"Come si potrebbe descrivere il dolore del parto?"

Anonimo

chiede:

Salve dottoressa, premetto di essere un ragazzo. In questi giorni ho avuto delle conversazioni con alcune persone riguardo il dolore del parto naturale e, in particolare, sui risultati di un esperimento che mostravano come il dolore di un calcio sui genitali maschili provochi un dolore di egual misura a quella del parto.

A fine discussione siamo rimasti tutti della stessa idea, perciò vorrei saperne di più sull’argomento e avere chiarimenti sia su cosa accade a livello biologico, sia sul tipo di dolore (come si presenta, in che modo) e se fosse possibile rispondere alla domanda: in che modo il dolore del parto può essere comparabile al colpo nei genitali? La ringrazio per l’attenzione.

Buongiorno. La sua riflessione è molto interessante. Mi è capitato di leggere di esperimenti simili, come quello in cui vengono applicati elettrodi sull’addome di uomini per simulare l’intensità del dolore provocato dalle contrazioni di travaglio.

Su questo argomento sarebbe necessario aprire una discussione molto ampia, di certo non mi sarà possibile rispondere in modo esaustivo in queste poche righe. Però mi sento di fare notare quale sia, a mio parere, un grande errore di fondo di questi esperimenti. In queste occasioni la sensazione dolorifica viene estrapolata dal contesto fisico, ormonale, emotivo e spirituale, in cui essa avviene. Il dolore del parto ha delle caratteristiche che lo rendono unico, non comparabile a nessun altro tipo di dolore.

Le dinamiche ambientali, dal punto di vista fisico ed emotivo, in cui esso viene vissuto influiscono in modo preponderante sulla percezione che una donna avrà del dolore. La natura prevede che se una donna si sente sicura, protetta, in controllo, rispettata e libera di esprimere la propria potenza, allora a ogni contrazione seguirà un rilascio di endorfine tale da rendere meno dolorosa e più piacevole (sì, ho scritto proprio “piacevole”) la contrazione successiva, e la sua percezione spazio temporale verrà alterata, portandola in una dimensione fuori dallo spazio e dal tempo. Non è fantastico, quello che il corpo di una donna può fare?

Il travaglio è il risultato di un cocktail di ormoni così magistralmente studiato che ridurlo a un semplice susseguirsi di stimoli dolorifici è davvero un disonore. Che ne è della dimensione emotiva del travaglio, del suo significato, della sua dimensione spirituale? No, per fortuna la natura prevede che il dolore del parto sia completamente diverso da quello generato da un calcio nei genitali o da una colica renale. Minore o maggiore? Profondamente diverso.

La ringrazio per la sua domanda e la invito a continuare ad informarsi sull’argomento (magari può iniziare dai libri dell’ostetrica Verena Schmid), perché è davvero di vitale importanza per tutti noi, donne e uomini.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

Fai la tua domanda Tutte le domande
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...

Specializzazione

  • Ostetrica

Categorie