Anonimo

chiede:

Cara dottoressa, ho letto la sua risposta a un papà preoccupato perché il bambino fa i capricci solo quando in casa c’è la mamma, e mi trovo nella stessa situazione ma con qualche dubbio in più: mio figlio ha un anno e due mesi, non sta mai fermo praticamente da quando è nato, e quando arrivo io in casa sembra sovreccitarsi ulteriormente.

Riconosco i segni del bisogno di ricaricarsi emotivamente, ma non so come soddisfarli perché lui non si fa abbracciare per più di due secondi – anche prima di essere messo a letto non sempre si accoccola in braccio, spesso scalcia pure mentre prende sonno – e io vorrei stringerlo, contenerlo, trasmettergli quella ricarica emotiva di cui lei parla, e non posso farlo perché è già scappato via.

In più questo suo sfuggire agli abbracci, o venire a cercarmi per salirmi sopra se magari sono sul divano, salvo poi divincolarsi, o fare mosse brusche che spesso finiscono in incidenti tipo testate sul labbro (mio) o testate contro un mobile (sue), mi crea in quei momenti uno stato di ansia che mi fa sentire incapace di dargli proprio quello di cui invece avrebbe bisogno, calma e contenimento. Mi dia un consiglio, la prego!

Grazie mille per avermi scritto. Dalla sua descrizione ci sono diverse informazioni che potremmo prendere in considerazione per osservare insieme quanto accade. Mi fa piacere che abbia recepito come segnale il desiderio del bambino di volersi ricaricare emotivamente. Dunque tenga pure in considerazione quanto detto nel caso precedente.

Teniamo a mente che i bambini dai 18 mesi fino ai 6/7 anni vivono un’esperienza di gioco chiamata sensomotoria: ciò che muove questa modalità di gioco è proprio il piacere fisico ed emotivo procurato dal movimento. E poichè il movimento produce piacere, il bambino lo ricerca in modo costante. Può essere gioco movimento sulla scoperta di se stesso (dondolare, saltare, correre, equilibri…) oppure gioco movimento rivolto all’esterno per conoscere lo spazio, gli oggetti, le persone, come mi sembra il suo caso. Questa modalità di gioco prevede delle vere e proprie brusche rotture toniche, dunque posso immaginare il risvolto che si verifica tra voi durante il gioco. Tutto ciò fa parte dello sviluppo del bambino e della sua esperienza di se stesso. Tutto normalissimo.

Leggo inoltre che il comportamento del bambino si attiva al suo rientro a casa, e questo è un altro dato importante da considerare: immagino sia un rientro pomeridiano/serale, momento della giornata in cui i bambini sono particolarmente stanchi, magari hanno fame perchè si avvicina l’ora di cena o hanno sonno perchè si avvicina la messa a letto – ipotizzo non avendo tutti i dati -; è possibile dunque che ci sia in circolo un po’ di cortisolo (ormone dello stress), fisiologico. Questo porta i bambini ad attivarsi come piccole dinamiti: la stanchezza genera stanchezza quasi adrenalinica, questo il possibile motivo dello scalciare a letto. Il contenimento è indispensabile.

Dunque che fare? Innanzitutto va bene assolutamente favorire il gioco sensomotorio: è importante creare un ambiente adeguato all’esperienza e fare un bel respirone per renderci più tranquilli e consapevoli e accogliamo in positivo questa corporeità. Se si tratta di orario serale però è necessario dare a questo gioco un inizio e una fine che preveda, quest’ultima, un’attività più tranquilla (lettura di un libro, bagnetto, manipolazione, coccole…). Se il bambino non è amante della coccola corporea ovviamente non va forzato, esistono altri modi per stare vicino.

Importante una messa a letto ad orario consono per l’età del bambino. Ci vorrà tempo affinchè il bambino interiorizzi la routine ma tutto è possibile. Qualora volesse approfondire più nello specifico determinate dinamiche mi contatti pure per una consulenza: trova il link al mio sito sul mio profilo su GravidanzaOnLine.

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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