Rischi di una gravidanza con utero bicorne bicolle

Paola da Udine

Gentile dottore,
Le scrivo perché avrei bisogno del suo autorevole parere medico per poter prendere una decisione per me molto difficile.
Sono una donna di 42 anni con una diagnosi di utero bicorne bicolle con setto vaginale incompleto che si estende per i 2/3 interni. La diagnosi è stata fatta tramite ecografia del 7/12/15 da cui risulta utero destro 80x35 mm omogeneo, endometrio regolare 5,5 mm e utero di sinistra 87x32 mm omogeneo, endometrio 7 mm. Ovaio dx 25x20 mm, con follicolo 17 mm e ovaio di sx 25x17 mm, normale.
In data 2/3/16 mi sono sottoposta ad un intervento per la rimozione del setto vaginale, in isteroscopia operativa e diagnostica che ha evidenziato un utero bicorne bicolle con polipo sulla parete mediale della cavità destra e un emiutero sinistro normale. Il chirurgo ha eseguito anche polipectomia con esame istologico.
Dopo anni di inutili tentativi alla ricerca di una gravidanza, vorrei tentare la strada della fivet, ma ho molte paure riguardo ad eventuali PROBLEMI DI SALUTE GRAVI CHE POTREBBERO COINVOLGERE IL NASCITURO.
Il mio ginecologo ha parlato di rischio di parto prematuro, specificando che le conseguenze sarebbero molto negative in caso di parto prematuro possibile già dalla 23-25 settimana (ritardo mentale GRAVE, deficit motori ecc.), ma non ha aggiunto altro perché non ha mai avuto pazienti con la mia patologia.
La domanda che Le pongo è questa:
1) ritiene che con la mia patologia sia troppo rischiosa per tentare di avere un bambino? Dovrei forse rinunciare all’idea per non correre il rischio di avere un bambino malato, magari GRAVEMENTE? Non vorrei mai, soltanto per un mio desiderio, rovinare la vita ad un bambino innocente! Non potrei più vivere con questo senso di colpa!
Per poter prendere una decisione mi piacerebbe inoltre capire:
2) se ci sono esami che potrei fare per verificare l’elasticità dell’utero, per poter ipotizzare come andrà la gravidanza…
3) in termini di percentuali, il rischio di parto prematuro di quanto è aumentato nel mio caso, rispetto a donne con utero normale? A partire da quale settimana? Quante probabilità avrei di avere un bimbo malato e quante di poter avere un bimbo sano?
4) Ha mai avuto qualche paziente con la mia patologia? Come sono andate le gravidanze?
5) Il riposo assoluto e l’assunzione di farmaci durante tutta la gravidanza potrebbe ridurre di molto o eliminare il rischio di parto prematuro?
Le chiedo scusa per le troppe domande, ma non so veramente come fare per prendere una decisione. Resto in attesa di una Sua cortese risposta e La ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti

Gentile Paola,
per esprimere un parere a riguardo della possibilità che l’utero possa sostenere una gravidanza, ci si basa in buona percentuale sulla morfologia ecografica e nel suo caso mi sembra che i valori degli emiuteri siano in ogni caso soddisfacenti.
Nella mia esperienza molte persone che hanno avuto una gravidanza in condizioni simili alle sue, l’hanno normalmente portata a termine. Indubbiamente può esistere un aumentato rischio di aborto precoce o di parto prematuro, però tutto sommato si tratta di rischi sostanzialmente contenuti o accettabili anche se variabili da caso a caso.
Il riposo a letto assoluto in caso di gravidanza oramai non viene quasi più prescritto se non in casi particolari. Ovviamente uno stile di vita sereno e tranquillo è fortemente consigliabile.
Potrebbero anche essere utili farmaci come per es. progesterone, per ridurre almeno teoricamente la percentuale di aborto.
Un saluto