Il bambino e il sole
L’esposizione al sole ha effetti benefici per la produzione di vitamina D ma può essere nociva e deve quindi seguire alcune regole, soprattutto nel primo anno di vita, in cui la pelle del bambino è molto delicata e particolarmente sensibile alla disidratazione. Una buona protezione dal sole durante l’infanzia costituisce una ottima forma di prevenzione contro i tumori della pelle nell’età adulta che sono strettamente associati con l’esposizione solare intensa ed intermittente durante l’infanzia e l’adolescenza. Il rischio è collegato alla durata di esposizione a pelle scoperta e alle scottature solari subite.
I raggi del sole si dividono infatti in ultravioletti (UV-A ed UV-B) ed in infrarossi. I primi stimolano la produzione di un pigmento colorato contenuto nella pelle, la melanina, in grado di scurire la cute. Gli ultravioletti di tipo A (UV-A) che, raggiungendo lo strato più profondo della pelle, il derma, sono in grado di abbronzarci mentre gli ultravioletti di tipo B (UV-B) si fermano negli strati più superficiali, provocando la dilatazione dei capillari e, alla lunga, determinando arrossamenti ed irritazioni della cute. I raggi infrarossi invece scaldano la pelle senza abbronzarla e, amplificando l’azione dei raggi ultravioletti di tipo B, aumentano la possibilità di scottature ed eritemi.
In montagna i raggi del sole sono meno filtrati che al mare, il pericolo di scottature aumenta e quindi la pelle va protetta con attenzione ancora maggiore! Attenzione alle giornate nuvolose perché i raggi ultravioletti (soprattutto UV-B) filtrano anche attraverso le nuvole e non solo abbronzano poco, ma è più facile che provochino scottature. Rammentare che i filtri solari perdono le loro proprietà con il passare del tempo e quindi non andrebbero riutilizzati se avanzati dall’anno precedente.
Ricordatevi di usare quindi creme a solari per i vostri bambini e per voi. Utilizzate inoltre occhiali con filtri solari per proteggere gli occhi dal riverbero della luce.
Rispondo ad alcune domande che vengono frequentemente poste per quanto riguarda la montagna:
"Con un lattante di pochi mesi, fino a che quota si può arrivare?"
In un lattante sano, non sono previsti limiti di altitudine se non quelli derivanti dal buon senso, considerando comunque che una quota di 1200-1500 mt.slm.sia da considerarsi come ottimale per la residenza; il raggiungimento di tale altitudine, partendo da una città marina come la nostra può essere fatto con una breve sosta prudenziale a livello intermedio, giusto per allattare il piccolo, questo logicamente se le condizioni metereologiche non consiglino invece di raggiungere la meta più rapidamente. Arrivati a destinazione è consigliabile di rimanere a tale quota per 2 o 3 giorni e successivamente salire un poco, evitando le funivie e considerando che oltre i 1800 mt. slm. cessa la vegetazione e quindi sia l'insolazione che il riverbero delle neve può creare dei notevoli disagi.
"È vero che alcuni bambini piccoli in montagna dormono male?"
Assolutamente no, anzi in genere qualche piccolo problema di comportamento anche notturno tende a migliorare per una situazione di maggior tranquillità e rilassatezza della famiglia che si ritrova in vacanza, unita e con forse meno stress rispetto alla comune vita lavorativa in città. Raramente invece il lattante tende ad essere più irrequieto e di questo i genitori tendono a colpevolizzare "l'aria di montagna": invece può essere dovuto al cambiamento di punti di riferimento (il lettino, la stanza, i giochi...) per cui consigliamo per il possibile di ricreare quei "riti dell'addormentamento" che consoleranno il bambino il quale può essere considerato "un abitudinario" per definizione.
"Come deve essere il vestiario?"
Non abbiate paura del freddo. fidatevi del vostro buon senso; considerate comunque che il lattante deve essere ben coperto, preferite spostarvi con il marsupio che è un mezzo comodo per voi e consente di trasmettere al bambino parte del vostro calore. Se siete sulla neve cercate di usare un cappellino con una tesa o addirittura gli occhialini da sole per evitare danni agli occhi da riverbero solare.Ovviamente usate una crema solare per le parti esposte.
