Contatto mamma-figlio: quando limtarlo - GravidanzaOnLine

“Mio figlio di 10 mesi cerca sempre il contatto con me: l’ho viziato troppo?”

Laura

chiede:

Buongiorno,sono una giovane mamma incerta sul comportamento del figlio di dieci mesi. Il mio bimbo è arrivato quando io avevo 19 anni, poco dopo essermi sposata e dopo un anno di tentativi. Fin da quando ho scoperto di essere incinta ho cercato di creare un legame speciale con mio figlio. Anche dopo il parto ho cercato di continuare, stando pelle a pelle ogni volta che potevo. Adesso però ho paura di sbagliare qualcosa.

Premetto che lo allatto ancora e sto sempre io a casa con lui in quanto non lavoro. A volte capita che per qualche motivo (se devo stendere il bucato, pulire la casa, stirare o lavare i piatti) debba lasciare mio figlio nel box o sul pavimento, ma ogni volta che mi allontano lui piange; se ne ha la possibilità invece, non ci pensa due volte e mi segue a gattoni ovunque vada, se poi non mi vede più urla disperato. Mia zia e mio marito dicono che l’ho viziato: io sinceramente però ho sempre cercato di dargli il contatto di cui aveva bisogno, perché secondo me era una sua esigenza più che un vizio. Secondo Lei, mio figlio è viziato? Come devo comportarmi? La ringrazio

Buongiorno, ha creato con suo figlio un legame esclusivo 24 su 24 ed è normale che, non appena si allontani, il piccolo esprima il suo bisogno piangendo. A partire dagli 8 mesi i bambini sono perfettamente in grado di distinguere i visi amici dagli estranei e lei rappresenta per il suo bambino un punto di riferimento importantissimo. Il consiglio che mi sento di darle è che, essendo lei molto giovane, dovrebbe cercare un lavoro perché è necessario che non si limiti solo a fare la mamma, ma si ritagli dei momenti come donna. Inoltre, per il bambino è sicuramente un valido ausilio la frequenza del nido, non solo per un distacco graduale da lei, ma soprattutto per interagire con i coetanei e altre figure adulte esterne alla famiglia. Un caro saluto.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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