Mastite e allattamento al seno: i consigli dell'ostetrica per prevenirla e curarla

L'allattamento al seno non è esente da rischi e la mastite è una delle complicanze maggiori che può riguardare il seno. Con l'aiuto dell'ostetrica scopriamo di cosa si tratta, come prevenirla e come curarla.

Un fenomeno abbastanza comune nelle donne che allattano al seno è quello della mastite, ovvero una conseguenza infettiva insieme alla stasi di latte non drenato. Un problema da non sottovalutare soprattutto tenendo conto di come l’allattamento al seno sia fondamentale per la crescita sana del bambino.

Per comprendere le cause, ma soprattutto i rimedi e i trattamenti da eseguire per gestire correttamente e risolvere prontamente i problemi associati dalla mastite abbiamo intervistato la Dottoressa Chiara Colucciostetrica specializzata nell’assistenza alle donne sia prima e durante che dopo la gravidanza alla quale, anche alla luce della sua esperienza, abbiamo chiesto quali consigli dare alle neomamme per evitare questo fastidioso (e in alcuni casi pericoloso) fenomeno.

La mastite in allattamento

Dottoressa Colucci, cosa si intende con il termine mastite?

La mastite è una complicanza dell’allattamento. Si tratta di un’infezione batterica a livello del seno: i batteri possono penetrare soprattutto grazie a delle ragadi, delle ferite sul capezzolo, andando a creare la sintomatologia tipica da infezione.

La mastite può essere non infettiva e infettiva e in alcuni casi può colpire anche le donne che non allattano. Questo avviene qualora l’ingresso dei batteri nella ghiandola mammaria avviene sempre attraverso una ferita sul capezzolo o, anche, a seguito di traumi che colpiscono il seno.

Mastite: le cause

Dottoressa Colucci, quali sono le cause e i fattori responsabili della formazione di una mastite?

La causa è da individuare proprio nella penetrazione dei batteri da una ragade, che può colpire uno solo dei capezzoli o entrambi. Un’altra causa molto comune è l’ingorgo mammario. Nel momento in cui la mamma non libera bene il seno e contemporaneamente si forma una ragade visto che il bambino si attacca male e quindi non lo libera bene e anche questa è una predisposizione tipica per l’insorgere della mastite.

Spesso quando si parla di mastite si fa riferimento allo “svuotamento del seno”, ma è un’espressione scorretta in quanto, anche dal punto di vista biologico, la mammella non è un recipiente. Nella mastite da allattamento non si tratta, quindi, di svuotare il seno, ma di liberarlo dal ristagno di latte, tanto che il farlo provoca sollievo e restituisce morbidezza alla mammella.

I sintomi della mastite

Come riconoscere la mastite in allattamento?

La mastite è riconoscibile perché il seno diventa rosso, duro, si forma una zona maggiormente arrossata e più infiammata, ma soprattutto la grande caratteristica che contraddistingue la mastite è la presenza della febbre. Con la mastite la febbre va dai 38° C in su e determina una situazione che è da monitorare e da trattare quanto prima.

Mastite: come prevenirla?

Cosa si può fare per prevenire la formazione della mastite?

La prevenzione principale riguarda la protezione dalle ragadi o quando queste si dovessero formare bisogna pulire e arieggiare il capezzolo in modo da abbassare quanto più possibile la carica batterica. Quello che poi si può fare è innanzitutto favorire un corretto attacco al seno, una condizione che previene le ragadi, gli ingorghi e qualsiasi tipo di dolore e complicanza. Questo deriva non solo dalla posizione dell’attacco al seno, ma anche dalla gestione degli orari.

L’allattamento a orario può essere responsabile di questa complicanza?

L’allattamento a orario è sconsigliato e da evitare perché se è la mamma che decide quanto il bambino si deve attaccare probabilmente non rispecchia i fabbisogni sia del bambino che del seno stesso. Con l’allattamento a orario può capitare che il seno produca troppo latte causando nel bambino maggiori difficoltà ad attaccarsi, diventa più nervoso e fa fatica a mangiare.

Quali altre attenzioni possono essere seguite per evitare la mastite?

Ci sono poi tutte le precauzioni igieniche per cui bisogna evitare di mettere le coppette assorbilatte e i paracapezzoli d’argento in quanto causano un ristagno di latte che può portare alla candida. Nel caso in cui il reggiseno si bagni è quindi importante cambiarlo rapidamente o, se si utilizza una piccola pezza di cotone, sostituirla spesso in quanto un ambiente caldo e umido favorisce la proliferazione di funghi e batteri.

I rimedi alla mastite

Dottoressa Colucci, la mastite può provocare problemi all’allattamento e al bambino?

Diciamo subito che la mastite non va a intaccare l’allattamento. Si può, anzi si deve, continuare ad attaccare il bambino perché è fondamentale che il seno coinvolto, o entrambi, sia liberato bene e questo avviene grazie al bambino stesso.

Può capitare che il bambino rifiuti il seno quando c’è la mastite, ma non perché il latte sia meno sano, ma perché il sapore può essere alterato e con un sapore più salato. Nonostante questo il latte non ha nessuna conseguenza negativa sul bambino, anzi il latte materno è importantissimo per la salute del piccolo.

Considerando come la mastite non trattata o trattata in maniera irregolare può determinare la cessazione prematura dell’allattamento con relativo disagio e sofferenza sia per la mamma che per il bambino, cosa fare qualora si manifestassero i primi sintomi?

Bisogna rivolgersi all’ostetrica unitamente al medico di base o al ginecologo perché è una condizione che richiede un approfondimento e molto probabilmente l’assunzione di un antibiotico e di un antinfiammatorio. Con la terapia farmacologica e con i trattamenti locali sul seno il problema rientra. Bisogna prestare molta attenzione a prendere questa complicanza per tempo; in caso di incremento della febbre o presenza di sintomi molto acuti è fondamentale farsi visitare tempestivamente per intervenire quanto prima e risolvere il problema. Il rischio, altrimenti, è quello che l’infezione vada avanti e può portare, in alcuni casi, anche a un ascesso mammario.

Ci sono dei rimedi che è possibile seguire per alleviare il fastidio causato della mastite?

In presenza di un seno rosso, gonfio, indurito, presenza della febbre e di altri sintomi simili a quelli dell’influenza bisogna rivolgersi alla propria ostetrica di riferimento, al ginecologo o, se necessario, anche al pronto soccorso in quanto c’è un’infezione in atto contro la quale intervenire tempestivamente. Se invece i sintomi sono quelli della percezione di una mammella piena, un ingorgo, un dolore al capezzolo o un fastidio al livello del seno, ma non c’è la febbre o un rossore allora è possibile eseguire dei trattamenti locali per liberare bene il seno, fare dei massaggi, applicare degli impacchi caldi se aiutano a far defluire meglio il latte.

Cosa possiamo consigliare alle mamme che si trovano a gestire un fastidio di questo tipo?

Il consiglio è che in presenza di qualsiasi sintomo è sempre meglio contattare l’ostetrica o un consulente dell’allattamento perché spesso basta davvero poco, specialmente all’inizio, per risolvere la situazione. Trascurando la situazione, invece, si rischia che il bambino prenda poco latte, prenda poco peso e che il seno peggiori sempre di più.

Generalmente quanto tempo occorre per risolvere la mastite dopo l’applicazione dei relativi rimedi?

I miglioramenti devono essere immediati soprattutto a livello della febbre e dell’altra sintomatologia. Molto poi dipende anche dalla causa; se la mastite è causata dallo scorretto allattamento o dal bambino che fa fatica a prendere il latte allora potrebbe volerci un po’ più di tempo.

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  • Allattamento