Errore commercialista nel monte ferie subito dopo la maternità

Buongiorno Dott.ssa Roberta Todeschini, il mio non è un problema di maternità, ma successivo,
infatti dopo il mio rientro dalla maternità lo studio del commercialista
della mia ditta ha fatto un errore e dal gennaio 2006 invece di 20 giorni
di ferie hanno iniziato a marcarmene 26, come ditta abbiamo il contratto
metalmeccanici per PMI, praticamente per l'anno 2006 l'errore non
sussisterebbe in quanto avevo maturato quei 6 giorni in più durante la
maternità (obbligatoria facoltativa), ma dal 2007 in poi hanno continuato
a marcare 26 giorni al posto di 20!!! Quindi avrei goduto di 12 giorni di
ferie in più rispetto ai miei colleghi/soci!!!! Attualmente sono 9 anni
che lavoro presso questa azienda e dal 2002 sono diventata socia. Secondo
lo studio del commercialista a questo punto per rientrare in regola dovrei
restituire nel tempo i 12 giorni di ferie!!!! Per esempio restituendo 2
giorni l'anno e andare avanti così per 6 anni!!! Quello che chiedo è
questo: io sono un chimico industriale e non un commercialista, e i miei
colleghi/soci sono periti chimici, e poi abbiamo 2 dipendenti e proprio
per questo abbiamo un commercialista che si occupa di tutta la parte
burocratica relativa alle sue competenze! Visto che l'errore è stato il
loro non sono loro a doverne rispondere? Sono sincera che sì avrei dovuto
magari controllare i conteggi ma mi sono fidata del loro lavoro, e la
fiducia riposta ora mi fa togliere 12 giorni di ferie!!! Anche se diluiti
nel corso degli anni ma per un loro errore!!! In più in questi ultimi 4
anni mia mamma si è ammalata molto giovane ed è mancata lo scorso marzo,
per cui tra i bambini e mia mamma, essendo tra l'altro figlia unica, non
mi sono mai posta il problema, mi fidavo e partivo dal maturato e
scalavo! Ho 2 figli piccoli e per me 2 giorni l'anno sono
fondamentali!!!! Ma la cosa che mi rode di più è il discorso di correttezza
e giustizia, se io sbaglio qualcosa nel mio lavoro ne rispondo io, non il
mio cliente, un mio collega o altri e devo assumermene le
responsabilità. Non vale lo stesso per loro? Come possono pretendere che "io
paghi" per un loro errore? Ce ne siamo accorti dalle ultime 2 buste paga
che c'era qualcosa che non andava, infatti, senza avvisarci, sono passati
a marcare le ferie in busta paga da giorni a ore e a quel punto abbiamo
notato le irregolarità, e ci trovavamo dei conteggi assurdi!!!!!! Abbiamo
prontamente comunicato il tutto al commercialista che si è scusato
addebitando gli errori al programma sul PC!!!! Gli errori ci sono stati
non solo nel mio caso ma anche nel caso dei miei colleghi/soci e dei 2
dipendenti, così abbiamo fatto il punto della situazione tra di noi per
capirci qualcosa, ma il "contenzioso ferie" più grosso risulterebbe il
mio! Le chiedo gentilmente un parere poiché non mi sembra corretto che sia
io a dover rispondere di un errore commesso da altri, mi sembra
un'ingiustizia! Gradirei gentilmente sapere quali sono i miei
diritti/doveri e come posso muovermi. Devo rivolgermi al sindacato? E se
sì, in che modo, in base alla sua esperienza e professionalità, potrebbe
risolversi la situazione? La ringrazio in anticipo per l'attenzione e resto
in attesa di una sua cordiale risposta.

Gent.le Sig.ra,
premetto che il quesito non è chiaro, ma penso di aver capito che il Suo commercialista ha indicato nei cedolini paga (ora Libro Unico del Lavoro) una maturazione annuale pari a 26 giorni e non pari a 20 giorni.
Se la mia interpretazione è corretta, non vedo, sinceramente, la sussistenza del problema in quanto sarebbe semplicemente necessario correggere il monte ore in ogni anagrafica dipendente del programma paghe in uso presso lo Studio, in modo da riportare il totale all'ammontare corretto.
Se invece Le sono stati scalati dei giorni in più di ferie (come ferie godute, pertanto), allora il problema si pone in altri termini in quanto, in questo caso e a differenza di quanto sopra, viene intaccato non solo il monte ore residuo ma c'è un problema di monetizzazione delle ferie godute indicate per errore.
Sarebbe pertanto utile che Lei mi spiegasse meglio la natura del problema per poterLe dare una risposta precisa.
Per quanto riguarda l'operato del Suo commercialista, non sono nella posizione né di giudicare un collega né di valutare la correttezza del Suo operato in quanto, per l'appunto, mancano requisiti sostanziali per risponderLe.
Resto a disposizione per fornirLe ulteriori delucidazioni qualora Lei volesse formulare il quesito in maniera più chiara.
Cordiali saluti.