Il Covid-19 e il conseguente lockdown ha portato al decuplicarsi dei traumi nei bambini e a un aumento dei casi di violenze. È da questi dati che parte l’appello dei Pediatri ACP, che chiedono a gran voce di non chiudere le scuole poiché la vera emergenza della pandemia in corso sono i bambini.

L’associazione culturale pediatri (ACP), durante il 32° congresso che si è svolto a Milano, ha messo a nudo i traumi legati al mondo dei minori durante il periodo di chiusura delle scuole.

Un micro mondo che, con la pandemia, le autorità garanti non hanno ben valorizzato e protetto, bensì lasciato in secondo piano a scapito di “emergenze” ritenute più importanti. Le conseguenze, secondo gli esperti nazionali e internazionali intervenuti al congresso, sono devastanti.

Covid-19: i traumi da abuso sui bambini decuplicati durante il lockdown

I temi caldi affrontati durante il 32° Congresso ACP hanno toccato punti fondamentali quali:

  • la violenza sui bambini;
  • le nuove povertà;
  • l’isolamento;
  • i regressi scolastici;
  • le diagnosi mancate.

Questi gli strascichi che la pandemia sta lasciando sui bambini. Le conseguenze psicologiche che il Covid-19 e il lockdown hanno generato sui minori sono traumi di abusi devastanti.

I pediatri intervenuti durante il congresso hanno esposto, tramite un appello, l’importanza di non chiudere le scuole, poiché la vera emergenza in tutta questa faccenda sono i bambini, lasciati alla mercé di adulti poco inclini all’ascolto, alla protezione e al benessere psicofisico dei propri figli.

Ma non sono solo le scuole chiuse a mancare, la conseguenza che il Covid-19 ha portato con sé riguarda anche le attività in generale, compreso il mancato accesso a cure e controlli.

Il Dott. Costantino Panza, pediatra di famiglia, coordinatore delle Pagine elettroniche di Quaderni ACP,ha dichiarato:

Si è parlato tanto della sindrome iper-infiammatoria, rara complicanza di Covid-19, ma ha coinvolto e coinvolge pochissimi bambini rispetto a chi è maltrattato. Al contrario, abbiamo dati decuplicati sui bambini con trauma cranico da abuso.

Per capire fino in fondo le parole del Dott. Panza, i dati da lui citati sulla sindrome iper-infiammatoria da Covid-19 ha visto il contagio, durante il periodo di lockdown, di 1o bimbi. Dati presi dall’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

Mentre, i dati sui bambini con trauma cranico da abuso, in riferimento al periodo di lockdown, sono recepiti dall’Ospedale Great Ormond Street di Londra che ha messo a confronto il periodo del lockdown del 2020 con lo stesso periodo negli anni precedenti, trovando un rapporto di 10 a 1 nei bambini ricoverati per trauma cranico da abuso.

Federica Zanetto, Presidente ACP ha, così, dichiarato:

Dobbiamo anche tenere a mente che stare a casa da scuola significa per molti bambini rinunciare all’unico pasto completo, ed essere esposti alle difficoltà psicologiche e allo stress degli adulti.

Covid-19 e i dati sui bambini morti negli USA

Perry Klass, star internazionale della pediatria e opinionista del New York Times, in merito alla grave emergenza che sta dilagando tra i minori statunitensi, ha dichiarato come tra i bambini morti da Covid-19, negli Stati Uniti, il 45% di loro apparteneva a una famiglia di origine ispanica e il 29% afroamericana.

Queste percentuali spiegano come la povertà di alcune famiglie di etnie minori, hanno avuto maggiore peso nella trasmissione del Coronavirus sui propri figli. Questo per mancanza di controlli medici o poca accessibilità alla sanità nazionale.

Di conseguenza, con la chiusura delle scuole, tali bambini, costretti in ambienti domestici igienicamente poco protetti, hanno avuto maggiori possibilità di ammalarsi di Covid-19 e, in alcuni casi, di morire, rispetto a un ambiente molto più protetto come quello delle scuole.

Come spiega Perry Klass, la pandemia ha sviluppato non solo questo dato, già di per sé allarmante, ma anche altri disagi.

L’emergenza Covid-19 negli Stati Uniti ha determinato una perdita dei progressi educativi nei bimbi con disabilità dello sviluppo e stress estremo per le famiglie colpite da malattie, perdita del lavoro, povertà e insicurezza abitativa.

Inoltre, Klass, ha ricordato come negli Stati Uniti

Con oltre 200mila decessi da Covid-19, ricercatori e medici ancora non si capacitano che i decessi tra i minori siano stati solo 100. I bambini hanno molte più probabilità di morire per omicidi, annegamento o ustioni.

Insomma, anche dagli Usa, i dati confermano la bassa incidenza di Covid-19 nei bambini. Questo rende le scuole tendenzialmente più sicure rispetto ad altri luoghi di aggregazione. Nel contempo, le conseguenze delle chiusure prolungate degli istituti scolastici portano danni certi.

Lockdown e l’aumento delle lesioni non accidentali sui bimbi

I dati esposti durante il Congresso ACP ha visto l’intervento del Dott. Angel Carrasco, Presidente della Confederazione Europea delle cure primarie pediatriche a Madrid, il quale ha dichiarato:

Con l’inizio del lockdown anche noi abbiamo contato un significativo aumento delle lesioni non accidentali tra i minori, specialmente ustioni.

La pandemia più grave è l’aumento della povertà nelle fasce deboli, l’aumento della violenza sui bambini, la mancanza di follow up per quei bambini con malattie croniche, ma anche la mancanza di controlli di base adeguati, che potranno portare a un aumento delle malattie croniche non diagnosticate.

La Spagna, in questo periodo sta affrontando una seconda ondata che coinvolge, questa volta, soprattutto giovani adulti. Infatti, nell’ultimo mese, i bambini dai 0 ai 14 anni d’età sono stati circa il 10% dei casi totali, di cui 2/3 sopra i 5 anni.

Carrasco aggiunge che, anche se è stato un errore riaprire tutto dopo la fine del lockdown, chiudere le scuole non è la soluzione giusta. La scuola è importante, soprattutto, per quei bambini particolarmente vulnerabili.

È  noto come le scuole bene organizzate, grazie alle linee guida anti-Covid, non hanno prodotto grandi focolai. Ciò che rappresenta il problema, secondo Carrasco, sono gli adulti e i ragazzi, nelle università e nella movida e non certamente le scuole. Ciò che serve alla Spagna, così come all’Italia, sono maggiori risorse, più servizi e più personale qualificato.

Covid-19 e bambini: è corsa alla vaccinazione antinfluenzale

Le informazioni che arrivano dai notiziari di tutto il mondo, e in Italia,in modo particolare, rispetto ai vaccini antinfluenzali su bambini sani sono poco razionali. La disinformazione sul Covid-19 non danneggia solo l’opinione pubblica e il diritto del singolo a formarsi una opinione sostenuta da fatti, ma danneggia anche medici e pediatri, messi sotto pressione dalle richieste sempre più impellenti dei pazienti.

Dunque, come ACP ha ribadito più volte:

L’attuale corsa ai vaccini antinfluenzali nei bambini sani è una corsa parzialmente irrazionale e non supportata a pieno.

Il Dott. Panza, ha concluso dicendo:

La notizia che vaccinarsi contro l’influenza possa aiutare i bambini contro il nuovo Coronavirus è stata distorta. Si tratta solo di un’ipotesi, non avvalorata, ma condizionata dai diversi titoli della stampa italiana, ormai data come certezza.

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  • Bambino (1-3 anni)