Gravidanza e parto gemellare: cosa c'è da sapere? - GravidanzaOnLine

Gravidanza e parto gemellare: cosa cambia (e come prepararsi)

Le gravidanze gemellari sono un’eventualità piuttosto rara, ma la loro percentuale aumenta ad esempio nel caso di terapie per la fertilità. Ma cosa cambia in un parto gemellare rispetto a una nascita singola? E cosa c’è da sapere per prepararsi al meglio ad accogliere due o più gemelli?

Gravidanza gemellare: cosa cambia

Non tutti sanno che i gemelli non sono per forza “identici”, almeno da un punto di vista fisico: i gemelli possono essere infatti monozigoti o eterozigoti. I gemelli monozigoti si formano a partire dalla stessa cellula uovo, che si sdoppia dopo essere stata fecondata dallo spermatozoo. I gemelli eterozigoti, invece, si formano da due diverse cellule uovo fecondate da due diverse spermatozoi, e, pur assomigliandosi tra loro, non sono “identici” come invece appaiono i gemelli monozigoti.

La gravidanza gemellare spontanea (senza ricorso a tecniche di riproduzione assistita) è rara: sfiora l’1% dei casi e nella maggior parte dei casi i gemelli sono eterozigoti. A influenzare la probabilità di avere dei gemelli è anche la presenza in famiglia di altri casi di gravidanze gemellari.

Per chi aspetta due (o, raramente, tre bambini) la gestazione è diversa da quella singola per diversi motivi: la futura mamma può avere sintomi da subito piuttosto forti, la pancia si vede prima e anche il parto, nella maggior parte dei casi, è anticipato (in genere si verifica, spontaneamente o per scelta medica, prima della 37^ settimana).

Come funziona il parto gemellare

parto gemellare

Come anticipato, il parto gemellare si verifica di solito prima rispetto a un parto singolo. Una gravidanza multipla, infatti, spesso si conclude anticipatamente, in modo spontaneo o per scelta dei medici.

Da un lato, infatti, l’utero potrebbe di essere in grado di sostenere un’espansione così importante fino al termine fisiologico della gravidanza, dall’altra c’è un maggiore rischio che, col passare delle settimane, la placenta non riesca a supportare adeguatamente la crescita di due (o più) feti.

È per questo che, se una gravidanza singola viene considerata a termine fra le 37 e le 42 settimane, è difficile che una gravidanza gemellare si protragga oltre le 37 settimane. Di norma, questo non comporta gravi rischi per i bambini, perché si tratta di una prematurità lieve, che può richiedere o meno una permanenza in terapia intensiva neonatale ma che, nella maggioranza dei casi, si risolve senza conseguenze.

Parto gemellare: vaginale o cesareo?

Per quanto riguarda la tipologia di parto, non è più così scontato come un tempo il fatto di doversi sottoporre a un taglio cesareo. Si tratta sicuramente di una eventualità più probabile rispetto alle gravidanze singole, ma è possibile affrontare un parto gemellare anche per via vaginale.

Se entrambi i gemelli sono in posizione cefalica (cioè a testa in giù) è probabile che si possa avere un parto naturale, che è la soluzione consigliata anche se il primo gemello a dover nascere è cefalico e il secondo è invece a testa in su, ovvero in posizione podalica.

Se entrambi i bambini sono podalici, o se il primo che deve nascere si trova con i piedi davanti, si ricorrerà invece a un taglio cesareo, così come nel caso in cui uno o entrambi i gemelli si trovino in posizione trasversale. Altre condizioni che inducono al cesareo sono le stesse che valgono per un parto singolo, come la placenta previa, la sofferenza fetale o alcune condizioni patologiche a carico della madre.

Come avviene un parto gemellare

Il travaglio di una gravidanza gemellare è in tutto simile a quello di una gestazione singola, con contrazioni inizialmente blande e irregolari e poi via via più intense e frequenti. La rottura delle acque può avvenire oppure no, e occorre recarsi con urgenza in ospedale qualora il liquido appaia di colore scuro o verdastro (esattamente come accade per chi aspetta un figlio solo). Il parto gemellare non costituisce poi di per sé una controindicazione per il ricorso all’anestesia epidurale.

La fase espulsiva potrebbe essere “più semplice” rispetto a un parto singolo, perché le dimensioni dei gemelli alla nascita tendono ad essere inferiori rispetto a quella delle gravidanze singole. Il secondamento, ovvero l’espulsione della (o delle) placenta e delle membrane, avviene di solito in una volta sola, dopo la nascita di entrambi i gemelli, ma nelle gravidanze biovulari è possibile anche che ciascuna placenta venga espulsa dopo il parto di ogni neonato.

Allattare dopo un parto gemellare

A proposito di peso alla nascita, è normale che i gemelli siano un po’ più piccoli rispetto ai neonati nati da gravidanze singole, con un peso di circa 2,5 kg.

Non è raro che, proprio per queste dimensioni inferiori o per la conclusione anticipata della gravidanza, i bimbi nati da un parto gemellare vengano tenuti in incubatrice per alcuni giorni.

Allattare al seno i gemelli è possibile, sia in modo esclusivo che in associazione con il latte artificiale. Anche nel caso di un parto gemellare, è importante attaccare i neonati al seno il prima possibile, e continuare a farlo a richiesta.

Crescere dei gemelli

crescere dei gemelli

Le sfide genitoriali sono doppie con l’arrivo di due neonati in un colpo solo: i bimbi cresceranno insieme, condividendo molti (se non tutti) i momenti della loro vita, almeno nei primi anni.

Crescendo impareranno però anche a esplorare la propria individualità, e in questo è fondamentale l’accompagnamento dei genitori e dei loro insegnanti: un impegno educativo che non manca, e da sempre, di affascinare.

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