Anonimo

chiede:

Gentile dottoressa, sono una donna di 39 anni mamma di un bimbo di 3 anni 1/2 e in attesa di un secondo bimbo (
15a settimana). Quando è nato il mio primo figlio, 3,800 kg con parto naturale mi è stato diagnosticato un prolasso dell’utero di 2 grado e mi è stato detto che con il tempo sarebbe potuto tornare a suo posto… invece niente di tutto ciò… questa seconda gravidanza è iniziata con un distacco di 2 cm curato con progefikk ovuli, buscopan e tanto riposo. Adesso va molto meglio, il distacco si è rimarginato, ma il problema adesso è questo prolasso che non mi fa stare tranquilla, sempre con il timore che si possa abbassare sempre di più… il mio ginecologo mi ha detto di non fare sforzi (mi ha concesso solo di poter cucinare) e per precauzioni mi ha dato vasosuprina cpr 2 volte al giorno e mag 2 1 volta al giorno… la mia domanda è se devo proseguire la gravidanza fino al 9 mese così, oppure se c’è una speranza che con la crescita dell’utero si possa rialzare questo prolasso e godermi senza timori la mia gravidanza fino alla fine? Sono consapevole che in futuro dovrò affrontare l’intervento per riportarlo al suo posto. Grazie d’anticipo.

Redazione

Redazione

risponde:

Buongiorno,
vorrei anzitutto cercare di rassicurarla asserendo che il “distacco” che ha descritto corrisponde ad un evento legato alla placenta e potrebbe quindi non avere alcuna corrispondenza con il prolasso uterino e la cui unica “cura” consiste nel riposo, evitare sforzi e idratarsi molto (almeno due litri di acqua al giorno, che può eventualmente sostituire con tisane o altro di naturale) per mantenere libero l’intestino. Certamente, sussistendo la situazione di prolasso, la gravidanza dovrà essere vissuta nella maggior tranquillità possibile, quindi ascolti tutto ciò che il suo ginecologo Le dirà e cerchi, per quanto possibile, di non prendere in braccio il suo primo bimbo che la porterebbe a compiere sforzi eccessivi!
Buona fortuna per tutto e ci faccia sapere!

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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  • Ostetrica