Nonostante l’intensificarsi delle campagne informative e l’accessibilità alle fonti e alle risorse digitali in materia, la scorretta (o non completa) informazione sui metodi contraccettivi rimane elevata, specialmente nei ragazzi. Tanto che dalle rilevazioni condotte i ragazzi in età scolare credono di avere una buona conoscenza delle tematiche relative alla salute sessuale, quando in realtà non è così.

Probabilmente questa sovrastima delle loro conoscenze in materia spiega come, ancora oggi, circa il 10% dei ragazzi non utilizza nessun anticoncezionale e addirittura aumenta il numero di coloro che optano per il cosiddetto coito interrotto (Coitus interruptus). Un metodo diffuso anche tra i ragazzi più grandi (24%) e che nonostante le sue evidenti criticità, come vedremo, continua a riscuotere un ampio successo tra i giovani, ma non solo. Il tasso di diffusione di questo metodo è in Italia del 18.7%, un record tra i Paesi europei coinvolti nella rivoluzione contraccettiva iniziata a partire dagli anni Settanta.

Anche alla luce di questa grande diffusione del coito interrotto (riscontrabile anche dal punto di vista linguistico con tutte le espressioni gergali e dialettali con cui lo si descrive) è bene concentrarvi la nostra attenzione per comprenderne i rischi, l’efficacia e le conseguenze che questo comporta.

Cosa si intende per coito interrotto

Tra i metodi anticoncezionali naturali, ovvero quelli che non utilizzano dispositivi o sostanze esterne, ma si basano solamente sulla meccanica del corpo, troviamo anche il coito interrotto. Tecnicamente questo metodo prevede, così come definito dal Ministero della Salute, l’”immediata e tempestiva interruzione del rapporto sessuale qualche istante prima dell’eiaculazione”. L’obiettivo di questa pratica è quello di evitare il contatto tra gli spermatozoi e l’ovulo e, quindi, il concepimento.

Il coito interrotto è un metodo contraccettivo?

Alla luce di questa descrizione è lecito domandarsi se il coito interrotto possa essere inserito tra i metodi contraccettivi. Questi, come li definisce il Ministero della Salute, sono “il complesso dei mezzi utilizzati per impedire il verificarsi di una gravidanza”. Messa in questi termini, quindi, il coito interrotto è un metodo contraccettivo a tutti gli effetti. Questa definizione può però apparire piuttosto vaga, tanto da far rientrare tra i metodi contraccettivi qualsiasi attività non sessuale, come può essere l’astinenza stessa.

Perché il coito interrotto non è sicuro

Nonostante la sua diffusione il coito interrotto non è un metodo sicuro per almeno due motivi. Innanzitutto perché, a differenza di altri contraccettivi, non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili, compreso l’HIV. Inoltre, come metodo contraccettivo, ha elevati livelli di inefficacia in quanto la maggior parte degli uomini perde spermatozoi nel liquido pre eiaculatorio, detto anche precum, che è un liquido chiaro che l’uomo rilascia quando si eccita, anche senza rendersene direttamente conto.

Questo liquido ha il compito di proteggere gli spermatozoi che successivamente verranno rilasciati con l’eiaculazione dall’acidità dell’urina, pertanto l’interruzione del rapporto sessuale a ridosso dell’eiaculazione non è garanzia che gli spermatozoi non entrino a contatto con l’ovulo.

Coito interrotto: i rischi

Ci sono diverse ragioni per cui il coito interrotto è un metodo rischioso. Innanzitutto c’è il problema che richiede molto autocontrollo. Durante il rapporto sessuale, infatti, specialmente negli attimi che precedono l’orgasmo, può non essere facile stabilire il quando e, soprattutto, riuscire ad estrarre in tempo il pene dalla vagina. Inoltre questo tipo di approccio, nonostante sia ancora largamente utilizzato, è spesso associato a una riduzione del piacere. Anche perché è legato ai tempi dell’uomo e ignora quelli della donna, impedendo nella maggior parte dei casi di raggiungere insieme il piacere.

Specialmente nelle coppie stabili questo è un limite molto importante dal punto di vista emotivo. Non è da escludere anche la componente psicologica con l’insorgenza negli uomini di disturbi legati all’eiaculazione precoce o più in generale all’ansia da prestazione.

In caso di più rapporti consecutivi, inoltre, c’è anche il rischio che gli spermatozoi della precedente eiaculazione rimangano sul pene, motivo per cui è necessario che l’uomo lo pulisca completamente prima di iniziare il rapporto successivo.

Eppure nonostante tutti questi rischi il coito interrotto rimane un metodo molto diffuso. Quali sono le ragioni? È innanzitutto scelto dalle coppie che hanno convincimenti personali tali da non voler ricorrere ad altre forme di contraccezione, considerando importante la distinzione tra metodi “naturali” e “artificiali”. C’è poi da considerare come il coito interrotto è il metodo più economico e non necessita di prescrizioni e può essere utilizzato anche in caso di rapporto improvviso e a fronte dell’assenza di altri metodi pur di non rinunciare all’atto sessuale.

Spesso è scelto, specialmente dagli uomini, proprio per il rischio a esso associato e perché permetterebbe loro di provare più piacere rispetto all’utilizzo del preservativo o all’incertezza sull’assunzione della pillola anticoncezionale da parte della partner. Inoltre il coito interrotto è una pratica che non richiede l’assunzione o l’uso di prodotti a base di sostanze chimiche, non influisce sull’allattamento ed è un metodo reversibile in qualsiasi momento e per questo adatto a quelle coppie che accettano di andare incontro alla possibilità di fallimento della contraccezione.

L’efficacia del coito interrotto

Vi abbiamo costantemente fatto riferimento: ma scientificamente qual è l’efficacia del coito interrotto? In realtà, proprio in virtù di quanto appena detto, è un metodo che ha elevate percentuali di gravidanze indesiderate. Queste, specialmente nei primi utilizzi del metodo, vanno dal 4% al 27%. Quasi un terzo dei rapporti con il coito interrotto, quindi, potenzialmente sono fecondi e portano a una gravidanza.

Le alternative tra i contraccettivi

Considerando il coito interrotto come un metodo ampiamente inefficace e anche poco sicuro dal punto di vista della salute è importante conoscere quali sono gli altri metodi che è possibile utilizzare. Le opzioni più diffuse, anche in termini di accessibilità e praticità di utilizzo, sono il preservativo e la pillola anticoncezionale. Sono considerati tra i metodi più efficaci, pur con alcune importanti differenze, i meno invasivi e i più semplici da usare.

Per le coppie stabili e che vogliono orientarsi verso metodi naturali c’è la possibilità di ricorrere al monitoraggio della temperatura basale che, sebbene condizioni molto in termini di numero di rapporti, può risultare un’alternativa da prendere in considerazione. La scelta tra un metodo o un altro è sempre a discrezione della coppia che deve valutare non solo l’obiettivo principale della contraccezione (evitare la gravidanza), ma anche la capacità protettiva dalle malattie sessualmente trasmissibili e la capacità di questi metodi di incidere sull’intimità. Alla luce di tutti questi elementi e nella libertà dei partner è possibile scegliere e trovare il contraccettivo migliore.

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  • Contraccezione