Buongiorno avvocato, Le scrivo per avere chiarimenti in merito alla mia situazione. Sono al terzo mese di gravidanza, e sono infermiera presso un ospedale pubblico. La mia azienda, appreso della gravidanza, ha provveduto al mio ricollocamento in quanto svolgo un lavoro considerato a rischio.
Tuttavia per me rimane un problema importante, cioè la distanza da casa al luogo di lavoro. Si tratta di 160 km tra andata e ritorno per un totale complessivo di 3 ore di auto al giorno, con percorso di strade dissestate di collina. Il sindacato mi ha informato della possibilità di avere riconosciuta maternità anticipata per questa mia condizione, facendo domanda all’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Così ho fatto, ma ho ricevuto diniego della domanda. Mi hanno risposto che sebbene esista una direttiva europea che regolamenta questa situazione, il D.lgs 151/2001 non annovera il percorso da e verso il lavoro come causa di anticipata.
Mi hanno quindi detto che l’unico modo sarebbe quello di ottenere un certificato di gravidanza a rischio dal mio ginecologo. Il ginecologo sostiene invece che ciò non sia di sua competenza, e che quindi non può rilasciarmi il certificato. La mia domanda è quindi se esista una forma di tutela per la mia situazione e se sì in quale modo sia possibile beneficiarne. La ringrazio.