L’allattamento al seno rappresenta per il neonato la forma esclusiva (per i primi 6 mesi) e migliore di alimentazione, mentre per la donna è spesso causa di fatica, stanchezza, stress e dolore.

Dall’ingorgo alla mastite passando per l’infezione ai capezzoli, sono tante le condizioni che possono provocare dolore al seno durante l’allattamento. Tra queste, anche se meno nota e come suggerito da questo studio non sufficientemente riportato nella letteratura ostetrica e ginecologica, c’è anche il vasospasmo in allattamento.

Conosciamo meglio questo disturbo che è responsabile di grave dolore episodico al seno e che può essere causa dell’interruzione dell’allattamento al seno.

Cos’è un vasospasmo?

Propriamente, come riportato dal Manuale MSD, il vasospasmo è una contrazione dei vasi sanguigni che limita il flusso di sangue. Il Cleveland Clinic precisa che il vasospasmo è una condizione che riduce il flusso di sangue attraverso l’arteria inviando meno ossigeno ai tessuti vicini.

In condizioni normali le arterie contraggono ed espandono regolarmente le proprie pareti muscolari in modo da controllare la pressione del sangue che scorre al loro interno; un vasospasmo dura più a lungo di una normale contrazione e questo può danneggiare le pareti delle arterie.

Questa condizione può verificarsi in qualsiasi parte del corpo e i più comuni sono quelli coronarici, quelli cerebrali, quelli delle dita delle mani e dei piedi e quello del capezzolo.

Il vasospasmo in allattamento

Circa il 20% delle donne sperimenta un vasospasmo in allattamento ed è l’Australian Breastfeeding Association riferisce tra i fattori di rischio una familiarità con la sindrome di Raynaud (l’alterazione della circolazione sanguigna che colpisce le estremità dell’organismo), la tendenza ad avere le dita o i piedi freddi e l’essere una donna magra.

Da cosa è causato il vasospasmo in allattamento?

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Fonte: iStock

Sono diverse le cause che possono provocare il vasospasmo in allattamento. Oltre alla sindrome di Raynaud sono da considerare l’assunzione di alcuni medicinali, l’esposizione al freddo, una malattia autoimmune, il fumo, l’utilizzo degli antifungini topici o la crema per capezzoli e uno scarso e scorretto attaccamento del bambino al seno.

Come riconoscere il vasospasmo?

Il dolore al capezzolo tipico del vasospasmo in allattamento si verifica dopo il termine della poppata. Il dolore percepito può essere acuto e accompagnato da bruciore o pizzicore al capezzolo. In alcuni casi, quando il sangue ritorna a irrorare il capezzolo si può sperimentare anche una sensazione di intorpidimento o pulsazione che può essere lieve o grave.

La durata dei sintomi può essere di pochi secondi o anche alcuni minuti e l’altro segno tipico del vasospasmo in allattamento è il cambiamento di colore del capezzolo che diventa bianco per poi, con il ritorno del flusso sanguigno, diventare rosso, blu o viola prima di riprendere la sua tipica colorazione.

È importante ricordare che, nonostante i tanti disagi a esso associati, di per sé l’allattamento al seno non è doloroso. Nei primi giorni dell’allattamento può essere normale percepire una maggiore sensibilità del capezzolo, ma con il passare del tempo se il bambino è attaccato correttamente e non ci sono problemi di suzione il fastidio scompare.

In presenza di dolore, quindi, è doveroso ricorrere a una valutazione ostetrica o medica per risolvere eventuali problemi di posizione del neonato e gestione dell’allattamento o diagnosticare condizioni sottostanti responsabili di dolore.

Come risolvere il problema

Per gestire il vasospasmo in allattamento è importante innanzitutto ridurre l’esposizione al freddo mantenendo il proprio corpo al caldo prima di iniziare ad allattare e durante la poppata. Meglio, quindi, preferire un ambiente caldo limitando l’esposizione al freddo o all’aria dei capezzoli. Appena il bambino si stacca, è preferibile applicare del calore sul capezzolo coprendoli rapidamente utilizzando delle coppette assorbilatte in lana.

Si rivela utile, soprattutto in termini di prevenzione, lo smettere di fumare, il limitare il consumo di alcol il prestare attenzione alla posizione assunta dal bambino durante l’allattamento e il modo in cui si attacca al seno. Questo per evitare che il neonato possa stringere le gengive e favorire lo schiacciamento dei vasi sanguigni.

Nel caso in cui il vasospasmo non si risolva, il medico può prescrivere l’assunzione di nifedipina, un farmaco che rilassa i vasi sanguigni, o di un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI), che però possono causare effetti collaterali quali mal di testa, vertigini, disturbi allo stomaco, stordimento e convulsioni.

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  • Allattamento