Famiglia disfunzionale: esempi, conseguenze e come uscirne

Quali sono le caratteristiche di una famiglia disfunzionale? Che conseguenze può avere e, soprattutto, come gestirla?

Ultimamente si sente sempre più spesso utilizzare l’espressione “famiglia disfunzionale”. Ma cosa significa? In che modo si riconosce? E, soprattutto, come si può gestire?

Cosa si intende per famiglia disfunzionale?

Partiamo innanzitutto dal significato di famiglia disfunzionale. Una famiglia disfunzionale è caratterizzata da conflitti, comportamenti scorretti o abusi. Le relazioni tra i membri della famiglia sono tese e possono essere cariche di distanza emotiva, aggressività e urla.

Non c’è uno spazio aperto per esprimere liberamente pensieri e sentimenti e le persone all’interno non sono in grado di prosperare e sentirsi al sicuro.

Come si riconosce una famiglia disfunzionale?

«Tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo», scriveva Tolstoj in Anna Karenina.

Se è vero che nessuna famiglia si comporta allo stesso modo – e che in una certa misura tutte le famiglie possono sperimentare dinamiche disfunzionali – ci sono alcuni segnali a cui prestare attenzione per capire se siamo di fronte a una famiglia disfunzionale.

Dipendenze

La dipendenza può portare diversi tipi di relazioni malsane all’interno della famiglia e danneggiare la salute emotiva dei suoi membri.

Perfezionismo

Le aspettative legate alla perfezione danneggiano le relazioni perché sono irrealistiche e mettono molta pressione su tutte le persone coinvolte. Vivere con la consapevolezza di non essere mai abbastanza per essere all’altezza delle aspettative familiari può danneggiare la salute emotiva.

Abuso o negligenza

L’abuso di solito indica un’azione che provoca un danno attivo come verbale, fisico o violenza. La negligenza, invece, è un danno inattivo, sia fisico che emotivo: non nutrire i figli o non dare amore, interesse o attenzione.

Sia l’abuso che l’abbandono sono estremamente problematici, soprattutto perché spesso chi cresce in queste famiglie tende a mostrare gli stessi comportamenti con i propri figli, innescando un ciclo di abbandono o abuso.

Imprevedibilità e paura

È difficile stabilire relazioni di fiducia quando si vive in uno stato costante di incertezza o paura. Questo, infatti, porta a prevedere costantemente un conflitto e a non potersi esprimere onestamente. Per evitare critiche o discussioni si può anche arrivare a evitare cose che dovrebbero essere piacevoli, come le vacanze.

Amore condizionato

I membri delle famiglie disfunzionali possono essere incredibilmente manipolativi con il loro affetto, dando amore solo quando vogliono qualcosa in cambio o solo se vengono rispettate determinate condizioni o aspettative.

Mancanza di confini

Genitori controllanti, che prendono decisioni di vita al posto dei figli ignorandone pensieri e bisogni; genitori intimidatori, che scoraggiano o puniscono ogni tentativo di affermazione personale; oppure forme di immaturità emotiva che finiscono per invertire i ruoli, spingendo i figli a farsi carico di responsabilità che non spettano loro: sono tutte espressioni di confini fragili, poco chiari, e della mancanza di limiti sani all’interno della relazione.

Nessuno ha il suo spazio, né rispetta l’autonomia reciproca. Vivere così può portare a relazioni malsane e codipendenti.

Mancanza di intimità

Alcune famiglie non mostrano vicinanza, né un sostegno emotivo aperto e onesto. Le relazioni sono superficiali, piuttosto che emotivamente disponibili.

Mancanza di comunicazione

Non ci si sente compresi, quindi non è possibile esprimere le proprie opinioni. C’è sempre tensione e i membri della famiglia non si sentono sicuri a comunicare con gli altri, oppure nessuno parla dei propri problemi.

L’impatto e le conseguenze sui figli

Crescere in una famiglia disfunzionale può influenzare profondamente la vita dei figli: da una parte imparano modi di relazionarsi poco sani che, crescendo, possono sembrare normali e che poi tendono a ripetere; dall’altra, tutto questo può incidere anche sul loro benessere emotivo e su come vivono se stessi e gli altri

La fonte della disfunzione in ogni famiglia può variare, ma il filo conduttore è che i bambini che appartengono a queste famiglie soffrono. Privati dei genitori che nutrono i loro bisogni emotivi, forniscono stabilità e riconoscono i problemi, lottano per diventare adulti sicuri con sane capacità di coping, senza sapere come coltivare le loro relazioni con se stessi o di promuovere relazioni sane con gli altri.

Avere una bassa fiducia in se stessi o una bassa autostima, come spiegato in questo studio, sono alcune delle conseguenze, così come l’ansia sociale.

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Responsabilità individuali

Per rompere le dinamiche disfunzionali è fondamentale prima di tutto rendersi conto che non è nostro compito cambiare la nostra famiglia, ma che possiamo assumerci la responsabilità solo di noi stessi e delle nostre azioni e che possiamo cambiare solo il modo in cui noi ci rapportiamo agli altri.

Chiedere aiuto

Riconoscere di essere cresciuti in una famiglia disfunzionale è un primo passo importante, ma solo riconoscere questa verità non è sufficiente. Per questo, è importante lavorare con uno specialista su eventuali traumi irrisolti e cercare sostegno al di fuori dei rapporti familiari.

Stabilire i confini

Fissare dei confini sani è fondamentale, soprattutto nei casi in cui si sia ancora all’interno o in contatto regolare con i familiari disfunzionali. Per lavorare correttamente su questo aspetto, potrebbe essere necessario limitare i contatti con la famiglia disfunzionale.

Rompere il ciclo

Prepararsi alla genitorialità attraverso letture e corsi – oltre a lavorare su noi stessi e sulle strategie di coping – è un modo per capire che tipo di genitore vogliamo essere e in che modo vogliamo distanziarci dalle dinamiche disfunzionali in cui siamo cresciuti

Capire quando allontanarsi

Come non è compito di chi vive in una famiglia disfunzionale cambiare gli altri membri, allo stesso modo chi si trova in questa situazione non ha l’obbligo di restarci. Per prendersi cura di sé e del proprio benessere potrebbe essere necessario interrompere i rapporti, anche temporaneamente, per concentrarsi su se stessi e sul proprio percorso di guarigione.

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