26/11/2014
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Il Medico Risponde

L'Infettivologo risponde


Mi sono punta con la punta di un ago infetto utilizzato in paziente hcv positivo!

(23/11/2014 - 14:24)

Buongiorno, mi sono punta con la punta di un ago cavo infetto utilizzato in paz hcv pos. In realtà la puntura è stata superficiale e piccola nel palmo della mano e il guanto ovviamente non è servito a niente, non credo ci sia stato rilascio di sangue (dato che l'ago era cavo) perché si è infilata solo la punta, infatti dalla ferita non è uscito sangue spontaneamente ma solo in seguito alla mia spremitura sono uscite delle gocce di sangue chiare. Tutti i miei colleghi mi dicono che ho preso l'hcv e sono molto spaventata per quello che mi sta per accadere, inoltre volevo programmare una gravidanza e sono delusa e scoraggiata. Posso fare la ricerca dell'rna qualitativo ad un mese dal presunto contagio? Secondo la Vostra esperienza cosa mi devo aspettare?

Lettera non firmata

Gentile Signora,
un contagio con le modalità da lei riportate è possibile, ma direi tutto sommato improbabile. Il periodo di incubazione del virus risulta essere estremamente variabile. Teoricamente, già dopo 7-14 giorni da un ipotetico contagio potrebbe risultare positivo l’HCV RNA. La positivizzazione degli anticorpi potrebbe invece richiedere due o tre mesi. Un saluto

Dott. Nico Comparato
Medicina Interna - Ecografista - Matera

Pap test: numerosi leucociti

(13/11/2014 - 08:18)

Salve, mi chiamo Paola e non sono in gravidanza. Ho fatto il pap test e il risultato è stato: Negativo: assenza di lesione intraepiteliale o malignità. Cocchi. Numerosi leucociti. Discreta flogosi. Volevo sapere se va bene o mi devo preoccupare. Sto assumendo per bocca un integratore di lattobacilli (diclofor elle). Grazie per la risposta

Paola

Gentile Paola,
è necessario fare anche una terapia locale, per la flogosi e per la presenza di batteri. Torni dal ginecologo che ha effettuato il prelievo e segua le sue indicazioni. È un risultato abbastanza comune, da sottoporre allo specialista, ma non preoccupante. Cordiali saluti.

Dott. Salvatore Annona
Ginecologo - Napoli

Quanto aspettare per una nuova gravidanza dopo infezione da Toxoplasma?

(10/11/2014 - 08:33)

Gentile dottore, qualche settimana fa ho scoperto di essere inaspettatamente incinta. Alla settima settimana di gravidanza ho fatto le analisi di routine nel paese in cui vivo e sono risultata positiva per la toxoplasmosi (Toxoplasma IgG: REACTIVE 160.0 (Cut-off: > 10.0) - Toxoplasma IgM: REACTIVE 4.47 (Cut-off: > 1.0). Il test per l'avidità delle IgG ha dato come risultato "low avidity" quindi infezione recente. Tornando indietro con la memoria, quando ero alla quarta settimana di gravidanza ho accusato tutti i sintomi della toxoplasmosi (stanchezza, febbriciattola, dolori muscolari, ghiandole ingrossate), ma ovviamente non posso essere sicura di ciò. Premetto anche che nelle gravidanze precedenti, l'ultima tre anni fa, sono sempre risultata con IgG e IGM negative. Una ecografia fatta all'ottava settimana ha confermato che il feto er a adeguato come misure ed il cuore batteva regolarmente. Alla decima settimana un'ulteriore ecografia ha diagnosticato la morte del feto. La mia domanda è: quanto tempo è opportuno aspettare (dal momento in cui la toxoplasmosi è stata diagnosticata) prima di cercare una nuova gravidanza? Grazie mille!

Paola

Gentile Paola,
faccia bene un'adeguata terapia e tutti i controlli internistici e oculistici per assicurarsi di aver debellato l'infezione. Poi, in assenza di segni clinici, 3 o 4 mesi dovrebbero essere sufficienti e costituire un buon margine di sicurezza. Cordiali saluti.

Dott. Salvatore Annona
Ginecologo - Napoli

Esame colturale urine misto intermedio alterato

(05/11/2014 - 19:22)

Buonasera Gentili Dottori, sono all'8 settimana di gravidanza, sono reduce di un aborto interno nel giugno 2014. Ho effettuato analisi sangue e urine perché avevo bruciori lievi durante la minzione, di seguito l'esito dell'esame colturale: Klebsiella Pneumoniae SSP Pneumoniae 10000 UFC/ML. Attualmente ho ancora bruciori, è il caso che io prenda l'antibiotico? Può dare danni al feto? È più pericoloso per il feto prenderlo o non prenderlo? Grazie

Lettera non firmata

Anche se la carica batterica è relativamente bassa, conviene in ogni caso fare un trattamento antibiotico, scegliendo il farmaco maggiormente idoneo in base all’antibiogramma. Un saluto

Dott. Nico Comparato
Medicina Interna - Ecografista - Matera

La Gardnerella può compromettere la fecondazione?

(05/11/2014 - 12:04)

Buongiorno, da un tampone vaginale risulta quanto segue: Flora lattobacillare assente, gardnerella vaginalis positiva (+++) , poi ingerenza ambientale di ureaplasma urealyticum con carica batterica>100.000 cfu/ml. Il batterio è risultato sensibile a: josamicina, doxiciclina, eritromicina, pristinamicina, claritromicina e tetraciclina...Sto cercando una gravidanza, soffro di secchezza vaginale, è grave? Può compromettere la fecondazione? Si può guarire completamente? Sono molto preoccupata... grazie

Lettera non firmata

Gentile Signora,
deve farsi prescrivere una terapia vaginale dal suo ginecologo in base all'esito del tampone. Cordiali saluti

Dott.ssa Giovanna Marforio
Ginecologo - Trapani

Riattivazione citomegalovirus in gravidanza

(05/11/2014 - 10:21)

Salve, sono Alessia, attualmente alla 26esima settimana di gravidanza. Al primo, precocissimo controllo, mi sono state riscontrate IgM positive per citomegalovirus, dna sangue negativo, urina e salive positive, avidità altissima. La prima infezione l'ho avuta con certezza lo scorso anno. Sono stata seguita dal Sant'Orsola di Bologna, che, alla sesta settimana, mi ha posto diagnosi di riattivazione. Gli specialisti sono stati molto rincuoranti. Ho eseguito morfologica di 2livello sempre a Bologna a 20+5, ed ulteriore controllo ecografico accurato a 24+0: non sono state riscontrate anomalie. L'amniocentesi mi è stata sconsigliata. Mi chiedevo se con questi referti, posso stare piuttosto tranquilla, o se potranno insorgere problemi dalle prossime visite. I medici che mi stanno seguendo dicono che i danni gravi, sono quasi certamente esclusi (la certezza non si ha mai), ma navigando su Internet ho trovato pareri, anche autorevoli, contrastanti. La ringrazio anticipatamente per la disponibilità. Saluti

Alessia

Gentile Alessia,
come spesso ho sottolineato in altre occasioni, la certezza sullo stato fetale non può mai essere prospettata. A volte infatti feti con dna virale presente nel liquido non presenteranno mai segni di infezione e viceversa feti apparentemente indenni potranno sviluppare sequele tardive ed imprevedibili anche in epoca neonatale. Ad ogni modo in base a quello che mi scrive, concordo pienamente con l'ottimismo che le è stato prospettato. Un saluto

Dott. Nico Comparato
Medicina Interna - Ecografista - Matera

Malaria, dopo 8 anni donazione/conservazione del cordone ombelicale

(04/11/2014 - 11:57)

Buongiorno, sono alla 29esima settimana di gravidanza e sono interessata a donare o conservare il cordone ombelicale. Ho avuto la malaria nel 2006 dalla quale sono completamente guarita. Al centro trasfusionale dell'ospedale dove dovrei partorire mi dicono che non sono idonea alla donazione del cordone ombelicale, pur essendo completamente guarita, perché ho gli anticorpi della malaria. Vorrei capire meglio qual è il punto, in particolare per capire se avrebbe senso allora conservare privatamente il cordone ombelicale. La mia domanda è: non sono accettata per la donazione perché non si ha mai la certezza che abbia ancora la malaria in forma latente oppure è la presenza degli anticorpi che rende il cordone ombelicale non idoneo alla donazione? Mi sembra che nel primo caso avrebbe senso la conservazione, mentre nel secondo caso non avrebbe senso neanche conservare il cordone per uso autologo. Grazie, cordiali saluti.

Lettera non firmata

Gentile Signora,
la donazione del cordone ombelicale, salvo qualche realtà regionale, viene effettuata in gran parte grazie a volontariato o progetti a tempo e soprattutto con l'intervento di operatori di buona volontà che si impegnano per garantire questa opportunità, a partire da chi fa il prelievo per finire ai biologi che ci lavorano in laboratorio. Tenga presente che è anche molto costoso. Per questo motivo ci sono severi protocolli di inclusione ed esclusione e, anche rispettandoli rigorosamente, nel nostro caso, ci bocciano almeno 2 raccolte su 5, giudicandole povere di cellule staminali. Quindi i protocolli tendono ad escludere ogni minimo elemento che possa costituire fonte di fallimento del prelievo. Questo per la donazione, in cui il donatore non affronta alcuna spesa. Nel caso della autoconservazione, il paziente paga in proprio e quindi si assume anche il rischio del possibile fallimento della procedura. Avrà notato che le varie aziende, che tendono comunque ad accettare sempre il prelievo, con rarissimi casi in cui viene respinto, garantiscono il pagamento dei soli costi della sacca in caso di insuccesso. Credo che tutto questo basti a spiegarle il perchè della differenza fra le due procedure. Cordiali saluti

Dott. Salvatore Annona
Ginecologo - Napoli

Mycoplasma Hominis

(31/10/2014 - 10:21)

Buongiorno dottore, ho 35 anni ed il mio compagno 40. Stiamo facendo esami per un eventuale fecondazione assistita, in quanto sono diversi anni che cerchiamo una gravidanza mai arrivata. Lo spermiogramma del mio compagno non è incoraggiante, ci sono problemi di qualità, quantità e motilità (per non farci mancare nulla!). Ho effettuato il tampone vaginale e cervicale e sono risultata positiva al Mycoplasma Hominis, mentre l'esame effettuato tramite urine per la ricerca di Mycoplasma è risultato negativo, può essere? Nello spermiogramma del mio compagno risultano leucociti (legati al Mycoplasma?), la mia ginecologa ha prescritto ad entrambi una cura con Zitromax (3 gg poi 6 di pausa + altri 3 gg), dopodiché dovrò rifare il tampone. Il mio compagno dovrebbe fare la spermiocoltura dopo un mese dalla sospensione dell' antibiotico, la mia ginecologa mi ha consigliato di non farglielo fare prima dell' antibiotico perchè tanto sicuramente ha il Mycoplasma come me, secondo lei abbiamo sbagliato a seguire le sue indicazioni e dovevamo fare prima la spermiocoltura per accertare la cosa? Sono molto perplessa, mi aiuti a capire per favore. Grazie mille. Saluti.

Simo

Gentile Simo,
in linea di massima, è realmente probabile che le vie spermatiche-urinarie del suo compagno siano colonizzate dal micoplasma. Ad ogni modo converrebbe sempre, quanto possibile, eseguire un antibiogramma per scegliere l'antibiotico migliore e verificare dopo tre o quattro giorni dalla terapia, se l'antibiotico fa effetto anche in vivo oltre che in vitro, con una nuova cultura. Un saluto

Dott. Nico Comparato
Medicina Interna - Ecografista - Matera

Enterococcus faecalis in gravidanza

(30/10/2014 - 15:14)

Salve, io ho fatto un’urinocoltura e sono risultata positiva da enterococcus faecalis. Ho fatto una cura di 6 gg in 1 cp di aplital da 500 mg, dopo un mese ho ripetuto l'esame ed è ancora presente. Cosa devo fare? Sono al 33 settimana di gravidanza.

Lettera non firmata

Gentile Signora,
deve fare l'antibiogramma e una nuova terapia antibiotica. Cordiali saluti

Dott.ssa Giovanna Marforio
Ginecologo - Trapani

Tampone vaginale

(29/10/2014 - 15:20)

Salve, non sono incinta, ma a seguito di continue perdite bianche ho fatto un tampone ed è risultato per la seconda volta (curato già due anni fa) l'ureaplasma ureauliticum. Chiedevo quale cura fosse più appropriata dato che è sensibile a: roxitomicina-azitromicina-doxiciclina-iosamicina-minociclina-oflaxocina. Grazie mille,

Sara

Gentile Sara, la terapia più semplice da eseguire ed efficace è quella con azitromicina (due cp. contemporaneamente una tantum). Visto che è una recidiva, è opportuno valutare se il partner ne è portatore (sano). Cordiali saluti.

Dott. Marcello Navazio
Ginecologo - Endocrinologo - Bologna

Citomegalovirus in gravidanza

(29/10/2014 - 11:52)

Salve, sono alla 12 settimana di gravidanza. Le prime analisi di routine dove mi è stata riscontrata positività al cmv le ho fatte alla 7 settimana. Alla 9 settimana ho fatto le analisi sangue urina e saliva al laboratorio di infettivologia di BO. Risultato: infezione primaria contratta presumibilmente in fase concepimento (forse poco prima, forse poco dopo...); dall'analisi di sangue urina e saliva non è risultata alcuna traccia o presenza del virus. L'avidità per stare dalla parte del sicuro doveva essere inferiore o uguale a 15 io avevo 18. plica nucale e bitest nella norma. Mi hanno detto che avendolo preso così precocemente ci sono molti rischi relativi a danni cerebrali in quanto il cervello è uno di quegli organi che si sviluppano fino a fine gravidanza. Vale la pena attendere fino alla 21 settimana per effettuare amniocentesi? Quante probabilità ho nel mio caso che ci siano problemi alla nascita anche lievi? Avendo preso il cmv in epoca così precoce, se il feto fosse stato contagiato non sarei andata in contro ad aborto spontaneo quasi al 100% prima di arrivare al compimento del 3 mese? Può dirmi qualcosa sulle immunoglobuline e sul prof. Nigro dirigente dell'università dell'Aquila? Mi auguro possa rispondere a tutte le mie domande anche se mi rendo conto che senza dati alla mano potrebbe non essere facile esprimere un parere. Certa in un riscontro. porgo cordiali saluti e gentilmente ringrazio.

Lettera non firmata

Certezze in casi come quello che lei descrive, purtroppo non se ne possono fornire. Ad ogni modo si possono fare alcune considerazioni. È realmente vero che in caso di contagio fetale precoce spesso la gravidanza si interrompe. È anche vero che durante la gravidanza una eventuale infezione fetale quasi sempre causa dei danni anatomici visibili ad un'ecografia di secondo livello. Anche effettuando una villocentesi con diagnostica PCR per la ricerca di genoma virale, fornisce una garanzia solo nel caso in cui fosse negativa. Trovarla positiva non significa obbligatoriamente una infezione fetale o in ogni caso danni fetali. Allo stesso tempo un feto potrebbe essere perfetto però presentare problemi neurologici alla nascita, in caso ovviamente di infezione reale. In teoria quindi tutto è possibile. Ad ogni modo in pratica trovare un feto perfettamente normale, a patto che vengano eseguite ecografie di livello avanzato, rende sostanzialmente più che ottimisti sulla normalità del feto stesso. Un saluto

Dott. Nico Comparato
Medicina Interna - Ecografista - Matera

Vaccinazioni pre-concepimento

(25/10/2014 - 10:37)

Buongiorno, attualmente sono alla sesta settimana di gravidanza (u.m. 09/09/2014 e data presunta del concepimento 23/09/2014). Volevo chiedeLe se il richiamo (seconda delle due dosi) del vaccino per epatite A fatto il 28 luglio 2014 (quasi due mesi prima del concepimento) e la vaccinazione per difterite, tetano e pertosse eseguita il 15/09 (una settimana prima del concepimento) possono essere stata dannose per l'embrione. Grazie mille

Lettera non firmata

Nulla da temere per il vaccino per epatite A fatto due mesi prima del concepimento. Qualche riserva per quello fatto una settimana prima del concepimento, anche se è un tipo di vaccino contenente solo componenti inattivati e quindi non in grado di dare l'infezione. In linea di massima in gravidanza è meglio evitare i vaccini. Il fisico già deve affrontare uno stress e quindi non è il caso di metterlo alla prova con ulteriori disagi e possibili reazioni inattese. Cordiali saluti.

Dott. Salvatore Annona
Ginecologo - Napoli

Condilomatosi: la mia bimba potrebbe infettarsi dalla zia?

(24/10/2014 - 22:06)

Gentili specialisti, vorrei sapere che rischi corre mia figlia di 15 mesi di rimanere infetta da condilomatosi stando a contatto con sua zia. Alla piccola è stato diagnosticato un deficit parziale di IGA mentre eseguiva degli accertamenti richiesti dal gastroenterologo. Mentre sua zia soffre di condilomi acuminati alle vie genitali ed anali dal giugno 2013, ma che ha iniziato a curare dopo un anno la scorsa estate. Ha fatto vari controlli mensili ed alla vulvoscopia risulta ogni volta infetta. Io ho paura quando giocano insieme o per vari motivi la deve accudire. Così come sono timorosa ed ansiosa quando utilizza il nostro bagno. Faccio bene ad essere preoccupata o sono virus che si trasmettono solo sessualmente? Grazie a chi vorrà rispondermi. Cordiali saluti

Lettera non firmata

Gentile Signora,
alcuni ceppi virali sono particolarmente contagiosi, quindi è possibile, anche se non frequente, il contagio per via indiretta (es. sanitari, biancheria) se non si prendono opportune precauzioni (disinfezione, non utilizzo di asciugamani per uso intimo in comune, etc). Un saluto

Dott. Nico Comparato
Medicina Interna - Ecografista - Matera

CMV: è normale che le igg scendano più rapidamente rispetto alle igm?

(23/10/2014 - 15:14)

Salve dottore, vorrei chiedere un’informazione a lei, visto che i dottori a cui mi sono rivolta non mi sanno dare una risposta certa. Io ora sono alla 35 settimana di gravidanza e sono risultata positiva al Citomegalovirus ad inizio gravidanza come prima infezione, però, ricercando il cmv sul mio dna, è risultato negativo, dopodiché ho effettuato l'amniocentesi alla 21 settimana, la quale è risultata negativa per la ricerca del cmv. Ora facendo le analisi di routine ogni mese le igg scendono rapidamente ma le igm no, più precisamente ho fatto un prelievo a luglio con igg 73 e igm 47, poi ho fatto un altro prelievo a settembre con igg a 30 e igm 40, sempre nello stesso ospedale. È normale che le igg scendano più rapidamente rispetto alle igm? Poi volevo sapere se il parto può avvenire in modo naturale? E se posso allattare?
Vi ringrazio per la pazienza e la vs disponibilità.

Lettera non firmata

Le IgG mi sembrano troppo basse per essere un'infezione tanto recente. Ha fatto anche l'avidity? Comunque se il virus non c'è, come sembrerebbe di dedurre dai dati che ci ha fornito, perchè mai dovrebbe avere problemi? I livelli di Ig indicano la sua reazione immunitaria, che può essere quanto mai varia e individuale. Non c'è alcun nesso con modalità del parto e allattamento. Cordiali saluti.

Dott. Salvatore Annona
Ginecologo - Napoli

Tubercolosi e gravidanza

(21/10/2014 - 18:21)

Buongiorno, vorrei chiedere un chiarimento sul tema in oggetto: sono risultata positiva al test mantoux, ho eseguito rx torace risultato negativo, t-spot esame sangue risultato negativo e esame urine per la ricerca BK risultato negativo. Sono affetta da tubercolosi latente? Che rischi per una gravidanza?? Grazie

Grazia

Gentile Grazia,
la positività indica solo che nel passato è entrata in contatto con gli antigeni del micobacterio, ma non dimostra che ci sia una malattia in atto. Inoltre non è solo il bacillo della tubercolosi a provocare questa reazione. Ha fatto comunque bene a fare le altre indagini per approfondire. In effetti è questo lo scopo del test. Non si prefigge di fare diagnosi ma di individuare i soggetti meritevoli di altre indagini, oppure quando c'è un sospetto di contagio. In quest'ultimo caso va ripetuto. Se tutte le verifiche sono negative, non corre alcun rischio, nemmeno in gravidanza. Cordiali saluti

Dott. Salvatore Annona
Ginecologo - Napoli

Vaccino antinfluenzale e ricerca gravidanza

(20/10/2014 - 18:49)

Buonasera, avrei bisogno di un consiglio. Sto cercando una gravidanza e ogni anno faccio il vaccino antinfluenzale. Nel 2012 l'ho fatto a fine novembre dopo il ciclo su consiglio del medico, mai pensando di rimanere subito incinta e quindi di poter far passare un po'di tempo dal vaccino,ma a dicembre ero già in attesa. Visto che la mia bambina ha avuto problemi al cuore ( la gravidanza si è fermata alla 28a settimana per gestosi) ho pensato che il vaccino fatto pochissimi giorni prima del concepimento possa avere influito sul problema cardiaco. Ma è una mia supposizione... Non so se evitare il vaccino o se farlo dal prossimo ciclo facendo passare almeno un paio di mesi. Vorrei sapere nel caso non dovessi farlo e rimanessi incinta a quali rischi andrei incontro contraendo l'influenza durante i primi mesi, se ci sarebbero problemi per l'embrione. Grazie,

Sara

Gentile Sara,
i rischi per un feto in caso di malattia virale, compresa l'influenza, dipendono da numerosi fattori. Ad ogni modo visto che non ci si può vaccinare verso tutti i tipi di microrganismi esistenti, non me ne farei un problema anche nel caso in cui non dovesse effettuare la vaccinazione. Il rischio reale di problemi alla gravidanza infatti è relativamente basso. Un saluto

Dott. Nico Comparato
Medicina Interna - Ecografista - Matera

Citomegalovirus e persistenza delle IgM

(14/10/2014 - 12:08)

Buongiorno dottore, più di un anno fa, giugno 2013, sono risultata positiva al CMV. Nei mesi successivi ho ripetuto più volte le analisi per vedere se questi valori fossero diminuiti. A giugno 2014 i valori erano i seguenti: IgG 67,00 IgM 26.90. Ho aspettato più di tre mesi e a settembre 2014 le ho ripetute sperando che si fossero abbassate definitivamente. Risultati: IgG 57,80 (sono addirittura diminuiti!) IgM 26.10! Praticamente sono rimasti quasi uguali! Ho ripetuto anche test di avidità IgG ed è risultato alto... ovviamente! Inoltre sono risultata positiva al virus Epstern Barr Ebna (IgG 203). Può essere che la mononucleosi abbia "interferito" sulla discesa dei valori del CMV? O è possibile che si tratti di una persistenza di IgG? Ci sono altri esami a cui potrei sottopormi per poter finalmente iniziare a programmare una gravidanza? Grazie mille.

Lettera non firmata

Molto probabilmente si tratta di semplice persistenza delle IgM in assenza di infezione recente. Le IgG devono permanere e costituiscono immunità. Un saluto

Dott. Nico Comparato
Medicina Interna - Ecografista - Matera

Tampone positivo 22 settimane

(07/10/2014 - 12:33)

Buongiorno, da un tampone vaginale effettuato alla 22 settimana di gravidanza per sicurezza è saltato fuori materiale: secreto vaginale (esame microscopico diretto): ecosistema vaginale alterato materiale: secreto vaginale (ricerca trichomonas vaginalis) negativa materiale: secreto vaginale (esame colturale) sviluppo di enterobatteriacee. Tutto quello che è scritto è questo. Che ne pensa? Può essere a rischio il bambino di aborto o parto prematuro, che provvedimenti prendere? Sono preoccupatissima. Grazie

Lettera non firmata

Quando c'è un'infezione in qualunque distretto, semplicemente si cura. Quindi parli con il suo medico e si faccia prescrivere la terapia per gli enterobatteri, che sono gli unici evidenziati dal tampone. Inutile andare a vedere l'elenco di tutti i guai che possono succedere. Qualunque patologia, tanto più di tipo infettivo, può pregiudicare il buon andamento della gravidanza, ma questo avviene per le situazioni trascurate e non trattate e non mi sembra il suo caso. Torni dal suo ginecologo e ascolti i suoi consigli e soprattutto gli mostri il tampone in modo che possa valutarlo correttamente. Cordiali saluti.

Dott. Salvatore Annona
Ginecologo - Napoli

Toxoplasmosi: non so se sono immune, come mi devo comportare?

(06/10/2014 - 14:57)

Salve, Dottore. Da qualche giorno mi pongo delle domande sulla toxoplasmosi... Sono all'inizio della mia seconda gravidanza e non so ancora se sono diventata immune perché non mi è stato fatto nessun esame... Sono angosciata perché ho letto delle cose spaventose sui problemi che possono causare quella malattia. Nella mia prima gravidanza, non sapevo delle gravi conseguenze e perciò, cercavo di seguire la vita prendendo le precauzioni che erano di prassi mia (anche perché non va bene mangiare cose sporche o senza lavarsi le mani!). Ma non è garantito... La mia prima visita sarà il prossimo 23, forse mi faranno fare già tutti i controlli necessari. Devo dire che mi vengono i dubbi perchè mia bimba oggi ha quasi 5 anni e mezzo e non posso sapere se sono entrata in contatto con questo protozoo visto non mangiare sempre in casa... al lavoro in mensa con insalate, frutta... Da una parte, naturalmente, prima di rimanere incinta, anche se mi fa senso, desidero io sia rimasta immune, così, anche se continuerò con il mio stile di vita attento, naturalmente non inizierò a mangiare frutta e verdura senza lavarle, neanche mangerei alimenti non sani, ma sarò serena per quanto riguarda la salute del mio figlio (non so ancora se uno, se più di uno - mi piacerebbe tanto, ora ho 39 anni e sarebbe bello avere una famiglia più numerosa...) e pensare ad altro... Visto, ora non essere certa se ho preso gli anticorpi prima o durante la gravidanza, neanche se sono ancora ricettiva... Anche se magari farebbe ridere (quando commento questo a qualcuno, lo fa...), mi domando: - Visto la toxoplasmosi esser "pericolosa" per il feto, portando a malformazioni, aborti, ma anche problemi dopo la nascita in funzioni vitali tanto da portare per sino a morte... è orribile star scrivendo questo, ma devo continuare... - Visto non esistere un vaccino e la cura senza tante complicazioni... - Perché non è possibile l'identificazione di alimenti (che tra l'altro, ho letto che non bisogna solo mangiare alimenti contaminati, ma anche se uno tocca la mano con il protozoario negli occhi può contaminarsi, come nel caso della mamma che è riuscita a non abortire ed ha fatto una vita di cure pesanti prima e dopo la nascita della bimba...), animali (gatti, cani, lumache, bruco...) che siano contaminati e fare delle campagne (anche un Centro Gravidanza per la prevenzione toxo...) in cui le donne intenzionate ad avere dei figli si dirigessero lì con fatto un test di gravidanza negativo (magari fatto per 3 mesi di seguito per garanzia di non avere errori) oppure che non abbiano ancora provato ad avere figli e anche un test di toxo ricettivo) possano entrare in contatto coi protozoari "isolati" in tubi o chissà come (a me fa molto senso, ma anche i vaccini sono più o meno così... entriamo in contatto con malattie per evitarle..." Non è che capisco di ciò, anzi, sono del tutto ignorante, ma mi è venuta questo e non costava non dirlo... Chissà, sarebbe un'arma per evitare che entre le migliaia di malattie di difficile diagnosi o cure in gravidanza, almeno di questo non ci si pensava più?!... Chiedo scusa se sono proprio stata "ridicula", ma sono angosciata ora che sono incinta ed ho la paura in me per quanto riguarda questo problema che ora sfugge delle mane più esperte. Possiamo sperare di non prenderlo in gravidanza, ma vivere in angoscia per tutta la gestazione non fa' di certo bene... oppure, vivere l'angoscia ancora peggiore di dover combattere il problema nel corso o dopo la nascita, visto non essere sicure di riuscire ad evitare il contatto prima della gravidanza è orribile... Per questo mio "pensiero", ad esempio, una mia cugina in coro a me "Se fosse possibile, avrebbero già fatto"... Ma, ci sono tante cose anche ovvie che sfuggono in determinate occasioni... La ringrazio la cortesia in darmi una risposta... Cordiali Saluti,

Rosa Maria

Gentile Rosa Maria,
troverà sul sito una sezione dedicata alla toxoplasmosi e numerose altre risposte su questo argomento, fra le quali le segnalo l'ultima: Ansia da toxoplasmosi (12/08/2014 - 14:01).
Non è il caso di avere tanta paura per il toxoplasma. Bastano le comuni norme di prevenzione come ha fatto finora. E non è neanche il caso di augurarsi di essere stati contagiati. Sia serena e pensi positivo, insomma sia ottimista. Non so da quale paese ci scrive, perchè è evidente che ha usato un traduttore automatico, ma qualunque ginecologo in tutto il mondo le farà fare gli esami necessari e le darà corrette indicazioni. Viva questa bella esperienza che è la gravidanza e non se la faccia rovinare da...... un protozoo. Cordiali saluti.

Dott. Salvatore Annona
Ginecologo - Napoli

Ureaplasma in 28 settimana

(04/10/2014 - 16:01)

Buongiorno, ho visto che ci sono già tanti post su questo argomento. Sono alla settimana 28 (e da due gg ho delle contrazioni). Sto curando l'ureaplasma con ovuli AB300 e Immunolact (li alterno). Volevo sapere in caso di parto prematuro come mi devo comportare, quali sono gli effetti di questo microplasma? Posso prendere, a parte lo Zitromax (non mi ha fatto niente), un antibiotico?

Arianna

Gentile Arianna,
non si può gestire il trattamento antibiotico in caso di mycoplasma in maniera autonoma. Dovrebbe consultare il suo medico di fiducia. Non è possibile a distanza consigliare trattamenti specifici. In caso di parto prematuro ipotetico e di basso peso alla nascita, un'infezione da mycoplasma materna potrebbe in qualche maniera interessare il bambino. A titolo precauzionale quindi sarebbe opportuno instaurare in caso di presenza confermata del microrganismo, un'adeguata terapia antibiotica che, ribadisco, dovrà essere stabilita dal suo medico. Un saluto

Dott. Nico Comparato
Medicina Interna - Ecografista - Matera