Epidurale e tempo della dilatazione durante il travaglio | GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Buongiorno dottoressa, le scrivo per sapere se con l’utilizzo dell’anestesia epidurale si può rallentare il processo naturale della dilatazione della cervice uterina. Solitamente è più lungo il travaglio con epidurale oppure il procedimento è lo stesso che partorire naturalmente? Grazie.

Buongiorno signora, alcuni ricercatori americani del National Institutes for Health hanno osservato come negli ultimi cinquant’anni si sia notevolmente allungata la fase del travaglio. Mi spiego meglio, i tempi di durata totale del travaglio a fine anni ’50 erano di 4 ore, mentre oggi sarebbero di 6,5 ore. Non dimentichiamo, inoltre, che per le primipare questa fase può durare anche 12 ore.

L’American Journal of Obstetrics and Gynecology ha evidenziato alcune differenze rispetto al passato. Oggi le mamme hanno un’età più matura, a volte sono in sovrappeso a fine gravidanza e crescono i livelli di ansia rispetto ai decenni scorsi. Infatti, come abbiamo visto in questi mesi di pandemia, anche l’informazione mediatica gioca un ruolo importante nel provocare possibili stati di agitazione e tensione.

La partoanalgesia è una metodica sicura che permette di affrontare il parto con maggiore serenità e minore ansia. Giova ricordare che durante l’analgesia epidurale i tempi del periodo espulsivo possono allungarsi senza necessariamente indicare l’uso di parto operativo vaginale (Claudio Crescini, 2015).

L’allungamento dei tempi può esser conseguenza del minor movimento della donna durante il travaglio, che viene mantenuta sdraiata facendola camminare meno e monitorando le contrazioni. Ancora, il peso maggiore del feto e/0 la sua malposizione possono essere causa di travaglio prolungato. D’altra parte, ci sono alcuni accorgimenti per indurre le contrazioni (es. Ossitocina) e favorire la nascita.

Attenzione alle varie fasi e cure personalizzate, che sono fondamentali per gestire serenamente l’analgesia in corso di travaglio.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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