Le future generazioni riscoprono i valori!

Le future generazioni riscoprono i valori!

In base ad una ricerca svolta dall’Eurispes, in collaborazione con Telefono Azzurro, è emersa una realtà forse non a tutti nota. Nel nuovo millennio i bambini italiani sono tutti casa e famiglia. Uno su due ritiene il proprio nucleo familiare il bene più prezioso che possiede, il 64,7% non esce da casa per giocare, il 73,8% è soddisfatto della casa dove vive e non vuole cambiarla e addirittura il 73,3% non cambierebbe proprio nulla della propria vita.

Dunque, secondo il Rapporto Nazionale sulla condizione dell’infanzia i bambini di casa nostra sono un po’ conservatori e un po’ cocchi di mamma. Nella graduatoria delle preferenze, dopo i genitori che sono ritenuti la cosa più preziosa dal 51,3% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni, ci sono gli oggetti materiali (giocattoli, vestiti, computer) ritenuti preziosi dal 16,7% dei ragazzi; i valori (11,2%); gli animali (6,7%); i giochi (5,4%); gli amici (3%).

Questa importanza marginale degli amici è forse spiegata, dalla scarsa possibilità di incontro e socializzazione che attualmente offrono le città italiane grandi e piccole. Sono proprio i genitori le persone con cui trascorrono più tempo i bambini. Quelli di 11 anni hanno dichiarato infatti nel 45% dei casi di passare molto tempo con papà e mamma. Per quanto riguarda il tempo dedicato al gioco, i bambini delle elementari lo impiegano per lo più a giocare in casa (64,7%), meno dagli amici, in cortile, ai giardini e solo il 17% sceglie ancora la strada per giocare. Nel complesso il tempo libero si passa di più tra quattro mura, quelle di casa (62,9%) o quelle di luoghi chiusi ed organizzati (10,7%).

Dentro casa poi i bambini sono schiavi della tv. Circa un bambino su due la guarda 2 0 3 ore al giorno, ma c’è anche un allarmante 7,9% che sta davanti al piccolo schermo più di 5 ore al giorno. Questa casa dove si vive, si gioca e si passa la maggior parte del tempo libero piace poi ai bambini italiani. Il 73,8% non desidera cambiarla, mentre solo il 25,8% si dichiara disponibile ad andare a vivere in un’altra abitazione.