Contraccezione di emergenza: una mini-guida con tutte le cose da sapere

La contraccezione d’emergenza è l'insieme dei metodi in grado di consentire alle donne un mezzo per prevenire una gravidanza indesiderata a seguito di un rapporto sessuale non protetto o in caso di fallimento del metodo contraccettivo utilizzato.

La contraccezione, l’insieme dei mezzi utilizzati allo scopo di impedire il verificarsi di una gravidanza controllando in maniera temporanea e reversibile il processo della riproduzione, si divide in diversi metodi. Come classificato dal Ministero della Salute si può ricorrere a metodi contraccettivi da usare prima del rapporto sessuale, durante il rapporto o dopo di esso.

In quest’ultima categoria rientra la cosiddetta contraccezione di emergenza, una realtà sulla quale porre molta attenzione per capire di cosa si tratta realmente, a chi si rivolge, come funziona e quali sono gli aspetti da tenere in considerazione. Anche alla luce dei tanti errori cui è spesso oggetto. A questo proposito è utile segnalare quanto denunciato dall’Associazione dei Ginecologi Italiani: ospedalieri, del territorio e liberi professionisti (AOGOI) riprendendo i dati di un’indagine condotta da Elma Research.

Nonostante l’87% delle donne italiane conoscano l’esistenza della contraccezione d’emergenza, solo la metà di esse è consapevole dell’importanza della tempestività dell’assunzione e il 70% delle donne non conoscono il meccanismo d’azione di questi metodi. Proviamo quindi a fare chiarezza su un argomento così importante.

Contraccezione di emergenza: cosa significa?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, come riportato dalla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA), definisce la contraccezione d’emergenza come quei metodi, ormonali e non ormonali, in grado di consentire alle donne un mezzo privo di rischio per prevenire una gravidanza indesiderata a seguito di un rapporto sessuale non protetto o in caso di fallimento del metodo contraccettivo utilizzato.

Nelle Linee guida per la fornitura di servizi in Europa sulla contraccezione di emergenza dell’ECEC, il Consorzio Europeo per la contraccezione d’emergenza, illustra come in Europa vi siano tre metodi di contraccezione d’emergenza autorizzati: le spirali intrauterine al rame (IUD-Cu), le pillole di emergenza con ulipristal acetato (UPA) da 30mg e le pillole di emergenza con levonorgestrel (LNG) da 1.5mg. Sono quelle che comunemente, anche se impropriamente, vengono definite pillola del giorno dopo e pillola dei 5 giorni dopo.

Un aspetto importante da affrontare e chiarire è se la contraccezione d’emergenza, come spesso si dice, sia una forma di aborto. La risposta è negativa, in quanto la contraccezione d’emergenza è e resta un metodo contraccettivo, quindi atto a prevenire una gravidanza. I metodi utilizzati impediscono che la gravidanza si verifichi, non vanno a interrompere una già esistente.

Come chiarito dall’American College of Obstetricians and Gynecolosists (ACOG), la spirale in rame agisce prevalentemente sugli spermatozoi, riducendo la loro capacità di fecondare l’ovulo. La pillola con l’ulipristal acetato, invece, influenza l’azione del progesterone, andando a ritardare o impedire del tutto l’ovulazione. Similmente la pillola con il levonorgestrel ritarda o arresta l’ovulazione. In entrambi i casi, quindi, non interferiscono con l’eventuale impianto dell’uovo fecondato né con l’ovulo già impiantato; non sono quindi farmaci abortivi e sono completamente diversi dalla pillola abortiva RU486.

Chi può accedervi e quando?

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Fonte: iStock

L’altra questione dibattuta e che nel corso degli ultimi anni è andata incontro a diversi cambiamenti è legata all’età di accesso alla contraccezione di emergenza e la necessità o meno dell’obbligo della prescrizione medica. Nel 2020 l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha eliminato l’obbligo della prescrizione medica per l’accesso delle minorenni all’accesso alla pillola con ulipristal acetato per la contraccezione d’emergenza.

Per comprendere il contesto di tale decisione bisogna considerare, come evidenziato anche dalla Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza, che il 50-60% degli adolescenti non utilizza alcun metodo contraccettivo durante il primo rapporto sessuale. Questo per diverse ragioni: dalla scarsa informazione sui metodi contraccettivi al timore che i contraccettivi ormonali possano nuocere alla salute, fino alla paura di togliere spontaneità all’atto sessuale. Parallelamente, è stato notato come il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in Italia è diminuito in tutte le fasce d’età a eccezione di quella adolescenziale.

Anche per questo la contraccezione d’emergenza ormonale è la più indicata per le adolescenti, e in questo quadro si spiega la decisione dell’AIFA. La maggior parte delle gravidanze in età adolescenziale, infatti, non sono pianificate e il più delle volte terminano con un aborto. Senza dimenticare come una gravidanza in giovane età sia associata a un tasso più elevato di rischio di morbosità e mortalità perinatale.

Le pillole per la contraccezione d’emergenza possono quindi essere acquistate in farmacia senza prescrizione medica.

È infine fondamentale ribadire che la contraccezione d’emergenza è una misura occasionale che risponde a una situazione speciale, unica, emergenziale appunto, che non può sostituirsi a un metodo anti-concezionale adeguato. La contraccezione d’emergenza non può quindi essere utilizzata di routine dopo ogni rapporto sessuale, in quanto il frequente utilizzo dei farmaci ormonali può causare reazioni avverse importanti per la donna.

Le modalità di contraccezione di emergenza

I metodi previsti per la contraccezione di emergenza differiscono tra loro anche per l’efficacia: la spirale è la più affidabile, seguita dalla pillola con ulipristal acetato.

In Italia, come riportato dalla Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS), i metodi farmacologici disponibili sono le pillole con ulipristal acetato (EllaOne®) e le pillole con levonorgestrel (NorLevo® e Levonelle®).

L’efficacia della contraccezione di emergenza

Gli studi mostrano che i tassi di gravidanza dopo l’utilizzo di queste pillole è compreso tra 0 e 6,5%. L’efficacia di queste pillole è legata principalmente al momento del ciclo mestruale in cui vengono assunte. Non vi sono rilevanti interazioni farmacologiche (se non con i farmaci induttori enzimatici) né effetti collaterali gravi.

Tanto nelle pillole con ulipristal acetato quanto in quelle con levonorgestrel, gli effetti collaterali registrati sono i cambiamenti del ciclo mestruale (ipermenorrea, polimenorrea e oligomenorrea), vomito, nausea, cefalea ed emicrania solitamente di modesta intensità. La pillola con ulipristal acetato è controindicata nelle donne con disfunzione epatica, asma severa, carenza di lattasi, intolleranza al galattosio ereditaria e ipersensibilità all’ulipristal acetato.

Da segnalare inoltre come la contraccezione d’emergenza farmacologica non protegga dalle malattie a trasmissione sessuale, così come a seguito dell’assunzione della contraccezione d’emergenza ormonale sia necessario utilizzare altri metodi anticoncezionali, in quanto la contraccezione d’emergenza orale non è un metodo di protezione per le gravidanze successive. La pillola con ulipristal acetato va assunta entro 5 giorni dal rapporto sessuale non protetto, mentre quella con il levonorgestrel entro 3 giorni per massimizzarne l’efficacia.

L’inserimento della spirale medicata al rame (IUD) come contraccezione d’emergenza va prevista entro 5 giorni dal rapporto non protetto. Come precisato dall’Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto (AMICA) si tratta del metodo più efficace e ha anche il vantaggi di assicurare una contraccezione sicura per i successivi 5 anni.

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  • Contraccezione