Quando iniziano a gattonare i neonati?

Dolci, buffi ma sorprendentemente capaci di imparare a scoprire nuove abilità e conoscere lo spazio circostante; scopriamo come i bambini imparano a gattonare.

Il primo anno di vita di un bambino è quello che conosce il maggiore e più rapido insieme di cambiamenti sia fisici che psicologici, emotivi e sociali. Il bambino passa dallo stare quasi esclusivamente in posizione supina a riuscire a sollevare la testa, rotolare, mettersi seduto e stare in piedi e abbozzare i primi passi.

Parallelamente sempre in questi primi 12 mesi impara a utilizzare le mani per afferrare e spostare oggetti, a esprimersi (più che parlare) e farsi capire, passare da un’alimentazione esclusiva al seno a una complementare (lo svezzamento) e complessivamente a diventare più autonomo e indipendente.

Un passaggio importante di questo celere cambiamento è dato dal gattonamento, ovvero il muoversi carponi avanzando con mani e piedi. Ma quand’è che i neonati iniziano a gattonare? Cosa possono fare i genitori per stimolare l’acquisizione di questa competenza? Perché è così importante? E quando è il caso di preoccuparsi? Facciamo chiarezza.

Quando iniziano a gattonare i neonati?

I neonati iniziano a gattonare in un periodo temporale abbastanza ampio, che generalmente è quello tra il sesto e il nono mese. Non tutti i neonati iniziano nello stesso momento e quelli che cominciano più tardi non sono meno intelligenti o capaci degli altri; è semplicemente la conseguenza di uno sviluppo che non conosce scadenze fisse ma che è influenzato dal temperamento del bambino, dalle abitudini e dall’ambiente nel quale cresce.

Perché il neonato inizi a gattonare è necessario che abbia sperimentato, familiarizzato e acquisito altri movimenti che potremmo dire propedeutici a questo tipo di spostamento: il rotolamento, lo strisciamento e il dondolamento. Inizialmente, infatti, i neonati iniziano a girarsi su sé stessi passando dalla posizione supina a quella prona (e viceversa). Successivamente, quando ancora non è in grado di reggersi sulle braccia e sulle gambe, il neonato striscia utilizzando come appoggio prevalentemente le mani.

Quando riesce a mantenere una posizione carponi autonoma le prime volte tenderà a “dondolare”, oscillando avanti e indietro come se stesse per iniziare a gattonare, ma rimanendo di fatto nella stessa posizione.

Rotolare, strisciare e dondolare sono generalmente abilità che il neonato matura nei primi 6-7 mesi di vita, motivo per cui inizia a gattonare immediatamente dopo. Ciascuna fase ha per ogni bambino una durata diversa e non è raro che alcune durino anche molto poco giungendo rapidamente a quella successiva.

Inoltre il gattonare non è solamente una semplice abilità motoria di transizione in attesa dell’imparare a camminare in posizione eretta, ma è anche il risultato dell’acquisizione di importanti conquiste motorie. Perché il neonato inizia a gattonare, infatti, è necessario che acquisisca la capacità di mantenere autonomamente la posizione seduta, il cambiare di posizione e lo sviluppo di uno spostamento orizzontale funzionale. Questo tipo di movimento, infatti, è la prima vera e propria esplorazione nello spazio che il bambino svolge in maniera autonoma. Il piccolo inizia a rendersi sempre più conto della possibilità di essere lui a decidere dove andare, come muoversi e cosa fare e non essere semplicemente spostato da un posto all’altro.

Questo è possibile non solamente per lo sviluppo delle abilità motorie, ma anche quelle cognitive che vanno di pari passo con quelle fisiche. Tutto questo contribuisce all’apprendimento sensoriale e cognitivo del bambino che prosegue un processo di indipendenza che lo porterà sempre di più a cercare di fare da solo e interfacciarsi con il mondo circostante.

Come insegnare a gattonare

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Fonte: iStock

I genitori possono contribuire invogliando il bambino a muoversi creando spazi sicuri e occasioni per farlo. Uno dei metodi più efficaci è quello di giocare con il bambino e mettere un giocattolo fuori dalla sua portata invogliandolo a raggiungerlo. In realtà non si può fare molto per insegnargli a gattonare, ma si possono applicare accorgimenti perché il bambino sia invogliato a farlo seguendo i suoi istinti e possa provarci in totale sicurezza.

Vanno quindi tolti ostacoli ed elementi che possano disturbare i suoi movimenti, creando un ambiente piacevole per il bambino e alla sua portata. Giorno dopo giorno, anche se inizialmente in maniera impercettibile, il bambino si sentirà sicuro di poter sperimentare nuove abilità e nel giro di poche settimane il gattonare sarà la normalità e la sua forma di spostamento.

L’insegnamento a gattonare più che attivo nello spiegare come si muovono gli arti in maniera coordinata è volto a valorizzare la libertà di spostamento. Va quindi ridotto allo stretto necessario l’utilizzo di passeggini, seggioloni e cullette che ne limitano i movimenti e dare al neonato, sia in termini di spazi che di stimoli giocosi e di fiducia emotiva, tutta la libertà (anche temporale) di crescere e, quindi, anche imparare da solo a gattonare.

Tappeto per gattonare: è una buona idea?

Per creare quell’area gioco sicura e a misura di bambino utile per permettergli di iniziare a gattonare ci si può orientare verso l’acquisto di appositi tappetini. Ne esistono diverse tipologie non tutte valide allo scopo. I tappeti in tessuto, per esempio, sono più indicati per i primi mesi di vita, mentre per i bambini più grandi che devono iniziare a muoversi è preferibile quelli in gomma, in schiuma impermeabile e in materiali morbidi e antiscivolo, sia sulla superficie su cui si muoveranno i bambini che su quella a contatto con il pavimento.

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Tra le versioni di tappeti per gattonare è possibile orientarsi verso quelli a forma di puzzle (con numeri e lettere) ideali per personalizzare la superficie da coprire ed eventualmente anche semplici da trasportare. Esistono poi tappeti arrotolabili (come quelli per il fitness) comodissimi da rimuovere all’occorrenza, ma che tendono a perdere l’uniformità della superficie e quelli più rigidi ripiegabili su sé stessi che uniscono la comodità di trasporto al ridotto ingombro quando vengono chiusi.

L’altro elemento da tenere in considerazione è che questi tappeti siano colorati e quindi ottimi per stimolare la curiosità dei bambini e che siano semplici da pulire.

Articolo originale pubblicato il 16 agosto 2022

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