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Allattamento al seno

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha individuato nel miglioramento della qualità della vita della madre e del bambino uno degli obiettivi sanitari prioritari a livello mondiale. Lo stato di salute e di nutrizione della mamma e del bambino sono intimamente legati, poiché essi formano una sola unità sociale e biologica. È per questo che le attività volte a migliorare la nutrizione infantile devono rientrare in una strategia più ampia volta alla tutela materno infantile.

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L’allattamento al seno è un modo ineguagliabile per fornire un alimento ideale per la salute e la crescita del lattante e si raccomanda di protrarlo in modo esclusivo per i primi sei mesi di vita e di continuare ad allattare al seno, con l’introduzione di idonei alimenti complementari, fino a due anni ed oltre.

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Secondo quanto riportato dall’OMS e dall’UNICEF il mancato allattamento al seno, ed in particolare il mancato allattamento esclusivo al seno durante i primi sei mesi di vita, sono importanti fattori di rischio e possono causare una maggiore mortalità e propensione ad ammalarsi dei neonati e dei bambini, oltre a una maggiore difficoltà nelle attività scolastiche, una minore produttività e un diminuito sviluppo intellettuale e sociale.

Strategie per la promozione dell’allattamento al seno

Promuovere l’allattamento al seno mediante:

  • attività di formazione delle mamme specialmente durante i corsi di preparazione al parto e le visite ginecologiche;
  • aggiornamento professionale del personale socio-sanitario;
  • sensibilizzazione nelle scuole.

Fornire assistenza alle madri allo scopo di iniziare l’allattamento al seno appena possibile, quando mamma e neonato sono pronti, senza interferire.

Dimostrare praticamente alle madri le modalità corrette di allattamento al seno ed insegnare le strategie per mantenere la lattazione nel caso di separazione momentanea dal bambino.

Evitare la somministrazione di altri alimenti o bevande al di fuori del latte materno, salvo indicazione medica.

Disincentivare l’uso di tettarelle artificiali, biberon o succhiotti. Incoraggiare una più ampia diffusione dell’iniziativa “Ospedali amici dei bambini”, favorire la pratica del rooming-in e incoraggiare l’allattamento a richiesta.

Fornire sostegno alle mamme e ai loro bambini, dopo le dimissioni ospedaliere, tramite visite domiciliari del personale sanitario dei consultori familiari, visite di altre mamme con esperienza e idonea formazione sull’allattamento al seno, partecipazione a gruppi di sostegno, ecc.

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Verificare periodicamente la prevalenza dell’allattamento al seno esclusivo nei primi sei mesi e continuato fino ai due anni di età , ed i fattori che incidono su di esso.

Verificare l’applicazione del Codice per la commercializzazione dei sostituti del latte materno e delle successive risoluzioni pertinenti dell’Assemblea Mondiale della Sanità .

Fonte: Ministero della Salute.

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