Anonimo

chiede:

Gentile Dottore, sono vicina alla data del parto, dato che sono nella 36^ settimana. Ho deciso di fare l’epidurale, anche se ho tanti dubbi e un po’ paura per le eventuali complicanze. Per esempio ho letto che tale anestesia rallenta la fase espulsiva e a volte si è costretti a ricorrere al forcipe per facilitare l’uscita del bambino, la cosa mi terrorizza un po’. Sarei, quindi, disposta a rinunciare all’epidurale pur di non far male al bambino. Potrebbe farmi capire come mai può succedere questo? La ringrazio anticipatamente per la sua risposta. Cordiali Saluti

Gentile Marisa, l’analgesia epidurale è considerata la tecnica più efficace non solo dalla scienza medica ma anche dal nostro Comitato Nazionale di Bioetica.
La decisione di praticare un parto strumentale, sia con forcipe che con ventosa, dipende dal ginecologo e non dall’analgesia. Comunque al parto strumentale in genere si ricorre per migliorare e non per peggiorare le condiziono del feto.
La durata della sua fase espulsiva dipenderà da lei, dalla posizione che assumerà, dalla sua capacità di spinta, dalle capacità professionali della sua ostetrica e del suo ginecologo e non dall’analgesia. Il pregiudizio che l’epidurale posa provocare un allungamento del travaglio nasce dal fatto che in alcuni ospedali viene richiesta più frequentemente o addirittura esclusivamente da partorienti che hanno travagli più lunghi e difficili (e quindi più dolorosi). È quindi il travaglio più lungo che induce la donna a richiedere un’epidurale e non l’epidurale che “allunga” il travaglio. Tenga presente che a seconda dell’Ospedale dove andrà a partorire potrà trovare metodiche e organizzazioni diverse, per cui le consiglio di confrontarsi anche, e soprattutto, con i colleghi dell’ospedale dove partorirà. Cordiali saluti

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Anestesista