Lauren Conrad racconta la sua gravidanza extrauterina: salvata dall'aborto

Da quando la Corte Suprema americana ha ribaltato la sentenza Roe E. Wade del 1973, molti personaggi dello star system stanno raccontando le loro esperienze; tra loro anche l'ex star di Mtv Lauren Conrad.

Da quando la Corte Suprema americana ha ribaltato la sentenza Roe E. Wade del 1973, che consentiva alle donne di interrompere la gravidanza liberamente, anche in assenza di problemi di salute della gestante o del feto, molti personaggi dello star system stanno raccontando le loro esperienze per esprimere il loro parere sull’importanza dell’accesso all’aborto. Tra questi, anche Lauren Conrad ha voluto parlare della gravidanza extrauterina che ha avuto prima di restare incinta nuovamente.

Gravidanza extrauterina, quali sono i sintomi di nidazione fuori dall'utero

“Gli ultimi giorni sono stati duri. (…) Volevo condividere la mia esperienza con le cure riproduttive salvavita”, ha spiegato la star 36enne del reality di MTV The Hills. “Sei anni fa mentre cercavo di mettere su famiglia ho avuto una gravidanza extrauterina”, ha aggiunto Conrad che ha ricordato come i dottori siano riusciti sia a salvarle la vita, sia a permetterle di essere madre successivamente dei suoi due bambini:

Grazie alle cure mediche tempestive, i medici hanno salvato le mie tube di Falloppio, permettendomi di avere due gravidanze sane. Ieri ho letto di una donna con questa stessa condizione ma che ha dovuto affrontare la morte, mentre aspettava il trattamento.

Instagram @laurenconrad

Lauren Conrad ha continuato sottolineando la drammaticità della situazione, poiché questa donna stava morendo mentre “Il suo medico era al telefono con il suo avvocato per paura di perdere la licenza (per aver usato un D&C come strumento per aiutare a stabilire la diagnosi di una gravidanza extrauterina)”.

“Parlare di aborto è difficile… Spaventoso, triste e confuso”, spiega Conrad mentre esorta i suoi follower ad ascoltare e “rispettare” storie come la sua:

Spero che un giorno saremo in un luogo in cui ogni donna possa avere accesso all’assistenza sanitaria di cui ha bisogno e la libertà di decidere cosa fare del proprio corpo.

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