Spirale medicata: come funziona e i vantaggi - GravidanzaOnLine

La spirale medicata è un dispositivo contraccettivo molto simile alla classica spirale al rame. Vediamo come si usa, per chi è consigliata, i vantaggi e le controindicazioni. Ce ne parla il Dottor Giulio Lanzi.

Cos’è la spirale medicata e come si utilizza

La spirale è uno dei metodi contraccettivi più efficaci e antichi. Come spiega l’esperto, il suo uso ha origine nelle carovane preistoriche. I cammellieri inserivano dei ciottoli nell’utero delle cammelle per evitare diventassero gravide e non riuscissero a sostenere pesi; l’utero infatti diventava refrattario alla gravidanza a causa dei ciottoli al suo interno.

Per lo stesso principio, la spirale agisce come contraccettivo a causa della presenza di un corpo estraneo nel corpo dell’utero, che inibisce la gravidanza.

Insieme alla pillola, la spirale è da sempre uno dei metodi contraccettivi più sicuri:

La collocazione al primo o al secondo posto per efficacia dipende dal considerare o meno i fattori legati alla dimenticanza della pillola o al suo cattivo assorbimento. Nelle statistiche che fanno riferimento a condizioni ideali, in cui la pillola non venga mai dimenticata e sempre ben assorbita, la spirale si situa appena sotto di essa, al secondo posto.

Com’è fatta la spirale e come si presenta esternamente?

La normale spirale è di plastica, tipicamente avvolta da un filamento metallico che serve a raggiungere un livello di sicurezza ancora maggiore. Al corpo estraneo inserito nell’utero, già di per sé inibitore della gravidanza, si aggiunge infatti il metallo che libera una quantità molto piccola di ioni metallici, che garantiscono un ulteriore margine di sicurezza. Dopo 5 anni la spirale si sostituisce o si toglie, proprio perché il rame nel frattempo si è ossidato. Questo avvolgimento metallico, che dà il nome al termine “spirale”, è generalmente di rame, ma può essere anche d’argento o, più raramente, d’oro.

Come avviene l’inserimento?

La spirale deve essere inserita con un piccolo intervento ambulatoriale ad opera di uno specialista. L’inserimento non è completamente esente da rischi: a volte la spirale potrebbe non essere tollerata, potrebbe non rimanere in posizione o venire espulsa.

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Spirale medicata e differenze con quella “tradizionale”

Da qualche anno esistono delle spirali chiamate “medicate”, a scopo contraccettivo. Ma in cosa si differenziano da quelle tradizionali?

Questo tipo di spirali liberano una minima quantità di progestinico di sintesi (o progesterone sintetico) per aumentarne ulteriormente la sicurezza. Il progestinico infatti ha lo scopo farmacologico di ridurre la capacità dell’endometrio di accogliere un eventuale embrione (i progestinici assottigliano l’endometrio e rendono più denso il muco cervicale). In realtà, l’aumento dell’efficacia è molto basso, perché la sicurezza della spirale tradizionale è già di per sé elevatissima.

A questo aumento irrisorio della sicurezza corrisponde, tuttavia, un cospicuo aumento del costo del prodotto. Si passa dai circa 50 euro della spirale standard comprata in farmacia ai 200 euro di quella medicata.

Insomma, l’aumento della sicurezza sembrerebbe non essere tale da giustificarne il costo quadruplicato; soprattutto se si tiene conto del fatto che l’inserimento, come abbiamo spiegato, potrebbe non andare sempre a buon fine.

È invece opportuno fare un discorso a parte per un tipo specifico di spirale medicata, quella a dosaggio medio-alto, come ci spiega Lanzi:

La spirale a dosaggio medio-alto è un sistema di somministrazione in utero di progesterone per correggere una patologia, una sintomatologia già presente. Quindi, se da una parte è vero che fa contraccezione, è altrettanto vero che il suo scopo ed effetto principale è quello di liberare progesterone in utero. Si tratta di una spirale con un effetto farmacologico terapeutico, usata per ridurre la tendenza a metrorragie (sanguinamenti uterini anomali in donne d’età avanzata). Inoltre, ha l’ulteriore effetto di tenere rilassato l’utero, affievolendo dolori mestruali e patologie come l’endometriosi. Si usa ove vi sia necessità di una terapia con progesterone locale.

In questo caso, il costo si aggira intorno ai 300 euro. Ma è importante ricordare la spirale a dosaggio medio-alto garantisce, di fatto, 5 anni di terapia (che altrimenti andrebbe presa, per esempio, per bocca). In questo caso c’è un farmaco protagonista – il progesterone – e la spirale, che diventa semplicemente il mezzo di somministrazione (e in più agisce da contraccettivo).

Spirale medicata: a chi è consigliata (e a chi no)

A chi consiglierebbe la spirale e a chi no?

La spirale è consigliata per le donne che non hanno grande interesse a rimanere incinte, nemmeno in futuro, perché magari hanno già vissuto l’esperienza della maternità e non desiderano avere altri figli. La spirale medicata a dosaggio medio-alto, invece, è adatta a chi ha bisogno di seguire una specifica terapia; mentre a una ragazza di 20, 25 anni che cerca un metodo contraccettivo sicuro, si consiglia solitamente la pillola anticoncezionale (maggiormente prescritta).

Insomma, per chi ha già dei figli e non progetta di averne altri in futuro ma vuole affidarsi a un buon contraccettivo, la spirale è davvero un’ottima scelta, a bassissimo costo (se ne possono acquistare all’ingrosso con marchio CEI addirittura a 5 o 10 euro), durevole (5 anni), e con pochi effetti farmacologici (che invece ha la pillola).  

Vantaggi e controindicazioni della spirale

I maggiori vantaggi della spirale sono

  • basso costo;
  • durata;
  • efficacia.

La spirale è accessibile a chiunque: il suo costo bassissimo l’ha resa molto diffusa nei paesi dell’Est. Ancora oggi si possono trovare spirali a 5, 10 euro, con marchio CEI. Si tratta, poi, di una contraccezione a lunga durata (5 anni). L’altro grande vantaggio è l’indice di efficacia elevatissimo: insieme alla pillola è il metodo contraccettivo più sicuro.

Le controindicazioni, ossia i motivi per cui spesso la spirale non viene raccomandata, vanno ricercati nelle infezioni uterine o pelviche o nei casi di un sospetto cancro dell’utero. Infatti, come ci spiega Lanzi, a fronte degli evidenti vantaggi, la spirale ha due limiti, che di fatto la rendono relativamente poco proposta dai medici:

Il primo è che, pur essendo un ottimo anticoncezionale che impedisce gravidanze normali (di fatto non c’è concepimento), tuttavia il suo essere posto in utero non mette al riparo da un fenomeno raro, ma non assente, che è quello della gravidanza extrauterina.
In secondo luogo, la spirale deve avere un filo guida che esce dal collo dell’utero (per permettere di estrarla dopo 5 anni), e questo aumenta di poco l’incidenza di infezioni pelviche. Per questi motivi, la ginecologia occidentale tende a prescrivere o prospettare la spirale soltanto alle donne che hanno già avuto i figli che volevano; non a ragazze di 20 o 25 anni perché – anche se il rischio è limitato – potrebbero verificarsi infezioni tubariche e pelviche che potrebbero in futuro renderle infertili.

Tra gli effetti collaterali, si segnalano:

  • lieve aumento della quantità del flusso mestruale;
  • un lieve aumento dei dolori mestruali;
  • aumento dell’incidenza di infezioni pelviche.

Articolo originale pubblicato il 30 maggio 2020

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  • Contraccezione