematuro sono state riscontrate tra le madri positive al coronavirus durante la gravidanza. Tuttavia non è chiaro se queste conseguenze fossero correlate all’infezione materna, e al momento non si conoscono gli effetti negativi sui neonati.

Possono essere utili per avere un’idea di massima delle possibili conseguenze le informazioni che abbiamo sugli effetti delle infezioni respiratorie in gravidanza, continua il CDC:

Altre infezioni respiratorie durante la gravidanza, come l’influenza, sono state associate a effetti negativi per il neonato, come basso peso alla nascita e parto prematuro.

Le 5 infezioni pericolose per la gravidanza

Come gestire i sintomi: domande e risposte

9. Posso fare il tampone privatamente?

No. Non ci sono kit in commercio che possano confermare la presenza del coronavirus, la diagnosi può essere effettuata solo nei laboratori di riferimento.

10. Se ho il dubbio di avere il coronavirus a chi devo rivolgermi?

Resta consigliato, anche per le donne in gravidanza, di intraprendere le normali azioni preventive per ridurre il rischio di infezione, come lavarsi spesso le mani ed evitare contatti con persone malate.

Anche le donne incinte sono invitate ad esempio, come previsto dal decreto ministeriale che ha tra l’altro disposto la chiusura delle scuole, a non recarsi in luoghi affollati e a seguire le regole di prevenzione per evitare il contagio.

Se si avvertissero sintomi riconducibili ad una possibile infezione da coronavirus, come febbre, tosse e difficoltà di respirazione, è sconsigliato recarsi in pronto soccorso o in ospedale. Ecco cosa fare:

  • telefonare al proprio medico segnalando i sintomi;
  • chiamare il numero di emergenza attivato dalla propria Regione (qui l’elenco completo).

Ecco invece cosa NON fare:

  • non andare subito in ospedale o in pronto soccorso (si rischia di aumentare il contagio e di mettere in difficoltà le strutture);
  • non chiamare il 118 o il 112: sono numeri dedicati a tutte le emergenze, e concentrando lì le chiamate sul coronavirus si rischia di ostacolare il corretto funzionamento del servizio.

Per tutte le informazioni aggiornate sul virus il consiglio è di monitorare il sito dell’Organizzazione mondiale della Sanità e quello del Ministero della salute.

Articolo originale pubblicato il 5 marzo 2020

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