Ricky Martin desidera il quinto figlio: "Due embrioni mi stanno aspettando"

Il desiderio di paternità della star latina Ricky Martin e la maternità surrogata. La voglia di diventare genitore per la quinta volta: "Voglio allargare la famiglia, ho ancora due embrioni che mi stanno aspettando".

Il desiderio più grande di Ricky Martin? Diventare padre per la quinta volta. Questo, quello che il cantante portoricano vorrebbe ora. Ricky, già papà di altri 4 figli, ha espresso da poco la sua voglia di paternità.

La star latina, sposato dal 2018 con l’artista siriano Jwan Yosef, ha accolto solo lo scorso anno il suo quarto figlio, ma ha ribadito sin da subito di avere in mente di allargare la sua splendida famiglia ancora di più. La maternità surrogata è la scelta giusta per la coppia di sposi e Ricky Martin ha confessato che: ” Due embrioni mi stanno aspettando!”.

Ricky Martin di nuovo papà: è nato Renn, il suo quarto figlio

Ricky Martin e la voglia di paternità

Ricky Martin è già padre di quattro figli avuti da madre surrogata: i gemelli  Matteo e Valentino di 12 anni, la piccola Lucia di 2 anni e l’ultimo nato Renn, nato nell’ottobre del 2019. Ora il cantante, parrebbe volere un quinto figlio.

La rivelazione è trapelata da un’intervista che la star ha rilasciato a ET (Entertainment Tonight) durante la quale ha confessato:

La gente pensa che io sia un pazzo ma amo le grandi famiglie. Ho un paio di embrioni che mi stanno aspettando. Non so, vedremo. Jwan sta impazzendo, non diteglielo.

Durante l’intervista, Martin ha dichiarato come i suoi quattro figli siano una fonte d’amore inestimabile per lui e la sua famiglia:

Sono dei ragazzi davvero intelligenti. Vanno molto bene a scuola considerando il periodo che stiamo attraversando. Hanno una bellissima sorellina e un bellissimo fratellino e sono molto protettivi con loro.

La maternità surrogata: una scelta che migliora la vita

Oggigiorno sempre più persone single o coppie che hanno difficoltà a concepire scelgono la maternità surrogata. Ma cose’è e come avviene?

Quando parliamo di maternità surrogata o madre surrogata ci riferiamo a una donna che ha deciso di intraprendere e portare a termine una gravidanza per conto di terze persone che, per un qualsiasi motivo, non sono in grado di concepire o avere figli.

Sono migliaia le persone che ogni anno si rivolgono alla maternità surrogata per realizzare il sogno di diventare genitori. È il caso di Ricky Martin e del marito Jwan Yosef che, con la maternità surrogata, hanno potuto vivere il senso di genitorialità che molte donne e uomini desiderano.

Ovviamente, fra la madre surrogata e la coppia o il singolo che richiede la surrogazione è presente un accordo sancito da un contratto di surrogazione gestazionale.

Di solito, la madre surrogata non è la madre biologica del bambino che nascerà, poiché, quando possibile, si utilizzano i gameti (ovociti e spermatozoi) della coppia richiedente la surrogazione. Bisogna distinguere due tipi di maternità surrogata:

  1. maternità surrogata tradizionale: prevede l’inseminazione naturale artificiale della madre surrogata. Quindi, l’ovulo che darà origine all’embrione apparterrà a quest’ultima, mentre gli spermatozoi possono provenire dal genitore designato, così come da un donatore;
  2. maternità surrogata gestazionale: in questo secondo caso, invece, la madre surrogata non è correlata geneticamente al bambino poiché si utilizzano i gameti maschili e/o femminili degli aspiranti genitori. Si effettua, in tal senso, la fecondazione in vitro.

Congelamento degli embrioni: la tecnica di procreazione assistita più usata

Dalla prima procedura andata a buon fine – parliamo del 1983 – ad oggi, il congelamento degli embrioni (in gergo medico crioconservazione) è diventata una delle tecniche di procreazione assistita più utilizzata.

Con questo metodo, è possibile conservare embrioni non utilizzati per un periodo di tempo molto lungo, pressoché infinito.

A oggi, il congelamento degli embrioni è diventata una tappa importantissima nei programmi di procreazione medicalmente assistita. Inoltre, il congelamento degli embrioni non è associato, come si poteva supporre fino a pochi anni fa, a un maggior rischio di malformazioni o di complicazioni durante la gravidanza.

La metodica è inoltre utilizzata anche per donare maggiori speranze a quelle donne in età avanzata che vogliono diventare mamme.

Dopo l’approvazione della Legge 40/2004 e fino al maggio del 2009,  la crioconservazione degli ovociti è stata proposta come unica possibilità alle coppie che manifestavano l’intenzione di accedere a un ulteriore tentativo di gravidanza, in modo che la paziente non si dovesse sottoporre ad una nuova terapia farmacologica.

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