Quando si è incinte, soprattutto se è la prima volta, può capitare di allarmarsi per qualsiasi sintomo doloroso che appaia inconsueto o comunque preoccupante.

È il caso dei dolori pelvici che si verificano con relativa frequenza e non costituiscono quasi mai un sintomo preoccupante. Possono essere descritti anche, semplificando, come somiglianti a dei “dolori mestruali”, ma è una definizione erronea: è più corretto parlare di dolori pelvici, poiché come noto le mestruazioni in gravidanza non si verificano.

Di solito se i dolori “da ciclo” in gravidanza sono leggeri e di breve durata sono legati a cause fisiologiche connesse con lo sviluppo stesso della gestazione.

In altre situazioni invece è bene recarsi dal ginecologo per un controllo: vediamo quali sono le possibili cause dei dolori pelvici in gravidanza e come comportarsi.

Dolori pelvici nel primo trimestre di gravidanza

Le cause dei dolori “mestruali” in gravidanza sono molteplici e i sintomi possono manifestarsi in qualunque momento, ma dipendono anche dall’epoca gestazionale in cui la donna si trova.

Nel primo trimestre, per esempio, lievi crampi addominali e dolori al basso ventre simili a quelli delle mestruazioni dipendono spesso dall’impianto dell’embrione nella parete uterina.

A volte i crampi sono accompagnati anche da leggere perdite di sangue, intermittenti e di colore scuro (sono dette appunto perdite da impianto“). Molte donne, ancora inconsapevoli della gravidanza, credono che siano segnali delle mestruazioni in arrivo (il cosiddetto spotting premestruale).

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Se le perdite di sangue si manifestano a gravidanza in corso è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico, per valutare la situazione e escludere eventuali complicanze per la gestazione.

Dolori “mestruali” nel secondo trimestre di gravidanza

Nel secondo trimestre di gestazione è possibile avvertire saltuariamente dei dolori pelvici, simili ai crampi mestruali: è la conseguenza della crescita relativamente rapida dell’utero, che deve adattarsi in tempi brevi alle dimensioni sempre crescenti del feto e fornirgli spazio sufficiente.

Anche i movimenti del feto, che può arrivare a toccare le pareti uterine, possono causare crampi simili ai dolori mestruali in gravidanza soprattutto tra il terzo e il sesto mese, innescando a volte anche delle contrazioni non dolorose (la pancia diventa dura per qualche secondo) accompagnate da vampate di calore.

Dolori “mestruali” nel terzo trimestre di gravidanza

Nel terzo trimestre si possono avvertire dolori simili a quelli delle mestruazioni in gravidanza soprattutto in conseguenza di sforzi o movimenti bruschi della futura mamma, o magari a causa di calcetti e altre “acrobazie” del feto, che ha sempre meno spazio a disposizione nell’utero per i suoi movimenti.

Quando la gravidanza è arrivata alle ultime settimane (e in particolare dalla 37^ settimana in poi) i dolori simili a quelli del “ciclo” possono essere invece i primi segnali del travaglio.

Al dolore al basso ventre in questo caso si possono associare delle contrazioni: l’inizio del travaglio è preceduto dalla perdita del tappo mucoso, che può avvenire anche alcuni giorni prima dell’inizio del travaglio vero e proprio.

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Cosa fare in caso di dolori pelvici in gravidanza

È buona norma, di fronte a dolori pelvici in gravidanza, consultare il proprio ginecologo, per valutare l’eventuale necessità di un controllo ecografico o di altri accertamenti volti a controllare che tutto proceda per il meglio.

In generale, quando i dolori alla pancia sono lievi e sporadici si può stare tranquille, mentre occorre rivolgersi urgentemente al pronto soccorso se i crampi diventano intensi e se sono accompagnati da contrazioni forti e perdite di sangue.

Per gestire il dolore “mestruale” in gravidanza è possibile ricorrere a rimedi naturali (come infusi a base di camomilla o integratori di magnesio) o in alcuni casi anche a farmaci compatibili con la gravidanza e quindi privi di rischi per lo sviluppo del feto, ma è sempre indispensabile consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi farmaco o integratore durante tutta la gestazione.

Articolo originale pubblicato il 24 luglio 2019

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