Ritenzione idrica e gonfiore in gravidanza: cause e rimedi

Per molti aspetti la ritenzione idrica e il gonfiore agli arti inferiori è normale in gravidanza; scopriamo perchè e come alleviare questo fastidio.

Il senso di gonfiore è uno dei cambiamenti tipici che le donne sperimentano durante la gravidanza. Le cause sono diverse e tra queste non va trascurata la ritenzione idrica.

Per capire questo fenomeno è necessario ricordare come l’organismo umano sia composto prevalentemente di acqua e di liquidi. La presenza e la produzione di liquidi è necessaria per il funzionamento dell’organismo, ma in alcuni casi il corpo ne trattiene una quantità eccessiva che provoca il tipico gonfiore.

Gonfiore e ritenzione idrica in gravidanza: le cause

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Fonte iStock

Generalmente la ritenzione idrica è localizzata ad alcune aree del corpo, specialmente gli arti inferiori. Questo per una semplice questione di forza di gravità per cui il sangue e i liquidi tendono ad accumularsi nelle vene delle gambe e a fare più fatica a raggiungere il cuore.

Il gonfiore alle gambe, alle caviglie, ai piedi e alle dita (chiamato edema) è piuttosto fisiologico durante la gravidanza e si accentua prevalentemente verso la fine della giornata e nell’ultimo trimestre di gestazione.

La causa principale è da individuare nell’aumento del 50% della produzione di liquidi e del flusso sanguigno proprio per consentire lo sviluppo del feto. L’aumento dei liquidi, infatti, consente al corpo femminile di avere quell’elasticità tale da consentire l’espansione dei tessuti per ospitare il feto che con il passare delle settimane andrà aumentando di dimensioni e peso. Non a caso l’aumento di liquidi rappresenta il 25% circa del peso che una donna prende durante la gravidanza.

Il gonfiore in gravidanza dovuto dalla ritenzione idrica è comune durante tutta la gravidanza, ma è maggiore verso la fine proprio per l’aumento maggiore del volume dell’utero che raggiunge il suo peso massimo. L’aumento di peso e delle dimensioni dell’utero (così come quello degli organi interni), infatti, determina una compressione di parte delle vene determinando una riduzione del ritorno venoso del flusso sanguigno. L’aumento di peso, inoltre, è legato a una crescita del tessuto adiposo responsabile della ritenzione idrica.

Inoltre il trascorrere molto tempo in piedi può aggravare la condizione; è per questo, infatti, che il gonfiore alle gambe e ai piedi è maggiore verso la fine della giornata. Altri fattori che incidono sulla ritenzione idrica e il gonfiore degli arti inferiori in gravidanza sono il caldo, la stanchezza quotidiana, una dieta a basso contenuto di potassio e un’alimentazione che provoca un’assunzione eccessiva di sodio e caffeina.

Vanno considerati anche i cambiamenti ormonali tipici della gravidanza: l’aumento dei livelli di estrogeno, progesterone e prolattina modifica l’equilibrio idro-elettrolitico dell’organismo. Anche una certa predisposizione genetica e un prolungato stato di inattività possono contribuire alla formazione della ritenzione idrica responsabile del gonfiore agli arti inferiori in gravidanza.

Quando preoccuparsi per il gonfiore eccessivo?

Di per sé la ritenzione idrica non è pericolosa né per il bambino né per la donna, nonostante per quest’ultima possa risultare abbastanza fastidiosa (tanto da provocare pesantezza, dolori e crampi notturni). Allo stesso tempo è una condizione da non sottovalutare in quanto in alcuni casi può essere il segnare di una condizione estremamente pericolosa.

Un aumento improvviso del gonfiore può rappresentare il sintomo di una preeclampsia, di una trombosi venosa profonda o di una cardiomiopatia peripartum, tutte condizioni da monitorare tempestivamente per evitare che peggiorino provocando serissimi problemi di salute sia per la donna che per il feto.

Anche l’aumento della pressione sanguigna (uguale o superiore a 140/90 mmHg), il gonfiore localizzato a una sola gamba o alle mani e al volto, un dolore nella zona del torace, le alterazioni della vista, le difficoltà respiratorie, tremori, convulsioni e uno stato confusionale sono segnali che richiedono di rivolgersi immediatamente al pronto soccorso per ridurre al minimo i gravi rischi legati a queste condizioni.

Esercizi e rimedi per la ritenzione idrica in gravidanza

Come abbiamo visto la ritenzione idrica è fisiologica in gravidanza e per molti aspetti inevitabile, ma è possibile ridurne l’incidenza e, soprattutto, i fastidi a essa associati.

Rimedi

Tra i principali rimedi per alleviare le conseguenze della ritenzione idrica in gravidanza c’è l’evitare di trascorrere troppe ore in piedi. Allo stesso tempo è utile, quando si è a casa, riposarsi tenendo i piedi sollevati. Si rivela utile anche l’applicazione di impacchi freddi sulle gambe e l’attenzione all’abbigliamento, indossando scarpe comode e calze elastiche compressive.

Esercizi

L’inattività fisica non è mai sana per l’organismo e nonostante i condizionamenti della gravidanza è importante riuscire a mantenersi attive, anche per contrastare il fenomeno della ritenzione idrica. Per alleviare i fastidi e migliorare lo stato di forma generale è utile praticare nuoto o dedicarsi a delle regolari camminate.

Si rivelano utilissimi anche gli esercizi specifici per i piedi (piegamento, rotazione e allungamento) e i massaggi localizzati nella zona dei piedi e delle gambe utilizzando anche creme idratanti e oli capaci di alleviare la sensazione di gonfiore e migliorare la circolazione.

Alimentazione

Un aspetto fondamentale è quello dell’alimentazione; così come essa incide sullo sviluppo della ritenzione idrica, seguire una dieta corretta aiuta a ridurne l’intensità. È necessario bere acqua per mantenersi idratati e ridurre la ritenzione di liquidi e seguire un’alimentazione che eviti gli eccessi di sale e di caffeina, così come di bevande gassate e zuccherate.

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