Anonimo

chiede:

Buongiorno, sono incinta (ma ancora ai primi mesi) e ho sentito nominare la tecnica PCEA riguardo l’anestesia epidurale. Volevo sapere in cosa consiste e se fosse praticata anche durante il parto naturale. È possibile richiederla in tutti gli ospedali?

Buongiorno signora, la modalità PCEA (analgesia epidurale controllata dalla paziente) consiste nell’autosomministrazione di anestetici locali da parte della paziente durante il travaglio. Inizialmente, l’anestesista prescrive un’infusione continua di anestetici locali, alla concentrazione opportuna, per via epidurale per ottenere un rilascio costante di farmaco. Alla riacutizzazione dolorosa, variabile nelle diverse fasi del travaglio, la paziente può valutare o meno di ricorrere all’aiuto della dose aggiuntiva di anestetico, premendo il pulsante della PCEA. Il dispositivo PCEA è impostato con una dose limite e un numero di autosomministrazioni definito in modo da non incorrere nel rischio di sovradosaggio. La PCEA è efficace sul sollievo dal dolore, è di facile impiego, rende soddisfatte le future madri. Anche il personale medico e ostetrico lo considera un valido supporto. Tuttavia, non tutte le sale parto sono provviste di PCEA.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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Specializzazione

  • Anestesista

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