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Terza gravidanza e glicemia a 95 a digiuno (26.11.2011 - 18:45) Buonasera dottore, ho quasi 32 anni sono alla mia terza gravidanza.... sono alla 25+5 di gestazione.... finora ho preso 6 chili. Ho la glicemia alta a digiuno... la mia ginecologa mi ha messo ovviamente a dieta. Ma anche io non voglio prendere troppo peso visto che sono alta 157 e pesavo prima del concepimento 70 chili. Mi ha prescritto il monitoraggio quotidiano della glicemia perché ho avuto il parto precedente difficile per via del peso della bambina (4300 g) e adesso vuole vedere se con la dieta e il costante monitoraggio della glicemia riusciamo a non incorrere nello stesso problema... l'attività che svolgo è prettamente casalinga su e giù per le scale con altri due bambini da accudire.... mangio poca pasta poco pane e tante verdure, carne bianca e ogni tanto proprio per non privarmi di tutto la pizza e una fettina torta! Ma volevo sapere quali legumi (di cui sono ghiotta) non hanno tanti carboidrati di cui zuccheri e quale frutta preferire, a me piacciono in questo periodo kiwi e mandarini. Se mi può fare una stima più o meno precisa della quantità giornaliera le sarei grata. Infinite grazie, aspetto una sua risposta!
Lettera non firmata Gentile lettrice, il controllo dell'iperglicemia in gravidanza è assai importante sia per garantire un corretto accrescimento del feto sia per evitare complicanze del parto. Dovrà rinunciare decisamente alla fetta di torta e a tutti gli altri dolci: sia drastica e metta in campo tutta la sua forza di volontà. Approfitti di questa gravidanza per abolire completamente lo zucchero dalla sua alimentazione, anche in futuro, anche per il bambino, meglio se per tutta la famiglia. La pizza non più di una volta ogni 15 giorni. La pasta non deve mancare, magari integrale biologica, se reperibile e se gradita. Per quanto riguarda i legumi sono praticamente una "cura" per chi ha problemi di glicemia, quindi se le piacciono abbondi pure, anche 3 o 4 volte a settimana, in tutte le declinazioni (con la pasta, freddi sottoforma di insalata, come purè spamabile o purè più liquido da usare come condimento di pasta e riso). Frutta almeno 4 volte al giorno, senza esagerare con le quantità: arance e mandarini in quantità industriali (anche ad esempio 2 delle porzioni giornaliere di frutta, anche spremute, ovviamente senza zucchero), kiwi con parsimonia. Se non l'ha ancora eseguita chieda al suo medico di valutare la prescrizione di una curva da carico di glucosio.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Tornare "in forma" per rimanere incinta (19.11.2011 - 09:32) Buongiorno, sono una ragazza di 34 anni che ha bisogno di un consiglio... Da un anno a questa parte, per vari avvenimenti accaduti nella mia vita, sono dimagrita molto! Ovvero... pesavo circa 54 kg (per un metro e 60 di altezza), ora oscillo tra i 47 e i 48 kg. Appena raggiunto l'attuale peso, il mio corpo ha iniziato a "mandarmi" messaggi molto importanti, primo fra tutti, la perdita del ciclo. Ora, a distanza di un anno, forse anche il mio corpo si è abituato a questo peso, visto che il ciclo è tornato normale. Io però vorrei ingrassare almeno un paio di chili, visto anche che vorrei rimanere incinta, e mi hanno detto che il peso potrebbe influire negativamente su questo. Appena mangio un po’ di più però sento che sto male... Credo che il mio stomaco si sia ormai abituato a ricevere un tot di cibo... Sbaglio??? Potrebbe aiutarmi lei per favore???? Riuscirebbe a dirmi come devo mangiare, se non per ingrassare drasticamente (che non va bene!!!!) almeno per preparare il mio corpo ad una eventuale gravidanza? Se può mi risponda per favore... Ho bisogno di un consiglio da un esperto!!! Grazie infinite.
Elisa Gentile lettrice, se ora il suo ciclo è regolare e non ha alterazioni ormonali documentate io le sconsiglio di mettere in atto forzature alimentari per modificare il peso o la composizione corporea: ha già visto in precedenza cosa può succedere se andiamo a perturbare l'equilibrio della bilancia energetica del nostro organismo. L'essere lievemente sottopeso, ripeto in presenza di ciclo ed ormoni nella norma, non è di per sé una condizione che può interferire con l'instaurarsi di una gravidanza. Se gravidanza ci sarà, poi, chi la segue le saprà indicare il corretto regime alimentare per una sua corretta gestione, intesa come incremento ponderale controllato all'interno di determinati intervalli che tengono conto anche dell'eventuale sottopeso al concepimento.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Aumento di peso dopo raschiamento (08.11.2011 - 21:18) Salve, nove giorni fa ho effettuato un raschiamento per un aborto interno alla 10 settimana. Una settimana prima ho iniziato una terapia con progeffik, e fragmin 5000 e dall'inizio della gravidanza aspirinetta per cause trompbofiliche accertate in gravidanza (non è la prima). Dopo il raschiamento ho preso solo methergin per una settimana. Durante la gravidanza non ho preso peso: pesavo circa 55 kg per 161 cm, ma in quest'ultima settimana ho preso circa 2 chili mangiando nello stesso modo in cui mangiavo le settimane precedenti. Cosa è cambiato? Nelle altre gravidanze una a termine e altri aborti interni precedenti non è accaduto. Cosa posso fare?
Lettera non firmata Gentile lettrice, 2 Kg di peso su 55 equivale circa al 3% di variazione. Tale percentuale è inferiore al limite di "precisione" (leggasi ripetibilità) delle bilance domestiche ed è anche inferiore alla "variabilità biologica intraindividuale" del peso corporeo. Tutto ciò per dire che se si ripesa domani mattina potrebbe trovare 2 Kg in meno. Se poi mangia una fetta di torta e si pesa dopo alcune ore potrebbe ritrovare i 2 Kg in più e così via.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Il mio bimbo beve solo succhi di frutta! (06.11.2011 - 16:50) Gentilissimi dottori, ho un bimbo di 23 mesi che da sempre, cioè già subito dopo lo svezzamento, fa molto uso di succhi di frutta o frullati (gli do ancora quelli di marche per neonati e non quelli che beviamo noi adulti). In effetti, sono un po’ preoccupata perché i succhi sono l'unica cosa che beve (puntualmente allungati con acqua), l'acqua assoluta la gradisce ben poco. La mia domanda è questa: questo consumo giornaliero di succhi di frutta (circa 250ml al giorno) può essere eccessivo e/o dannoso e come devo comportarmi? Certa di una vostra attenta e puntuale risposta, resto fiduciosa. Grazie, buon lavoro.
Una mamma fan di GOL Gentile lettrice, la invito ad impegnarsi sin d'ora nel far perdere questa cattiva abitudine a bere solo bevande dolci; il consumo di succhi di frutta da parte del suo bambino non rappresenta un problema dal punto di vista quantitativo (250 ml al giorno) ma senz'altro lo è dal punto di vista qualitativo (molto meglio mangiare frutta fresca che succhi di frutta, naturalmente) e dal punto di vista della definizione del comportamento alimentare (soddisfare la sete con bevande zuccherate: oggi sono succhi di frutta, domani potrebbero diventare bibite, cola e quant'altro). Allora le consiglio di abolire completamente e drasticamente i succhi di frutta (non dovranno essere presenti in casa, né quelli per i piccoli né quelli per i grandi) e passare alla frutta grattugiata (a mano). Inizialmente può utilizzare prevalentemente banana e può allungare con un po' di latte delattosato (che offre una percezione di dolce al gusto ma non è zuccherato). Usi questo latte solo per questo scopo, naturalmente. Poi farà metà banana e metà pera, sempre allungando con latte. Vada così avanti utilizzando anche la mela e tutti i frutti che le offre la stagionalità. Quando arriva ai mandarini resista alla tentazione di zuccherare la spremuta: un paio dovrà berle lei, poi vedrà che saranno accettate. Dopo alcuni mesi passi a preparare una macedonia con pezzi di frutta molto piccoli e succo di mandarino (non usi il succo di limone zuccherato). L'obiettivo finale è quello di mangiare la frutta a pezzi entro i tre anni. Non proponga MAI al bimbo una bevanda diversa da latte, acqua e spremute. Se così farà per i primi 4/5 anni di vita vi sono buone speranze che non diventi un consumatore di bevande zuccherate, e che non abbia quindi mai a che fare con dentisti e nutrizionisti.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Gravidanza e proteine (17.10.2011 - 22:49) Buonasera Dottore, ho sentito che una dieta iperproteica può creare problemi per una futura gravidanza. Seguo una dieta estremamente proteica e vorrei avere un suo riscontro. Premetto che le mie analisi sono perfette, pratico sport e bevo molta acqua per i reni. La ringrazio anticipatamente
Lettera non firmata Gentile lettrice, innanzitutto bisogna ben capire cosa intende per dieta estremamente proteica: se assume più di 3 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno la sua dieta può definirsi decisamente iperproteica. In questi casi avere le analisi perfette non significa che la funzionalità renale non sia sottoposta a stress: quando le analisi di funzionalità renale si alterano di solito significa che il danno è fatto e difficilmente si può porre rimedio. Tra l'altro mi piacerebbe anche capire con quali strumenti tiene sotto controllo la funzionalità renale: il semplice dosaggio di creatininemia ed azotemia oppure indagini come la clearance della creatinina, dell'urea ecc? La capacità delle analisi di individuare un problema dipende naturalmente anche dal tipo di analisi che si eseguono. Detto questo, le consiglio ovviamente di seguire un'alimentazione normoproteica (inferiore a 2 grammi di proteine pro/chilo/giorno), soprattutto in vista di una gravidanza, epoca in cui una ridotta funzionalità renale potrebbe contribuire all'insorgenza della gestosi.
Cordialmente
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Dieta e allattamento (15.09.2011 - 16:34) Salve gentile dottore, le volevo chiedere se in allattamento (esclusivo) è possibile fare una dieta. Ho 10 chili presi in gravidanza da smaltire, più altri 3 presi a quasi 4 mesi dal parto, per un totale di 13 chili da perdere. Sono alta 1,64 e peso 77 chili. Potrebbe dirmi per esempio quanti carboidrati e proteine (in grammi) dovrei assumere a pranzo e cena? Mi hanno detto che la mia dieta giornaliera dovrebbe avere tra le 1500-1800 calorie, ma come faccio a distribuirle in carne, pasta, verdure/contorni e latte+biscotti della colazione? Mi spiego meglio: come faccio ad esempio a sapere quante calorie ha 50 gr di pasta col pesto, o 50 con olio e parmigiano, o una fetta di carne? Spero, da ignorante in materia, di essere riuscita a spiegarmi. Grazie mille
Lettera non firmata Gentile lettrice, la sua lettera mi offre spunto per alcune considerazioni generali. Chi le ha detto che la sua dieta deve avere tra le 1.500 e le 1.800 kcal al giorno certamente non l'ha fatto dopo aver svolto un'indagine accurata circa i suoi fabbisogni energetici effettivi (considerando anche l'allattamento), dal momento che se l'avesse fatto le avrebbe dato un valore preciso piuttosto che una forbice che non ha molto significato: 300 Kcal possono fare la differenza tra una dieta ipocalorica (per dimagrire, tanto per capirci) ed una ipercalorica (che fa ingrassare). Se ad esempio il suo fabbisogno energetico giornaliero fosse di 1.700 Kcal, con 1.500 dimagrisce, con 1.800 ingrassa. Detto questo, la sua domanda sarà ovviamente: come faccio a sapere qual è il mio fabbisogno energetico giornaliero? Risposta: il fabbisogno è dato da quello che lei consuma in condizioni basali (metabolismo basale, cioè quello che consumerebbe stando ferma nel letto semplicemente respirando) più il dispendio energetico dovuto all'attività motoria volontaria (di qualsiasi natura) più un altro piccolo valore che si chiama termogenesi indotta dalla dieta (cioè quello che consuma per digerire quello che ha mangiato). Ora, quest'ultimo valore lo assumiamo trascurabile, ma il metabolismo basale ed il dispendio dovuto all'attività motoria vanno calcolati. Come si calcolano? Esistono delle formule, quelle migliori tengono conto anche della percentuale di massa grassa e di massa magra di cui è composto il suo organismo, percentuali che possono essere calcolate a partire da una semplice indagine che si chiama plicometria. Tutto questo per dire che, per fortuna, le persone sono diverse una dall'altra, e che ciò che può andar bene per una persona non necessariamente deve andar bene per l'altra. Per risolvere questo problema esistono in natura i nutrizionisti, che sono perfettamente in grado (mi auguro) di calcolare metabolismo basale, fabbisogno energetico giornaliero e proporre diete adatte a ciascuno con la sua condizione fisiologica (nel suo caso l'allattamento); conoscono anche la composizione degli alimenti in termini di carboidrati, proteine, grassi e tutti i micronutrienti (es. calcio) che sono tanto importanti in certe fasi della vita come appunto l'allattamento e sanno adattare le proposte dietetiche ai gusti di ciascuno ed alla disponibilità del mercato alimentare locale e stagionale.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Quante probabilità ci sono che il bambino sia celiaco come me? (04.09.2011 - 16:06) Gentile dottore, in tutta sincerità non sono incinta ma il desiderio di diventarlo è nell'arco di breve tempo, per questo motivo le pongo questa domanda: quante probabilità ci sono che il bambino/a sia celiaco/a come me (ho chiesto alla mia ginecologa la quale mi ha detto che sarà praticamente certa la positività a questa intolleranza del bambino/a, sarà vero???)? Ovviamente sono a dieta priva di glutine, questo da 5 anni ormai. Grazie se vorrà rispondermi.
M. Gentile lettrice, come senz'altro saprà la celiachia è una intolleranza che insorge su base autoimmune in soggetti geneticamente suscettibili esposti ad un fattore ambientale (il glutine nella dieta). Sebbene la predisposizione genetica giochi un ruolo importante nel determinare l'intolleranza, la celiachia non è una malattia genetica mendeliana, per cui affermare con certezza che la prole sarà senz'altro affetta non è corretto. Si tratta di condizioni dette "multifattoriali", nelle quali cioè una serie di possibili varianti genetiche si allineano per creare una più o meno forte suscettibilità ad una condizione che comunque per manifestarsi richiede anche l'intervento di un fattore ambientale. Per questo motivo non è possibile fare previsioni a priori circa la probabilità che la sua progenie sarà celiaca; di sicuro, essendolo lei, la loro suscettibilità genetica ad esserlo sarà più alta di quella di una qualsiasi persona della popolazione generale. In ogni caso, nell'eventualità di una nascita, il pediatra sarà ovviamente informato, ed avrà cura di introdurre il glutine al divezzamento con l'opportuna tempistica, oltre che monitorare con attenzione ogni segno clinico possa far sospettare l'intolleranza, la quale, eventualmente diagnosticata (certamente all'insorgenza) e trattata non comporta alcuna conseguenza per la salute e consente di praticare un'alimentazione sana e gradevole, anche nell'età dello sviluppo.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Sto tentando in tutti i modi di poter perdere qualche chilo… (02.09.2011 - 17:11) Salve, mi chiamo Laura e scrivo da Spello in provincia di Perugia. Le scrivo perche ho bisogno di un grande consiglio. Innanzitutto le descrivo, sono alta 1.52 e peso 69 kg, sono in sovrappeso. Sto tentando in tutti i modi di poter perdere qualche chilo. Dopo un aborto avuto a gennaio ho iniziato ad avere una fame compulsiva, ho sempre fame e non riesco a non pensarci. Ma ovvio, mi tengo nel mangiare fuori dai pasti. Vorrei sapere se innanzitutto l'aborto che ho avuto può essere causato da un sovrappeso e cosa mi consiglia per cercare di placare questo mio senso di fame. Grazie mille
Laura Gentile Laura, l'interruzione spontanea della sua precedente gravidanza certamente non è stata causata dal sovrappeso. Per quanto riguarda il suo comportamento alimentare se, come immagino, sia di origine recente e non "costitutivo" (mi spiego: se il fenomeno non si è verificato sin da quando era bambina), le consiglio senz'altro di consultare uno psicologo esperto appunto in comportamento alimentare.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Terza gravidanza e sottopeso (07.08.2011 - 01:50) Gentile dottore, ho 29 anni e due bambini di 1 e 3 anni. Io e mio marito pensiamo al terzo figlio. Il mio problema è il peso di partenza di 41kg per 1.57 m di altezza. Nelle precedenti gravidanze ho preso ben 17 kg e 19 kg rispettivamente perdendone più di quanti ne ho guadagnato e ritrovandomi quindi a -3kg dal peso di partenza della prima gravidanza. Sono sempre stata così mingherlina, anche se cerco di mangiare, a volte mi sforzo solo per la paura che la bilancia scenda troppo (quando ho smesso di allattare la seconda ero a 38 kg). Come mi dovrei comportare in vista di una eventuale nuova gravidanza? Come posso recuperare qualche kg prima di rimanere incinta? Soffro di acidità e reflusso gastroesofageo. La ringrazio anticipatamente per i consigli, saluti.
Lettera non firmata Gentile lettrice, se è sempre stata così di costituzione non vedo problemi ad intraprendere una terza gravidanza partendo da un leggero sottopeso iniziale: come ha potuto notare nelle due precedenti, l'incremento di peso più marcato tende in questi casi a compensare il sottopeso iniziale. Le consiglio di non fare nulla e di affrontare dal punto di vista alimentare l'eventuale terza gravidanza esattamente come le prime due.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Diabete gestazionale primo trimestre (11.06.2011 - 12:59) Gent.Le Dottore, sono una ragazza di 29 anni alla decima settimana gestazionale (Ultima Mestruazione 01/04/2011).
In data 03/05/2011 cioè alla quarta settimana + 4 giorni dagli esami è risultata una glicemia a digiuno di 114 mg/dl.
Ripetuto l'esame qualche giorno dopo è risultato un valore a digiuno di 102 mg/dl e un valore di emoglobina glicata 5%.
Dal 18/05/2011, cioè dalla sesta settimana + 5 giorni, sono stata messa a dieta dal centro diabetologico, riscontrando subito un miglioramento dei valori della glicemia.
Il mio dubbio è: possono esserci stati dei rischi per l'embrione nel periodo che va dal concepimento all'inizio della dieta? Cioè nelle prime sei settimane?
Ora che sono a dieci settimane, seguendo sempre la dieta, ho notato che le glicemie ad un'ora dal pasto stanno aumentando... (le prime settimane della dieta circa da 80 a 127 e negli ultimi giorni da 120 a 138). Cosa ne pensa?
La ringrazio anticipatamente
Distinti Saluti
Lettera non firmata Gentile lettrice, assolutamente nessun problema per le prime settimane di gravidanza. Per quanto riguarda le ultime glicemie aumentano dal momento che si instaura, con l'incedere delle settimane di gestazione, una naturale insulino-resistenza che somma i suoi effetti al suo GDM. Riferisca questi dati di automonitoraggio a chi glieli ha richiesti per valutare l'efficacia del trattamento alimentare; tenga conto che in alcuni casi è consigliato il passaggio all'utilizzo di insulina, che per il GDM è una scelta sicura ed efficace.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Alimentazione bambino (22.05.2011 - 14:27) Gentile dottore, sono la mamma di Christian, un bellissimo bambino di 14 mesi. Mi rivolgo a lei per un problema che mi mette un po' in ansia: da circa 3 gg il bambino, che ha sempre mangiato di tutto e con fame, si dimostra apatico nei confronti del cibo che ha sempre mangiato; sembra che non abbia appetito, preferisce bere tantissima acqua e succhi di frutta; gli do anche a merenda un po' di gelato artigianale al fior di latte e frutta per dargli un po' di sostanza; ho dapprima dato la colpa alla vaccinazione morbillo-parotite- rosolia che ha fatto 10gg fa, poi al caldo afoso di questi giorni.... non so proprio più cosa fare e mi sto scervellando per capire cosa potrei dargli da mangiare che sia a lui gradito in questo momento. Aggiungo che variazioni significative di peso non ne ho viste dato il breve tempo da cui è iniziata questa situazione. Gentile dottore, può aiutarmi lei? La ringrazio anticipatamente,
Claudia Gentile lettrice, innanzitutto non è il caso di preoccuparsi se per un periodo così breve il bimbo non mangia come lei si aspetta. Le motivazioni possono essere le più varie, la stessa vaccinazione non è poi così lontana nel tempo da poter essere esclusa come possibile causa, ma ovviamente nel frattempo può essersi instaurata anche una qualsiasi forma di blanda infezione che determina una certa astenia. L'importante è che il bambino beva molto, non lo forzi più di tanto, magari gli prepari pasti liquidi (pastine in brodo, passati di verdura e vellutate di ortaggi e verdure allestite con formaggio grattugiato, latte anche freddo ecc). Se il fenomeno persiste lo porti all'attenzione del pediatra. Se si arriverà a prendere la decisione di controllare un po' di parametri con un prelievo di sangue (cosa da evitare per quanto possibile, vista l'età) la prescrizione conterrà con ogni probabilità anche il test per la celiachia (anticorpi anti transglutaminasi).
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Celiachia ed altre intolleranze in gravidanza (15.05.2011 - 14:14) Salve! Ho 37 anni e sono incinta da tre settimane (reali). Sono celiaca, intollerante al latte, al nichel ed al lattice. Oltretutto parto già con un metabolismo molto lento ed un sovrappeso non indifferente. Sono alta 155 cm e peso 70 kg. Sono molto preoccupata per quanto riguarda il come e quanto alimentarmi nei prossimi 9 mesi. Qui a Trieste i medici che ho contattato si lavano le mani dicendo che non hanno mai avuto una paziente con tanti problemi alimentari tutti insieme. Lei cosa mi consiglierebbe?
Grazie mille.
Elena Gentile lettrice, in piena querelle tra chi è più idoneo a erogare una dieta, se il medico o il nutrizionista, questa sua e-mail andrebbe incorniciata.
No, per quanto un caso possa essere raro dietro un caso c'è sempre una persona, e se lei chiede un aiuto è infinitamente poco professionale non offriglielo: sono certo si tratti di un difetto di comprensione; torni alla carica dai suoi medici, e magari provi ad ascoltare anche il parere di un nutrizionista. Di solito conosciamo la composizione chimica degli alimenti, la varietà offerta da decine di combinazioni alimentari diverse, le reazioni avverse scatenate dalle crossreattività alimento-alimento o polline-alimento o lattice-alimento, sappiamo adattare le diete ai gusti ed alle preferenze di chi le richiede, e, soprattutto, sappiamo gestire situazioni concomitanti (per esempio reazioni avverse + sovrappeso). Con le dovute eccezioni, naturalmente!
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Cibi velenosi per i bimbi… (12.05.2011 - 16:23) Buonasera,
la mia bambina ha 13 mesi e comincia a mangiare (oltre alle pappe) anche i "cibi per adulti" chiedo: quali sono (se ci sono) cibi che non si devono dare a bimbi così piccoli (oltre a quelli sconsigliati dal pediatra come per esempio l'albume, o a quelli considerati ovvi come per esempio la coca cola, la caffeina e l'alcool) e nella fattispecie: le nuvolette di gamberi (che si trovano nei ristoranti orientali)? Il cioccolato?... c'è un criterio per capire in linea di massima cosa "si" e cosa "no"? I succhi di frutta quelli senza zucchero aggiunto? Quanto se ne può bere in un gg? Meglio il miele allo zucchero? Infine, è vero che la tendenza a diventare obesi la si determina nei primi 2 anni di vita? Grazie
Giu Gentile lettrice, cominciamo dall'ultima domanda: l'obesità è una condizione multifattoriale, che si sviluppa cioè in individui con una suscettibilità genetica individuale i quali sono esposti ad un fattore ambientale cosiddetto "obesogenico". Tale fattore obesogenico è rappresentato da un ambiente che favorisce l'introito energetico a favore del dispendio energetico. Un introito energetico inadeguato nell'età dello sviluppo si traduce in obesità infantile, che a sua volta è un forte fattore di rischio per l'obesità in età adulta. Nell'età dello sviluppo l'obesità si accompagna spesso a problemi osteoarticolari, a dispnea e a steatosi epatica (fegato grasso). Nella tarda età dello sviluppo il ragazzo obeso è più a rischio di diabete di tipo 2 (ed infatti osserviamo un andamento in forte crescita del diabete di tipo 2 nei ragazzi, da quando l'obesità è diventata un'emergenza in questa fascia d'età). Quando poi l'obesità si trascina in età adulta si osserva un incremento del rischio cardiovascolare, di tumori e, di nuovo, di diabete di tipo 2. Ora, è vero che l'educazione al gusto è molto importante proprio nella fascia d'età che va dal divezzamento fino ai tre anni, e che il modo di mangiare che si "impara" in questo momento diventerà poi un repertorio personale di alimenti preferiti, quindi è molto saggio da parte sua impegnarsi in questo senso. A parte i cibi che conviene evitare per espressa indicazione del pediatra che ben conosce gli stati fisiologici ed eventualmente patologici, non ci sono delle vere liste bianche e liste nere di cibi: la prima cosa importante è proprio quella di non sovralimentare il bambino, non forzarlo a mangiare quando non ha fame o quando ha raggiunto la sazietà. Al contrario, spingerlo a bere (acqua) anche quando non la richiede. Poi, evitare naturalmente tutte le bevande nervine ed alcoliche, i crostacei, tutti i prodotti industriali e confezionati. Leggere sempre le etichette e non somministrare mai al bimbo un prodotto che contiene in etichetta un ingrediente che lei non conosce (vale per esempio per tutti i conservanti, coloranti, edulcoranti ed additivi con le loro enigmatiche sigle, nitrati, nitriti, maltodescrine, sciroppo di glucosio, ecc ecc). È opportuno educare il gusto ad una sapidità data dagli aromi naturali piuttosto che dal sale, quindi evitare dadi, ridurre al minimo carni e pesci conservati, favorire invece carne e pesce fresco e piatti insaporiti con prezzemolo, sedano, alloro. Non succhi (con o senza zucchero), ma frutta! (anche spremuta). Proporre sempre gli alimenti di stagione nella preparazione più semplice (es. pastina con crema di carciofi, tanto per capirci). Lo zucchero potreste perfino evitare di acquistarlo. La cucina cinese d'importazione non la vedo tanto indicata per un divezzamento....
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Ho paura di riprendere tutti i miei chili!! (22.04.2011 - 21:06) Salve, sono Annapaola e sono alla settima settimana di gravidanza, questa è la terza gravidanza e prima di decidere il concepimento ho perso 22 chili, ora ne peso 72, la mia più grande paura è prendere di nuovo tutti questi chili e ciò che mi spaventa di più è che ho una fame pazzesca di pasta anche scaldata, allora per evitare di mangiarla, cerco di soddisfare la mia voglia mangiando tanto riso, dopo un po' che ho terminato inizio ad avere forti nausee ed acidità di stomaco che qualche volta mi provocano il vomito, che cosa devo fare??? Grazie e Buona Pasqua
Annapaola Gentile lettrice, innanzitutto non si accanisca sul riso, che contiene quasi le stesse calorie della pasta ma spesso più carboidrati e meno fibra. Poi, come sempre, le consiglio di consultare un nutrizionista, per una proposta alimentare strutturata sin d'ora su cinque appuntamenti alimentari al giorno, per distribuire gli apporti, soddisfare lo stimolo ad intervalli di tempo più ravvicinati, controllare l'insulino-resistenza e controllare anche l'incremento di peso, che nel suo caso deve essere tenuto decisamente entro i limiti suggeriti per una gravidanza fisiologica. Naturalmente informi degli episodi di vomito il suo medico, che dovrà valutarli nel giusto contesto (controllo glucidico, esame urine); anche l'acidità di stomaco non è normale, a meno che non soffra di reflusso gastroesofageo, nel qual caso è ancora più importante frazionare gli apporti, già subito.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Coca cola, Crodino, Nutella... che cosa può far male al feto? (21.04.2011 - 16:22) Buongiorno,
in occasione della mia prima gravidanza (purtroppo finita male, era un uovo cieco) la mia (ex!) ginecologa mi aveva proibito in pratica qualunque alimento dolce (cioccolata, nutella, zucchero, etc) e anche qualunque bevanda gassata (crodino, fanta, coca light). Premetto che sono alta 1,61, peso 45 kili, sono sana (ho effettuato tutti gli esami possibili, e sono tutti senza asterisco, compresa la tiroide, della quale ho fatto persino una ecografia; la glicemia è fissa a 80 ormai da anni, colesterolo 190, con circa 90 di quello "buono", insomma, nonostante la situazione presente, mi era stato proibito tutto! e i primi due mesi (gli unici) con il pancino, li ho vissuti male, con la fobia della dieta! Prendo acido folico da circa 1 anno, e mangio un po' di tutto. Ma mi chiedo: se, in occasione di una futura gravidanza, dovessi bere una Fanta a settimana in pizzeria, o un po' di cioccolata, o un crodino al bar il sabato... insomma, farei dei danni al feto!?? Vi prego di rispondere, non sono "cibi" fondamentali e irrinunciabili, per cui se mi dite che fanno male, io ci rinuncio volentieri. È più importante la salute del bambino, che la mia "gola"!
Grazie... rispondete per favore!
L. Gentile lettrice, una dieta sana, sia in gravidanza che in qualsiasi altra situazione fisiologica, non dovrebbe, a parer mio, essere imposta come fosse una prescrizione farmacologica, non dovrebbero esiste "divieti" e cibi "proibiti". Il regime alimentare dovrebbe, secondo me, essere "concordato", un sostantivo che richiama il concetto di "concordance", una buona prassi, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, da applicarsi ad ogni ambito della salvaguardia della salute. Quello che l'operatore della salute dovrebbe fare, se ci riesce, è fornire, con linguaggio tarato su chi ha di fronte, tutte le informazioni necessarie per metterlo in condizioni di operare una scelta consapevole. La dieta, visto che parliamo di quella, deve poi essere "sostenibile", cioè tarata sui bisogni (anche edonistici, ovviamente) chi la dovrebbe seguire. Per fare tutto ciò chi elabora una dieta deve prendersi la briga di cercare di comprendere i bisogni ed i gusti della persona che la farà, conoscere bene gli alimenti, le loro caratteristiche chimiche e fondere tutte queste informazioni in una proposta dietetica concordata e sostenibile. Il nutrizionista biologo, sempre secondo un mio parere personale ed opinabile, quando è bravo, è certamente una figura professionale adatta a svolgere questo compito, non foss'altro che per il fatto che il suo aggiornamento è tutto rivolto verso problematiche nutrizionali. Mi scusi la divagazione, veniamo al caso suo: se qualcuno le ha spiegato perché bibite gassate e cioccolata non sono particolarmente adatti ad essere consumati in gravidanza, potrà valutare da sola l'opportunità di soddisfare di tanto in tanto le sue (legittime) esigenze edonistiche.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Barrette sostitutive dei pasti (14.04.2011 - 18:29) Buongiorno dottore, volevo chiederle se in gravidanza è controindicata
l'assunzione di barrette proteiche che vanno a sostituire il pasto? Un paio di giorni alla settimana ero abituata a mangiarle per orario
continuato al lavoro. Grazie mille della sua risposta.
Lettera non firmata Gentile lettrice, le barrette sostitutive del pasto non sono
"controindicate" ma semplicemente sconsigliate, in gravidanza come in
qualsiasi altra circostanza, dal momento che il mercato e la
tradizione ci offrono un'ampia varietà di alimenti che possono essere
scelti per pranzi veloci fuori casa.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Ipoglicemia in gravidanza (08.04.2011 - 10:05) Gentile nutrizionista, sono alla 16 settimana della mia prima gravidanza ho
sempre avuto valori di glicemia nella norma ogni volta che ho fatto le
analisi. Da quando sono incinta a digiuno risulta 78 e dopo due ore dal
pranzo 81, da una settimana seguo una alimentazione di 1200 calorie visto
che sono a letto per gravidanza a rischio. Dopo qualche giorno di dieta ho
avuto cali di glicemia la quale è risultata 55. Mi sto preoccupando per il
bambino e volevo sapere come mai si è presentato questo episodio
ipoglicemico.
Grazie mille
Anna Gentile lettrice, il riscontro di glicemie a digiuno un po' bassine é
normale in gravidanza, i suoi valori non destano preoccupazione.
Vorrei invece augurarmi che questa dieta da 1200 kcal le sia stata
rilasciata dopo una attenta valutazione dei suoi effettivi fabbisogni
energetici, giacché, pur considerando l'assenza delle attività
motorie, quell'apporto potrebbe essere inadeguato, a meno che lei non
sia proprio di esile corporatura. Non starà mica facendo una dieta
ipocalorica presa da un giornale?!
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Incinta e obesa (07.04.2011 - 15:18) Salve Dottore, sono una donna di 37 anni obesa. Alta 1,70 cm peso oltre 95 kg attualmente. Stavo facendo la dieta e una settimana fa mi sono accorta di essere incinta di un mese. Ora, a parte la felicità, mi stanno venendo un po’ di ansie. Primo su come andrà la gravidanza, secondo su come mi devo comportare io. Mi chiedo anche se riuscirò a portarla a termine e se riuscirò a partorire. Mi sembra di essere l'unica donna al mondo così tanto grassa e incinta. Oltre al mio ginecologo, a chi altro posso rivolgermi per un aiuto? Al momento non ho bisogno di prediche sul peso, ma solo di buoni consigli.
Ringraziandola della sua cortesia, cordialmente la saluto.
Cinzia, Varese Gentile lettrice, per una corretta gestione della gravidanza in sovrappeso sarebbe auspicabile, a parer mio, lavorare in team con un ginecologo ed un nutrizionista. Il primo avrà cura di inquadrare perfettamente ogni risvolto clinico della gravidanza, il secondo saprà maneggiare agevolmente tutti gli alimenti che incontrano il suo gusto personale, siano disponibili sul suo mercato e nel frattempo siano "funzionali" al caso suo, cioè assortiti in modo tale da garantire i fabbisogni critici in gravidanza (che sono poi quelli di alcuni minerali e di alcune vitamine) oltre che a controllare l'introito calorico in modo da ottenere la giusta progressione del peso per la corretta gestione di questa gravidanza stimata anche sui suoi dati antropometrici specifici. Il ginecologo da solo difficilmente (salvo sue peculiarità) potrebbe strutturarle una proposta alimentare basata sui principi sopra citati, mentre il nutrizionista non potrebbe operare senza una guida che gli suggerisca quando e come "aggiustare il tiro" durante i nove mesi (tanto per dirne una: se il ginecologo ad un certo punto decide di sospendere l'acido folico, il nutrizionista dovrà aver cura di fargliene trovare l'opportuna quantità negli alimenti, se il ginecologo ravvisa l'opportunità di seguire un regime alimentare iposodico il nutrizionista saprà come renderle la vita facile in questo senso). Se il suo ginecologo ha già un nutrizionista con cui è abituato a lavorare (come spesso accade) se lo faccia consigliare da lui, altrimenti chieda al suo medico curante; a Varese ce ne sono certamente di bravi e preparati.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Intolleranze alimentari (28.03.2011 - 09:25) Sono una donna di 36 anni e stiamo cercando di avere un bambino. Io ho delle intolleranze alimentari che mi sono state diagnosticate da un alimentarista, sono intollerante al lattosio e all'olio di oliva e derivati. Sarà un problema per la dieta durante la gravidanza? Io bevo il latte di soia e formaggi di capra non freschi ma stagionati. Compensano il calcio necessario per il bambino? Non utilizzo burro ma olio di mais, di soia e di semi di girasole uso la margarina (poca) senza grassi insaturi. Sono preoccupata. Grazie
Manuela Gentile lettrice, l'intolleranza all'olio di oliva non è documentata come entità clinica rilevabile né in ambito gastroenterologico né in ambito allergologico, non c'è in letteratura scientifica, non sono descritti da nessuna parte segni, sintomi, diagnosi e trattamento. In una parola, non esiste: è un'invenzione. Se fosse una mia paziente, ovviamente dopo un'accurata valutazione anamnestica sull'eventuale presenza di una reazione avversa, le consiglierei di reintrodurre il preziosissimo olio di oliva ed abbandonare i prodotti che dice di utilizzare come fonte di lipidi. Per quanto riguarda il lattosio, quella si che è un'intolleranza alimentare propriamente detta e, ammesso che le sia stata diagnosticata tramite breath test (cosa che - non so perché - sospetto non sia avvenuta), deve essere opportunamente gestita con una alimentazione senza lattosio, che è presente ovviamente anche nei formaggi di capra, in molti affettati, ma quasi assente in alcuni tipi di latte di mucca attualmente in commercio, che però contengono la stessa quantità di calcio dei latti “normali", oltre alla vitamina D necessaria al suo assorbimento.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Diabete gestazionale post partum (13.03.2011 - 17:03) Salve! Durante la gravidanza mi è stato diagnosticato il diabete
gestazionale, che ho tenuto sotto controllo con la dieta. Ora, circa 15
giorni dopo il parto, sto continuando a misurare la glicemia, che risulta
alterata a volte 2 ore dopo i pasti (150,160 mg/dl), mentre sempre nella
norma dopo colazione e a digiuno. Ci vuole un po' di tempo dopo il parto
per tornare a valori normali o dovrei essere già in compenso?
Grazie per l'attenzione.
Lettera non firmata Gentile lettrice, la data del parto é troppo vicina per il compenso
completo, vi é ancora una certa insulino resistenza che andrà valutata
definitivamente solo quando sarà rientrata completamente al peso di
partenza. Ma le consiglio di far tesoro di quel modo di mangiare che
le é stato suggerito per la gestione durante la gravidanza dal momento
che nelle donne che hanno fatto il GDM permane un rischio più elevato
di sviluppare il diabete di tipo 2, anche a distanza di anni dal
parto.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Odiati chili in più… (10.03.2011 - 15:39) Salve dottore, sono alla 17° settimana di gravidanza sono alta 1,60 cm prima
della gravidanza pesavo 57 kg sono stata sempre attenta alla linea dato
che ho la tendenza ad ingrassare e le scrivo per presentarle il mio piano
alimentare e avere un suo parere, fino ad ora ho preso più di 5 kg mi
sembrano però troppi dato che non ho fatto nessun abuso, ad esempio ieri
ho mangiato a colazione latte scremato e cereali integrali, a pranzo una fetta di carne di cavallo spinaci lessati 40 g di pane integrale e un kiwi, nel pomeriggio uno yogurt naturale e una fetta d'ananas, a cena 1 piatto di minestrone di verdure 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato 40 g di pane integrale 1 kiwi e prima di andare a letto un bicchiere di latte scremato, ecco, a parte qualche peccato di gola 1 o 2 volte la settimana la pizza il sabato e la pasta la domenica a pranzo, è questo il mio tipico regime alimentare cambiando ovviamente ogni gg le fonti di proteine 2 uova la settimana la carne bianca, rossa il pesce i legumi ecc. non ho mai abusato nell'uso di olio sale e zucchero bevo circa 1,5 litri d'acqua al gg e vado in palestra regolarmente. Io credo che meglio di così non
potrei comportarmi sa dirmi a cosa è dovuto il mio eccessivo aumento di
peso e darmi magari qualche consiglio in più? Mi sono prefissata di
aumentare massimo di 12 kg, ma continuando così credo che li supererò. In attesa di una sua cordiale risposta le porgo i miei saluti.
Francesca Cara lettrice, premesso che ovviamente nessun nutrizionista serio le potrebbe fornire consigli dettagliati sull'alimentazione senza
un'accurata indagine che può essere condotta solo in ambulatorio, mi
permetto di rispondere dal momento che vedo nel suo messaggio alcuni
elementi che caratterizzano quello che viene comunemente ritenuto un
modo “sano” di mangiare, ma che si discosta fortemente dallo stile
alimentare “mediterraneo” che sano lo é davvero, e non per credenza
diffusa ma per centinaia di studi scientifici che lo hanno dimostrato.
Ad esempio, credere che la pasta sia un “peccato di gola” ci porta
dritti verso un regime alimentare iperproteico (in gravidanza leggasi
“affaticamento renale” che si aggiunge a quello che in certa misura é
quasi fisiologico) e/o iperlipidico (in gravidanza leggasi
“sovrappeso”)? Poi, perché bere il latte scremato (12 kcal di
differenza rispetto a quello normale)? Perché mangiare i cereali (un
eccesso di fibra a colazione riduce l'assorbimento del calcio dal
latte, elemento il cui fabbisogno in gravidanza aumenta del 50%)? In
conclusione le suggerisco di affrontare con spirito più rilassato
l'aspetto alimentare della sua gravidanza, che, detto per inciso,
procede sostanzialmente normopeso.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Bulimica (09.03.2011 - 19:08) Sono bulimica da 15 anni e ora sono incinta da 9 settimane. Sto alimentando
bene sia me che mio figlio, però ogni tanto faccio l’abbuffata e vomito, poi
però rimangio per assicurarmi la crescita di mio figlio... cosa succede al
bimbo??? Posso causargli dei danni??? Venerdì andrò dallo psichiatra che mi
segue da anni... però vorrei un suo parere grazie.
Lettera non firmata Gentile lettrice, il problema di approvvigionamento per il feto é
naturalmente direttamente proporzionale all'entità della "abbuffata"
ed al tempo trascorso prima di mangiare nuovamente. E, ovviamente,
alla presenza di un sovrappeso concomitante. L'appuntamento già preso
con lo psichiatra é un'ottima notizia, auspico la formazione di un
team costituito da lei, il suo psichiatra ed un nutrizionista per il brillante superamento di questo problema.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Ho preso troppi chili? (09.03.2011 - 13:27) Buongiorno Dr., ho quasi 28 anni e sono alla mia prima gravidanza. Prima
di rimanere incinta pesavo tra 53-54kg e sono alta 1.62. Ora sono alla 22
settimana e peso tra 60-61 kg. Mangio regolare, ho tolto praticamente
tutti i dolci in quanto sono sempre stata golosa, mangio verdura, poco
frutta perché mi gonfia lo stomaco e alla mattina bevo il latte con i
cereali. Ho sempre avuto la pancia piatta e la vita troppo stretta ed ora
si sono allargate mentre i fianchi si sono allagarti leggermente ma sto
facendo dei massaggi apposta per la ritenzione idrica in quanto ne ho
sempre un po’ sofferto. Il mio ragazzo dice che non sono ingrassata molto.
Secondo Lei sono giusta o ho messo su troppi chili? Non so più cosa fare
per non prendere tanti chili. Dimenticavo, ora con il trasloco non sto
facendo nessuna attività fisica, ma appena mi sistemerò entro fine mese
inizierò ad andare al parco a camminare. La ringrazio.
Rebecca Gentile lettrice, il suo attuale incremento di peso é solo lievemente più elevato di quello atteso, ma se continua a curare l'alimentazione
ed intraprende le attività motorie auspicabili di cui parla
terminerà la gravidanza con il giusto peso.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Vegetariana in gravidanza (28.02.2011 - 18:30) Gentile dottore, ho 33 anni e sono alla 10 settimana, il mio peso (pressoché invariato dall'inizio della gravidanza causa nausee varie..) è di 50 kg per 170 cm. Da quasi tre anni sono "vegetariana" con alcune eccezioni per il pesce che consumo maggiormente (almeno una volta a settimana) da quando sono rimasta incinta. I miei esami del sangue sono buoni salvo qualche saltuaria carenza di ferro che compenso con l'assunzione di "ferrograd" in compresse per periodi piuttosto prolungati. Per il resto cerco di alimentarmi in maniera equilibrata con legumi, formaggi, uova, carboidrati, frutta e verdura. Ho una particolare attenzione sulla qualità del cibo acquistando, per quello che è possibile, da produttori locali con coltivazioni e allevamenti biologici. Secondo il medico di base non ci sono problemi per la gravidanza mentre la ginecologa mi consiglia vivamente di assumere anche carne. Vorrei gentilmente conoscere il suo parere. Grazie,
Laura Gentile lettrice, concordo pienamente con il suo medico di base, una corretta alimentazione in gravidanza non è affatto incompatibile con un regime alimentare vegetariano o semi-vegetariano. La carne non è la soluzione al problema del ferro. Continui a mangiare secondo le sue abitudini, magari visto che qualche volta mangia anche pesce potrebbe farsi un piatto di spaghetti con le vongole una volta a settimana (se incontrano il suo gusto, naturalmente) che le forniranno molto più ferro di una bistecca di vitello.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Ingrassare durante l'allattamento (05.02.2011 - 23:04) Gentile dottore, ho appena concluso la mia seconda gravidanza in due anni,
nel corso di entrambe ho preso circa otto chili ogni volta perché riuscivo
a trattenermi e a camminare, ma puntualmente con la nascita del bimbo
perdevo un po’ il controllo sul cibo e sono ingrassata, in particolare
questa volta (al rientro dall'ospedale ero 68 kg, per 167 cm di altezza, e
ora, a due mesi dal parto sono circa 69 kg); capita spesso questa cosa?
Nonostante faccia molto movimento non riesco a perdere questo peso; le
cose miglioreranno quando smetterò di allattare? Perché non ho potuto
sperimentarlo la scorsa volta essendo rimasta incinta mentre allattavo.
Per quanto possa sembrare una cosa futile, vedere il mio corpo così
deformato mi impedisce di vivere con piena gioia l'arrivo della mia bimba.
Grazie se deciderà di rispondermi, non so a chi rivolgermi
Lettera non firmata Gentile lettrice, l'incremento di circa un chilo di peso non deve neanche esser preso in considerazione, essendo il numero irrilevante dal punto di vista biologico oltre che probabilmente al di sotto del limite di precisione della sua bilancia (il limite di precisione è scritto sul libretto della bilancia). Inoltre il corpo di una donna in gravidanza e allattamento non si "deforma" ma si modifica fisiologicamente per adattare tessuti ed organi a svolgere al meglio
il loro ruolo. E si tratta di modifiche (mi perdoni l'umorismo) di
solito apprezzate anche dai papà… Stia tranquilla, continui a
mangiare consapevolmente e non smetta di muoversi.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Secondo mese di gravidanza... bulimica (05.02.2011 - 22:28) Caro dottore, sono alla 8 settimana di gravidanza. Ho un problema, sono
sempre stata bulimica dall'età di 12 anni e purtroppo continuo ad esserlo
ancora oggi… il mio bimbo può avere seri problemi? Grazie mille...
Lettera non firmata Naturalmente si, l'intensità dei quali può variare di molto, in
funzione della presenza o assenza di un concomitante sovrappeso
significativo e degli stati di ipoglicemia ai quali ci si espone
eventualmente. Le auguro sia questa l'occasione per intraprendere il
giusto percorso di terapia del suo problema. Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Prima gravidanza e gestosi (27.01.2011 - 11:37) Salve Dottore,
nell'aprile 2007 ho partorito a 39 settimane con taglio cesareo d'urgenza la mia prima figlia perché avevo la p.a. massima a 180 e per questo motivo il mio ginecologo, ritenne opportuno intervenire quanto prima.
Credo che questo problema sia stato causato dall'aumento di peso eccessivo; partivo da 80 Kg per 1,65 cm. ed ero arrivata a 100 kg.
Oggi sono nuovamente in attesa di 8 settimane; questa volta pur partendo sempre da 80 Kg. sto cercando di avere un'alimentazione corretta in modo da prendere solo i kg. necessari.
Resta di fatto che sono comunque molto preoccupata per la pressione, che attualmente è perfetta.
Potrei avere lo stesso problema anche questa volta?
Grazie mille
Lettera non firmata Il suo rischio di rifare la gestosi è leggermente più alto di quello di una donna qualsiasi della popolazione generale: l'evento occorso in prima gravidanza non è infatti esclusivamente dovuto all'eccessivo peso (infatti non tutte le gravide con incremento superiore al normale sviluppano gestosi; ancora, la gestosi si può manifestare anche in gravide normopeso) ma ad un insieme di suscettibilità genetica ed esposizione ad un fattore di rischio, quale appunto il sovrappeso. Se in questa seconda gravidanza tiene sotto controllo il peso e l'alimentazione (soprattutto per quanto attiene all'introito di acqua e di sodio) abbasserà comunque il suo rischio individuale. I controlli (pressione, esame urine, proteinuria delle 24 ore) naturalmente saranno nel suo caso più stretti. Vi è la possibilità in alcuni centri specializzati di effettuare anche delle analisi predittive di gestosi (intorno alla 22a settimana) con prelievo non invasivo (sangue). Il suo medico le saprà indicare se e dove farle, nell'eventualità ritenga possano essere utili.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Centella asiatica e gravidanza (12.01.2011 - 16:34) Buonasera,
sono alla mia seconda gravidanza e purtroppo reduce dalla prima gravidanza in cui sono aumentata di 20 kg a causa di una grave ritenzione idrica concentrata sulle gambe.
Dopo il parto sono riuscita a rientrare con questa ritenzione usando una crema base di centella asiatica.
Vorrei sapere se posso continuare ad usare questa crema durante la gravidanza per non incorrere nello stesso problema... o in caso di suo parere negativo, cosa posso fare?
La ringrazio se vorrà rispondermi.
In ogni caso le porgo distinti saluti...
Maria Amalia Gentile lettrice, non utilizzi la centella in gravidanza in nessuna forma. La invito a tenere sotto controllo costante la pressione sanguigna durante tutto l'arco della gravidanza e valutare insieme al suo ginecologo l'entità di quella che lei chiama ritenzione idrica, la quale potrebbe nascondere in realtà un'ipertensione gravidica anche nota come gestosi. In entrambi i casi (che abbia o non abbia ipertensione) si assicuri un'idratazione adeguata durante la giornata (due litri di acqua almeno).
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Prima colazione in gravidanza (07.01.2011 - 14:06) Buongiorno, ho 31 anni partivo da 71 kg per 169 cm d'altezza e adesso sono alla 31 SG con quasi 83 kg e ahimè trovo che in effetti sono tanti e il mio ginecologo lo trova anche lui ma non credo di mangiare male; ovviamente ho messo quasi 3 kg in quest'ultimo mese anche perché ho mangiato un po’ di dolci natalizi e ho smesso di lavorare e le mie 2 ore settimanale di nuoto sono state sospese per le vacanze...
Mi chiedo se posso migliorare il mio modo di mangiare per queste ultime 8 settimane affinché non superi gli 86 kg massimo.
Perciò le chiedo se seconde lei è meglio che faccia colazione con una tazza di orzo, 2 fette di pane con un po’ di burro o marmellata o nutella oppure una tazza di cereali integrali con bevanda di soja e un caffè... sono 3 o 4 giorni che faccio colazione nel primo modo mentre l'avevo sempre fatto come nel secondo e devo dire che digerisco meglio ma mi sembra che mi faccia ingrassare di più.
Che ne pensa? Grazie mille
Lettera non firmata Gentile lettrice, naturalmente è impossibile capire se l'inatteso incremento di peso sia dovuto a cambiamenti nella sola colazione o se invece siano da ascrivere ad un incremento generale dell'introito alimentare nelle 24 ore. Di sicuro una buona colazione non coincide con il primo modello che descrive, e neanche tanto con il secondo visto che sarebbe meglio assumere latte e cereali o latte e fette biscottate anziché soia, a meno che lei non abbia una specifica reazione avversa all'assunzione di latte (nel qual caso mi auguro abbia provveduto a verificare l'appropriatezza della sua alimentazione in relazione al fabbisogno di calcio, che, come si sa, in gravidanza aumenta).
Cordialmente
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
Settimana 7+5: presi già 5 chili! (02.01.2011 - 08:26) Buongiorno Dottore,
le scrivo per chiederle un consiglio sulla mia strana situazione.
Peso normale 64 kg per 172 cm di altezza. Abitudini alimentari irregolari per il lavoro che faccio, viaggio molto e mangio spesso in bar, hotel e ristoranti. Appena scoperto di aspettare un bambino, ho iniziato a mangiare bene (carne e pesce accompagnati da verdura lessa, poco pane, no dolci, smesso di fumare le mie 30 sigarette al giorno, no vino o aperitivi vari). Insomma, A DIETA rispetto a prima, eppure ho preso ben 5 chili in 11 giorni! Ho pancia, seno, gambe e glutei trasformati, tondi. Cosa mi succede? Prendo da 500gr a 1 kilo al giorno!!! E sto mangiando da persona a dieta, mi creda.
Grazie anticipatamente per il suo aiuto
Lettera non firmata Gentile lettrice, è ben difficile fare una stima del suo fabbisogno e dell'effettivo introito alimentare con i pochi dati che ci indica. In ogni caso, l'incremento di peso non sempre segue un andamento lineare durante la gravidanza, quindi le suggerisco di verificare innanzitutto con l'aiuto di uno specialista l'appropriatezza della sua alimentazione, e quindi di proseguire la gravidanza che è solo all'inizio con un adeguato apporto idrico ed alimentare. Le trasformazioni a cui assiste sono del tutto fisiologiche.
Cordialmente,
Dott. Giovanni Buonsanti Nutrizionista - Matera
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