Dilatazione parto: dalle prime fasi alle spinte finali - GravidanzaOnLine

Nove mesi di attesa, desiderato, pensato, temuto: il giorno della nascita è ormai arrivato. Solo una cosa manca prima del parto: il travaglio. Non tutti i travagli sono uguali. Alcuni possono essere più lunghi di altri, soprattutto se si aspetta il primo figlio, perché in questo caso ci vorrà più tempo per raggiungere la sufficiente dilatazione per il parto.

Per accelerare i tempi, nella prima fase del travaglio, è possibile mettere in pratica alcuni esercizi di rilassamento. Misurare la dilatazione della cervice uterina permette di capire quando è arrivato il momento di spingere.

Dilatazione parto: come si misura?

La dilatazione è un processo di apertura della cervice, ovvero la parte inferiore dell’utero, utilizzato dai medici come parametro per misurare l’andamento del travaglio e valutare quando arriverà il momento del parto vero e proprio. La dilatazione inizia nelle prima delle tre fasi del travaglio, quando la cervice si dilata e si assottiglia per consentire al bambino di muoversi nel canale del parto.

In questo primo stadio del travaglio possiamo ulteriormente distinguere due fasi:

  • fase latente, o fase prodromica, durante la quale si iniziano ad avvertire le contrazioni, che non sono però regolari e frequenti (ogni 5-10 minuti con una durata tra i 20 e i 35 secondi); il tappo di muco che ha sigillato l’apertura dell’utero durante la gravidanza cade, i capillari della cervice possono rompersi e causare perdite di sangue, e i livelli di prostaglandine nel corpo aumentano, stimolando la dilatazione. Questa fase dura fino a quando la cervice raggiunge una dilatazione di 3 centimetri (più o meno le dimensioni di un biscotto);
  • fase attiva, o fase dilatante, quando le contrazioni iniziano ad essere più forti, più lunghe e più regolari (ogni 3-5 minuti con durata non inferiore ai 40 secondi), e la cervice arriva ad avere una dilatazione di 10 centimetri (più o meno le dimensioni di un bagel).

Le fasi prima della dilatazione

La fase latente, come detto, precede la dilatazione completa che si raggiunge nella fase attiva del travaglio. Anche la fase latente ha una durata variabile: può andare da diverse ore, ad alcuni giorni, soprattutto se si tratta del primo figlio.

Niente paura però, esistono alcune pratiche utili per accorciare i tempi. Ecco allora alcuni consigli per accelerare la dilatazione della cervice:

  1. muoversi di più (camminare per la stanza, fare semplici movimenti nel letto o sulla sedia o cambiare posizione) aiuta ad aumentare il flusso sanguigno e fa sì che il peso del bambino eserciti maggiore pressione sulla cervice;
  2. usare una palla da ginnastica, o palla da gravidanza, stando seduti e dondolando avanti e indietro o in cerchio, può aiutare a mantenere i muscoli del bacino rilassati per il parto;
  3. provare esercizi di respirazione o meditazione per ridurre lo stress;
  4. ridere aiuta a rilassare il corpo e favorisce la dilatazione;
  5. fare sesso non solo aiuta a rilassarsi, ma nel liquido seminale sono contenute le prostaglandine, che favoriscono la dilatazione.

Dilatazione: quando comincia e come riconoscerla

La dilatazione vera e propria che porterà al parto comincia nella fase finale del primo stadio del travaglio, ovvero durante la fase attiva. Si considera iniziata quando la dilatazione della cervice supera i 3 centimetri. Il passaggio dalla fase latente a quella attiva è accompagnato da:

  • contrazioni più forti, più vicine e regolari;
  • crampi alle gambe e senso di nausea;
  • rottura delle acque, se non si erano già rotte in precedenza;
  • aumento della pressione nella parte bassa della schiena e del ventre;
  • dilatazione della cervice oltre i 3 centimetri.

Non esiste una regola per stabilire quanto tempo occorrerà per arrivare alla dilatazione necessaria per il parto: la durata della fase attiva del travaglio può variare da donna a donna. In generale, possiamo dire che la velocità di dilatazione è inferiore a un centimetro all’ora. Nelle donne che stanno per partorire il primo figlio questa velocità è più bassa, in media è di 0,6 centimetri all’ora, con una durata della fase attiva del travaglio che può arrivare anche a 13 ore.

Dilatazione completa: cosa succede?

L’ultima parte della fase attiva è detta fase di transizione, ed è quella più dolorosa e intensa per la futura mamma. La dilatazione della cervice ha ormai quasi raggiunto i 10 centimetri e le contrazioni sono ancora più frequenti e dolorose (possono durare dai 60 ai 90 secondi). La transizione di solito dura dai 15 ai 60 minuti. In questa fase viene spontaneo spingere, ma è importante farlo solo quando la dilatazione è completa, per evitare di affaticarsi troppo.

A dilatazione completa, con la cervice completamente aperta, il bambino può attraversare il canale del parto. A questo punto resta una sola cosa da fare: spingere!

Articolo originale pubblicato il 11 maggio 2020

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