Ho effettuato una radiografia ad un dente del giudizio…!!! | GravidanzaOnLine

Anonimo

chiede:

Gent.li Dott.ri ho 28 anni, oggi, dopo 10 giorni di ritardo ho
effettuato il test di gravidanza ed è risultato positivo. Il problema è il
seguente: secondo i miei calcoli, la data presunta del concepimento dovrebbe
essere il 23 Aprile, qualche giorno prima ho effettuato una radiografia ad
un dente del giudizio che mi è stato estratto il 5 maggio. Questo intervento
e la precedente radiografia potrebbero portare dei problemi al feto o alla
gravidanza? A parte questo, da un anno ho un gatto, come mi devo comportare
al fine di evitare di contrarre la toxoplasmosi? Ringrazio

Cara Silvia,
se, come immagino, la radiografia a cui è stata sottoposta prima dell’intervento è un’endorale (la lastrina piccolina che il dentista fa direttamente sul dente da trattare) può stare tranquilla che non accadrà nulla di spiacevole al prodotto del concepimento, poiché la dose radiante, in questi casi, è estremamente bassa e quindi assolutamente innocua.
D’altra parte il dentista avrà anche provveduto a coprire le zone sensibili (gonadi, tiroide ecc) con un grembiule piombato che impedisce di fatto, anche alle radiazioni latenti, di colpire tali zone radio-sensibili.
Per quel che concerne l’intervento di chirurgia estrattiva, cui Lei fa riferimento nell’e-mail, anche in questo caso posso tranquillizzarla circa gli eventuali danni fetali.
Il quantitativo di anestetico impiegato per questo tipo di terapia è infatti ben al di sotto della dose potenzialmente dannosa per il feto.
Discorso diverso è per la Toxoplasmosi:
la Toxoplasmosi è causata da un protozoo chiamato Toxoplasma Gondii. Questo microorganismo compie una parte del suo ciclo vitale nell’ intestino del gatto, e quindi, una volta eliminato con le feci, può contaminare l’ ambiente circostante. L’uomo può contrarre l’infezione mangiando carni crude o poco cotte, mangiando verdura non accuratamente lavata, avendo contatti con gatti senza le dovute precauzioni igieniche.
Se la persona umana contrae la Toxoplasmosi, questa solitamente non comporta danni di rilievo, e può svilupparsi con sintomatologia molto lieve (febbricola).
Se contratta in gravidanza però la Toxoplasmosi può avere delle gravi ripercussioni sul benessere fetale. In caso di toxoplasmosi materna la probabilità che il feto ha di subire l’ infezione cresce con il progredire dell’ epoca di gravidanza. Va inoltre precisato che in caso di infezione fetale i danni sono maggiori nel primo trimestre e via via minori con il progredire della gravidanza.
Considerata la scarsa sintomatologia di una eventuale toxoplasmosi materna in gravidanza, per la diagnosi hanno notevole importanza gli esami di laboratorio, fatti già dall’ inizio di gravidanza, per valutare gli Anticorpi AntiToxoplasma. In caso di paziente immune (cioè che ha già anticorpi per una pregressa toxoplasmosi, anche inapparente) non vi sono problemi nel corso della gravidanza e quindi non sarà più necessario controllare gli esami. In caso di donna non immune (senza anticorpi), sarà importante cercare di evitare occasioni di infezione.
Per la prevenzione della Toxoplasmosi sono importanti le seguenti norme:
evitare carni crude o poco cotte (compreso salumi e insaccati), lavare accuratamente le verdure,
lavare accuratamente le mani dopo aver avuto contatti con gatti, lavare accuratamente le mani dopo aver lavorato il terreno (es. giardinaggio), deposito di possibili Toxoplasmi.
In caso di Toxoplasmosi contratta in gravidanza, una diagnosi tempestiva e un’ altrettanto tempestivo trattamento antibiotico, possono ridurre il rischio di danno fetale.
I test anti toxoplasma, se negativi, vanno ripetuti ogni 30-40 giorni fino alla fine della gravidanza.
Sarebbe inoltre, a mio avviso, buona norma nel suo caso affidare il suo gatto a qualche amico o parente per il periodo della gravidanza e riprenderlo al termine della stessa. Semprechè coloro ai quali eventualmente si affida siano persone coscienziose ed amanti degli animali.
In bocca al lupo!

* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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