Si fa tanto parlare di cosa serve per prepararsi alla nascita di un bambino in termini di cose, accessori e mai-più-senza che aiutano i neo genitori a cavalcare l’onda dei primi mesi con un neonato. Si parla poco e spesso con una narrativa poco realistica, di cosa serva davvero a una mamma e un papà nel periodo del post parto quando  hanno accolto una nuova vita in casa e devono riassestare gli equilibri sui suoi bisogni, incrociandoli eventualmente con quelli personali e di coppia.

Sostegno, in primo luogo. Aiuto pratico in casa, subito al secondo posto. Allo stesso tempo, privacy e discrezione da parte di amici e parenti, che non sempre hanno la sensibilità di togliere il disturbo in un momento così delicato. Lo abbiamo chiesto alla nostra community su Instagram, cosa cercano le mamme durante il puerperio e i neo-genitori nel periodo successivo alla nascita. Spesso non sono “cose”, non in senso materiale, almeno.

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Stare meglio nel periodo post-parto: quali sono gli ingredienti che aiutano i neo genitori

Al primo posto tra le risposte dei nostri followers c’è una parola: aiuto. In casa o comunque logistico da parte di chi è vicino alla famiglia e può dare una mano con le faccende domestiche, con i pranzi e le cene, con gli affari quotidiani insomma. Un ruolo speciale in questo quadro di sostegno lo hanno i nonni, soprattutto perché il congedo paterno alla nascita conta giorni di riposo talmente esigui che è fisicamente impossibile, per chi lavora, aiutare la mamma e il neonato con le questioni pratiche.

La mamma che ti riempie il congelatore di cibo!

I piatti pronti che mi ha lasciato mia mamma in congelatore prima di partire!

Cibo portato da altri già pronto!

Passeggiate all’aperto e avere mamma che veniva a prepararmi il pranzo, appena usciva dal lavoro.

Sono solo alcune tra le frasi che abbiamo letto in risposta alla domanda “Cosa ha aiutato davvero dopo l’arrivo di tuo figlio?“. Un altro aspetto importante, legato al riposo e dunque anche al benessere mentale delle madri, lo ha aperto una followers che ci ha detto cosa l’ha sostenuta nei mesi dopo il suo parto. Ancora una volta è la nonna la grande protagonista di questo “salvataggio”.

Quando veniva mia madre e si occupava del bimbo mentre io riposavo un po’.

Fondamentale per ritrovare le energie, se stessi, la coppia. Dormire è forse uno dei bisogni fisiologici più sentiti dalle mamme e dai papà con un neonato in casa. Permettere loro di farlo dando una mano è uno dei più grandi regali da ricevere in un periodo come il post-parto.

Il potere di parlare con chi può alleggerirti

Personale dei consultori, ostetriche, amiche: parlare dei propri dubbi in merito al bambino non è tecnicamente un aiuto, ma è percepito come tale. Sono tantissime le risposte in merito al potere di una bella chiacchierata con chi è competente, ci è già passato o semplicemente può capirti.

La condivisione della situazione con altre neo-mamme.

Le ostetriche del consultorio, le chiacchiere tra neomamme, il supporto della famiglia.

Le mamme del corso preparto.

L’ostetrica post-parto, figura messa a disposizione dai consultori per il supporto della neo-mamma e anche per l’avvio all’allattamento materno è considerata un aiuto insostituibile. Una delle nostre followers ha detto che:

Poter andare in consultorio da un’ostetrica e incontrare altre neomamme.

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Avere tempo per la cura di sé, il più bel regalo

Un altro dono insostituibile quando nasce un bimbo? Vedersi regalato del tempo per prendersi cura di sé. Una sorta di buono, donato da amici o parenti, che concede alla mamma o alla coppia dei momenti di relax, da investire a piacimento: una seduta dal parrucchiere, una passeggiata nel parco, una cena a due, una seduta intensiva con Netflix per recuperare la serie tv preferita.

Passeggiate fuori casa, senza gente che ti consigli perennemente qualcosa.

Uscire all’aria aperta!

Dormire.

Le NON visite di amici e parenti!

Netflix, solo ed esclusivamente Netflix. E il mio compagno!

Il tempo per me mentre mio marito cura il bimbo.

Evitare commenti non graditi

Gravidanza e maternità: gli stereotipi da sfatare (che fanno male alle donne)

Gli stereotipi sulla maternità non fanno bene alla mamma in attesa ma neanche a chi ha appena partorito. Così come i commenti o i consigli non richiesti che arrivano da più fronti, anche da parte di persone che vorrebbero fare del bene e in realtà fanno solo peggio. Non ascoltarli, questi commenti indesiderati, è un gran regalo a quanto ci raccontano le nostre followers su Instagram. Anzi, per chi ha partorito durante il lockdown è stata proprio la chiusura la manna dal cielo per proteggersi dagli attacchi non richiesti.

Il lockdown! Nessuno che poteva dire qualcosa su di me e la mia bimba. Una goduria!

Un’altra followers in merito ha aggiunto:

Il lockdown. Paradossale, nessuno fra i piedi a dare consigli inutili. 

Infine, il supporto del partner. Ancora così poco scontato (purtroppo)

Ci sono state molte risposte in merito all’aiuto e al sostegno del partner, indispensabile per vivere bene le fasi successive alla nascita. Questo però apre molte porte sul fatto che, questo sostegno, se sottolineato non sia in realtà così scontato. E che per tante famiglie la distinzione dei ruoli madre-padre, nel post-parto, resti in realtà netta e precisa: la mamma si occupa del bambino e se è “fortunata” ha un papà che la aiuta (altrimenti c’è la nonna, la zia, l’ostetrica).

Il ruolo del partner è cambiato molto negli ultimi decenni a livello sociale ma anche privato, la pandemia lo ha ridefinito e lo cambierà ancora. Distribuire con equità il peso del ruolo di genitore anche nelle fasi post-parto in cui l’attaccamento e l’accudimento materno sono fondamentali è il primo, vero aiuto a chi accoglie un figlio. Intrinseco alla coppia, fondamentale da fare e da ricevere.

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